Una sindaca svergognata, che vogliamo aiutare

Un’altra gita a spese dei contribuenti per il Sindaco Raggi. Questa volta la meta è Tokyo, nel lontano Giappone, e la scusa è la partecipazione a Urban 20, un incontro internazionale di sindaci sui temi della sostenibilità ambientale in vista del G20 di Osaka.

Parliamo di gita e di scusa perché davvero non si vedono motivi per il Sindaco di una città nelle condizioni di Roma di partecipare ad un convegno internazionale sui temi ambientali.

Diremmo anzi che il Sindaco Raggi dovrebbe tenersi alla larga da consessi del genere, in considerazione della pessima figura che farebbe se solo a qualcuno venisse in mente di chiederle perché Roma continua ad essere sommersa di rifiuti, perché la raccolta differenziata peggiora invece che aumentare, perché non si riesce a gestire la manutenzione del verde non solo nelle grandi ville ma anche nelle aiuole del centro storico, perché Roma è l’unica grande città europea priva di un qualsiasi servizio di bike sharing e questo nonostante vi sia una normativa vigente che lo preveda e che per motivi incomprensibili da tre anni l’amministrazione Raggi si rifiuta di applicare.

 

Un buon motivo per partecipare a questo convegno Virginia Raggi l’avrebbe anche, visto che al momento ella ha avocato a sé le deleghe per l’ambiente, dopo le dimissioni della Montanari. Ma considerando che la cosa dura ormai da diversi mesi e che Roma non può permettersi un assessore all’ambiente del tutto digiuno della materia e per di più a mezzo servizio, ancor di più non si capisce come sia venuto in mente al Sindaco di andare a passare una settimana in quel di Tokyo.

Chiaramente si tratta dell’ennesima dimostrazione della totale irresponsabilità di Virginia Raggi, una miracolata portata al vertice del Comune di Roma da una certa società privata del nord d’Italia, che non si rende neanche conto dei danni che il suo agire sta causando alla città e ai cittadini.

Solo così di possono spiegare le tante foto con sorriso di circostanza che la Sindaca ha postato sul suo profilo Twitter.

 

 

 

 

 

 

Una vera gitante, si converrà.

 

Volendo però, come sempre, cercare di dare un costrutto alle nostre critiche, approfittiamo di questa occasione per provare a togliere il peso della delega all’ambiente al Sindaco Raggi candidandoci noi alla poltrona di assessore all’ambiente del Comune di Roma.

Escludendo infatti che Virginia Raggi possa continuare ad esercitare tale delega (anche per evitarle continue brutte figure come ad esempio ostentare piantumazioni di alberi a maggio in pieno periodo vegetativo) e prendendo atto che evidentemente ella non riesce a trovare candidate/i adeguate/i al compito, ci rendiamo disponibili come redazione di diarioromano.it a prenderci carico di una tale responsabilità.

 

Senza voler esagerare sulle nostre capacità, già possiamo sfoggiare una capacità di ascolto delle forze sane della città che né la Muraro né tantomeno la Montanari hanno mai dimostrato.

Potremmo così dialogare, ad esempio, in maniera costruttiva con quelli del LILA (laboratorio idee lavoratori ama) che da anni si sgolano a proporre soluzioni concrete e ragionevoli per affrontare la questioni rifiuti a Roma ma non vengono mai considerati. Così come potremmo collaborare con le ditte private che hanno in carico la raccolta dei rifiuti per le utenze non domestiche trovando insieme a loro un modo per far sparire immediatamente le migliaia di bidoni fuori dei locali che da mesi infestano la città (i #pinucci, come li hanno ribattezzati quelli di romafaschifo).

Tra le iniziative che metteremmo in campo immediatamente per ridurre di svariate tonnellate all’anno i rifiuti a Roma vi sarebbero:

Riguardo la manutenzione del verde cittadino, a parte ricominciare immediatamente a rimpolpare i ranghi del Servizio Giardini, promuoveremmo una mobilitazione generale che coinvolga le innumerevoli realtà locali che hanno iniziato a prendersi cura del verde perché le loro attività vengano coordinate e supportate al meglio, con l’obiettivo di passare quanto prima dai cittadini giardinieri ai cittadini controllori del lavoro di giardinieri veri.

Infine possiamo garantire che non faremo fare all’amministrazione brutte figure come quelle collezionate in occasione degli ultimi natali, per l’allestimento degli alberi, o quella della pseudo-spiaggia Tiberis.

 

Da ultimo, ma non meno importante, noi saremmo disposti a svolgere il compito sette giorni su sette, dodici mesi l’anno, senza interruzioni o gite di rappresentanza in giro per il mondo, perché la situazione a Roma è disperata e richiede il massimo dell’impegno per chi decida di cimentarvisi.

Ce lo fa un pensierino a questa nostra proposta Sindaco Raggi? Ci guadagnerebbe lei in salute e la città in pulizia e decoro, glielo possiamo assicurare.

 

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3 risposte

  1. Secondo il mio modesto parere la Vs. disponibilità non verrà presa in considerazione. Il motivo? Sono delle buone idee….

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