Trasporti pubblici: sempre avanti verso il baratro

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A chi utilizza i mezzi pubblici a Roma non c’è bisogno di spiegare lo stato comatoso in cui versa l’intero servizio, incluse le metropolitane, i tram e gli autobus. E non bisogna neanche descrivergli come negli ultimi tre anni la situazione sia andata sempre peggiorando, con livelli di degrado che ogni giorno sfiorano, e spesso oltrepassano, l’interruzione di pubblico servizio.

Come altrimenti considerare la chiusura per mesi delle stazioni centrali della linea A (con Barberini ancora chiusa e senza previsioni di riapertura), il livello di servizio costantemente ben al di sotto di quello programmato (gli autobus mediamente al 70% ed i tram intorno al 50%!?!), la sospensione quotidiana di decine di linee di superficie per mancanza di mezzi, e l’elenco potrebbe proseguire?

 

Per introdurre l’argomento trasporto pubblico vogliamo però iniziare dall’ultimo imperdibile numero de “La Sindaca informa” (quello che agli inizi avevamo definito “la settimana INCOM della Raggi“).

 

 

Sorvolando sulla scritta che ancora campeggia in alto (“Trasparenza e partecipazione sono la nostra stella polare”, laddove chi ha avuto a che fare con l’attuale amministrazione sa che essa è espressione inarrivata di opacità e verticismo) e sullo smagliante sorriso sfoggiato dal Sindaco (su cui viene da chiedersi cos’avrà mai da ridersi considerato lo stato di Roma), concentriamoci sul testo a sinistra, quello sui trasporti pubblici della città.

Un primo, importante, passo verso il risanamento …”, è l’incipit. Ci si riferisce all’approvazione del piano di concordato industriale per ATAC da parte del Tribunale. ATAC quindi non è fallita, si dice, i suoi 11mila dipendenti hanno ancora un lavoro e i romani sono ancora proprietari dell’azienda che quindi resta saldamente pubblica.

Ottimo, verrebbe da dire istintivamente. Ma poi riflettendoci un momento viene da chiedersi: a chi ogni giorno deve contare su ATAC per muoversi, per andare al lavoro, a trovare familiari e amici, a fare commissioni, a tutti costoro interessa qualcosa che i dipendenti ATAC abbiano ancora un lavoro o che l’azienda rimanga saldamente in mano pubblica oppure vorrebbero semplicemente ricevere un servizio minimamente decente che non preveda attese indefinite alle fermate, linee sospese senza preavviso, autobus che prendono improvvisamente fuoco, ecc.?

Bastava ad esempio chiederlo ai cittadini mostrati nel video che segue quanto fosse per loro importante che ATAC rimanga pubblica e quanto invece il non essere da quell’azienda sequestrati per una sciatteria e disorganizzazione infinite.

 

Stamani causa sciopero bloccati in metro ecco come hanno reagito a San Giovanni. Non li facevano andare da una parte perché la metro era già chiusa ne dall'altra perché i tornelli erano già bloccati nonostante dovessero passare ancora due metro…

Pubblicato da Roma fa schifo su Martedì 25 giugno 2019

 

 

Detta in altri termini, il Sindaco Raggi e l’amministrazione tutta continuano a concentrarsi su aspetti marginali della questione trasporti (benché con importantissime ripercussioni sul consenso politico che certe lobby possno assicurare) tralasciando le questioni più importanti che stanno finendo di trascinare nel baratro l’intera mobilità cittadina.

Elenchiamo gli ultimi disastri di cui si è avuta notizia.

 

Tombamento delle talpe della metro C, con connesso costo di svariate decine di milioni, per mancanza di decisione politica:

 

 

Nuovo intoppo per l’arrivo dei 227 nuovi autobus da Consip:

 

 

Drastico ridimensionamento della ferrovia Roma Nord:

 

 

Drastico ridimensionamento (con probabile prossima chiusura) della Roma-Giardinetti:

 

 

Decine di linee di superficie soppresse ogni giorno per mancanza di mezzi:

 

 

Fine (ingloriosa) della telenovela dei 70 autobus noleggiati in Israele:

 

 

 

Ce ne sarebbero tanti altri di problemi collegati al disastro del trasporto pubblico a Roma (vogliamo parlare dello scandaloso non-servizio reso ai disabili? Oppure dello stato comatoso della stragrande maggioranza di scale mobili e ascensori?) ma crediamo che già così ci si dovrebbe rendere conto dello scandalo che è diventato il servizio di trasporto pubblico a Roma, uno scandalo che richiederebbe l’intervento immediato del governo centrale per commissariare tutto e provare a ripartire da zero.

Purtroppo temiamo che il governo continuerà a far finta di niente per cercare di non affossare definitivamente l’amministrazione “amica” di Virginia Raggi.

 

Ne approfittiamo per ringraziare i tanti blogger che ogni giorno documentano il disastro del trasporto pubblico romano, a partire da Mercurio Viaggiatore, Trenino Blu e Odissea Quotidiana, ed invitiamo tutti a seguirli sui vari social rilanciandoli quanto più possibile. È infatti dimostrato che una fetta enorme della cittadinanza romana (i tantissimi che da anni non prendono un autobus o una metro) non è al corrente di quanto sia messo male il TPL a Roma ed è indispensabile che ne siano a conoscenza, per essere pronti a giudicare in modo corretto l’amministrazione Raggi alle prossime elezioni (che non arriveranno mai troppo presto).

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  1. Gianluca

    Veramente le periferie sono divise in categoria a e categoria b i nuovi bus sono stati consegnati una parte a corviale mentre la linea 881 è da anni depredata con bus blù vecchi pericolosi e inlegali è ora di finirla con questo centro storico.noi siamo Roma e la periferia più bella non capisco perché ci siano ancora inciuci con corviale solo perché è famosa,, marketing mentre la pisana che tecnicamente è il fiore all’occhiello collega direttamente s, Pietro con alberghi pisana capolinea,,siamo sempre gli ultimi,il centro ha troppe linee già sufficientemente collegate,pensiamo al novanta per cento dei più deboli e anziani costretti ad aspettare tanto tempo con servizi inutili

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