Tante le associazioni per Roma. Bene purchè siano preparate. L’Unione dei Comitati di Quartiere

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La manifestazione “Roma dice basta” di ottobre 2018

 

L’idea è venuta ad alcuni responsabili di comitati di quartiere. “Se non ci uniamo e non parliamo con una voce sola la nostra forza è assai minore”, è il ragionamento che hanno fatto. E’ nata così, sei mesi fa, l’Unione dei Comitati di Quartiere di Roma, presieduta da Andrea Bova, che guida un gruppo di cittadini di Valle Aurelia e ha come suoi vice Lorenzo Lo Russo e Massimo Iodice. Quest’ultimo ha partecipato alla realizzazione di un progetto per la rinascita della Stazione Aurelia assieme ad Antonio Capasso, un architetto che si batte per il completamento dell’anello ferroviario.

Il programma prevede poi la nomina di un responsabile per ogni municipio e di un delegato per ogni argomento trattato: dal traffico, alla mobilità, al decoro e così via.

Si tratta insomma di una nuova associazione che potrebbe, nelle intenzioni dei fondatori, discutere direttamente con l’amministrazione e parlare a nome dei diversi quartieri rappresentando le esigenze dei singoli territori.

Il gruppo è alla ricerca di nuovi associati. Ovviamente più numerosi saranno i comitati locali che aderiranno all’Unione, più autorevole sarà la rappresentanza. Per questo, per oggi, domenica 5 maggio, hanno organizzato un evento a Villa Carpegna, alle ore 17.00. Presso l’Associazione della Villa, in via di Valle Aurelia 129, incontreranno cittadini e rappresentanti di associazioni che siano interessati al programma. Si parlerà di decoro urbano, mobilità, strade, scuole e centri anziani ha spiegato il presidente Andrea Bova che invita tutti a partecipare.

Da parte nostra non possiamo che augurare il miglior successo a questa nuova iniziativa a condizione che non si trasformi nel solito comitato dei No. Troppe volte nei quartieri si è assistito alla Sindrome NIMBY, cioè fate tutto quello che volete ma non nella mia strada, nel mio giardino, nel mio circondario. A Roma, invece, serve uno slancio di generosità, anche un sacrificio personale a favore della collettività. Quindi cerchiamo di non aver paura di nuove opere – come tramvie, metropolitane, ponti, strade – e puntiamo allo sviluppo e alla crescita anche delle infrastrutture, esattamente come avvenuto a Milano in questi ultimi 15 anni. Concentriamoci sulla tutela del verde, degli spazi culturali, dei villini storici ma senza fermare la rigenerazione urbana che a Roma è totalmente assente.

In queste settimane si assiste ad un fiorire di nuovi gruppi organizzati che ovviamente tendono ad inserirsi nel vuoto politico attuale. Da una parte una giunta 5Stelle che si sta dimostrando, ogni giorno che passa, la peggiore di questi ultimi 30 anni, dall’altra un’opposizione assente, distratta se non connivente. E’ in questo contesto che giovedì scorso è stato annunciato il gruppo “Bye Bye Raggi” che invita la Sindaca a dimettersi per incapacità (operazione piuttosto sciocca e velleitaria se ci consentite).

Ci sono poi le sei donne di “Roma dice Basta” che organizzarono la manifestazione in Campidoglio contro la giunta e il degrado, che stanno per cambiare nome in Ricominciamo Roma e probabilmente appoggeranno una lista di partito, se non ne formeranno una propria.

Roma domani” è un’altra organizzazione che tende ad aggregare un’area social democratica e liberale. E poi molte altre realtà probabilmente animate da buone intenzioni ma occorre capire se abbiano le competenze per andare davvero a fondo sui problemi della capitale. L’esempio dei 5Stelle, infatti, dovrebbe averci insegnato che senza capacità e conoscenza della realtà non si va da nessuna parte. Che non ci si improvvisa amministratori senza prima aver fatto una lunga gavetta e il giusto approfondimento.

Dunque non siamo scettici, né pregiudizialmente contrari a queste nuove iniziative ma stiamo a guardare, nell’attesa che si palesino i veri programmi, i veri personaggi che le guidano e dimostrino di essere all’altezza. Roma ha bisogno dell’impegno di tutti.

 

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