Tutti possiamo controllare la qualità dell’aria che respiriamo

Il progetto "Salviamo l'aria 2023" prevede l'acquisto di un campionatore da installare nelle strade di Roma. Si otterrà una mappa dettagliata dei luoghi più inquinati

 

L’iniziativa si chiama “NO2 NO grazie”, dove NO2 sta per il biossido di azoto che appesta l’aria delle grandi città. Per ora sarà attivo solo a Roma e Milano con la possibilità di essere esteso ad altri capoluoghi e ha una caratteristica fondamentale: a verificare la qualità di quello che respiriamo non saranno le istituzioni con le loro centraline di rilevazione smog, ma i cittadini. Ogni residente potrà acquistare un piccolo apparecchio, dal costo di 18 euro, e installarlo in determinate posizioni che verranno consigliate dal produttore.

Dal 4 febbraio al 4 marzo del 2023, ciascuno di questi apparecchi invierà i dati ad una centrale che traccerà i risultati, individuando così le strade con le più alte concentrazioni di veleni e quelle con l’aria più pura. In sostanza, si potrà ottenere una mappa delle zone a rischio, degli incroci più mefitici, dei luoghi dove il Comune potrà intervenire con provvedimenti specifici.

Il piccolo investimento sarà ripagato da un controllo diretto sulle zone dove si vive, inoltre la spesa dei 18 euro potrà essere sostenuta da più cittadini insieme, da associazioni, comitati di quartiere, centri sportivi o condomini.

Il campionatore sarà disponibile da gennaio e i primi di febbraio dovrà essere montato su un supporto (come un palo o un cancello) ad un’altezza di circa tre metri. L’apparecchio dovrà essere poi restituito al termine delle quattro settimane di monitoraggio o in appositi luoghi di raccolta o via posta.

L’esperimento fu condotto per la prima volta a febbraio del 2020 ma gli eventi legati al Covid e alle misure di contenimento potrebbero aver falsato i dati e dunque si è deciso di ripeterlo nel 2023.

I risultati del 2020 sono comunque interessanti e sono frutto di dati rilevati da 360 campionatori distribuiti in tutta Roma. Furono considerate solo le concentrazioni di biossido di azoto superiori alla soglia annuale di 20 microgrammi per metrocubo che gli studi considerano un valore che può provocare impatto sulla salute. A febbraio 2020 il 42% degli apparecchi superò i 40 microgrammi, il 15% i 50 microgrammi e il 5% addirittura i 60 microgrammi per metrocubo.

Le strade più inquinate risultarono via Druso, via Emanuele Filiberto all’altezza di via Fontana, via Tiburtina all’altezza di via dei Dalmati e l’asse via Acaia-via Cilicia.

Male, ma con un dato leggermente inferiore, via La Spezia, via Magna Grecia, Amba Aradam, Cristoforo Colombo altezza via Cornelio Magni, via Oderisi da Gubbio, viale Marconi altezza via Enrico Fermi.

Il sondaggio all’epoca fu condotto da Cittadini per l’aria in collaborazione con Salvaiciclisti e questa volta potranno essere diverse le associazioni che vorranno contribuire.

 

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