Stadio della Roma: è la volta buona o la replica di un film già visto?

Gualtieri è intenzionato a mandare avanti speditamente il progetto dello stadio a Pietralata ma si coglie una certa, già vista, superficialità. Il contributo qualificato di Giovanni Caudo

Sta avanzando il progetto del nuovo stadio della Roma a Pietralata e dopo l’approvazione dell’interesse pubblico all’opera da parte della Giunta, ci si avvia ora alla conferma dello stesso da parte dell’Assemblea Capitolina.

Si ha però l’impressione di assistere ad un film già visto.

C’è infatti il precedente del progetto di stadio della Roma a Tor di Valle, una telenovela con fazioni di favorevoli e contrari snodatasi a cavallo delle due precedenti amministrazioni.

Su Tor di Valle la storia iniziò con l’amministrazione Marino, la quale, a cura essenzialmente dell’allora assessore all’urbanistica Giovanni Caudo, arrivò alla predisposizione di un progetto molto articolato, fatto di grandi costruzioni per il privato (lo stadio e un business park) ma anche ingenti opere pubbliche a suo carico.

Dopo la caduta dell’amministrazione Marino, la sindaca Raggi si fece interprete dei tanti che erano rimasti contrari al progetto di stadio a Tor di Valle, in gran parte contestandone la localizzazione in un’area inadeguata; ma anziché rimettere in discussione l’intera proposta, a partire dalla localizzazione, Raggi appuntò la sua attenzione sulle cubature associate al progetto, puntando tutto su un loro drastico ridimensionamento. Evidentemente la sindaca non si era resa conto del grande equilibrio che esisteva nel progetto tra le cubature concesse al privato e le opere pubbliche che quest’ultimo si sarebbe impegnato a realizzare, come ad esempio le infrastrutture per assicurare un’adeguata mobilità in tutta l’area.

Il risultato fu dapprima un improvvisato quanto irresponsabile annuncio a fine febbraio 2017 di aver raggiunto un “nuovo accordo” con la AS Roma, poi una serie di interventi che portarono sì ad un dimezzamento delle cubature associate allo stadio, ma eliminando elementi cruciali per la mobilità che quindi divenne un nuovo nodo irrisolto. Il progetto fu poi lambito a giugno 2018 da arresti eccellenti (tra gli altri del presidente ACEA, Luca Lanzalone e del presidente dell’Assemblea Capitolina, Marcello De Vito) per terminare la sua corsa nel maggio 2021, quando la giunta Raggi ne revocò l’interesse pubblico.

 

L’atteggiamento che la sindaca Raggi tenne per tutto il tempo del suo mandato fu di totale convinzione nel portare avanti un progetto di nuovo stadio, qualsiasi esso fosse e sottacendo continuamente sia i problemi del progetto originario (denunciati a più riprese dall’allora gruppo M5S di opposizione di cui Raggi faceva parte), sia quelli, ben più gravi, che le ultime modifiche avevano creato. Chiaramente la sindaca Raggi si fece allettare dal consenso dei tantissimi tifosi della Roma che l’avrebbe santificata se fosse riuscita anche solo ad avviare la costruzione del nuovo stadio, ma operando con approssimazione e dilettantismo (oltre che con metodi su cui la magistratura sta ancora lavorando) ella si rese responsabile del definitivo affossamento di un progetto che originariamente aveva pur una sua dignità.

 

Purtroppo sembra che il sindaco Gualtieri abbia un atteggiamento simile a quello di Raggi nei confronti del nuovo progetto presentato dalla AS Roma, anch’egli più impaziente di accontentare i tanti tifosi romanisti che di assicurarsi di portare avanti un’iniziativa che possa davvero arricchire la città e non essere invece un’ennesima pietra dello scandalo. Questa una recente dichiarazione del sindaco sul progetto di nuovo stadio:

Noi siamo fiduciosi e confortati dal fatto che fino adesso si è lavorato molto bene, con grande serietà e rigore e impegno da parte della Roma che sta lavorando seriamente con noi e noi stiamo rispettando tutte le scadenze. Adesso siamo in un passaggio molto importante perché la parola è all’aula, l’assemblea capitolina naturalmente deve valutare e poi esprimersi, noi siamo fiduciosi che confermerà la nostra decisione di giunta cioè che c’è un pubblico interesse, che si tratta di un bel progetto utile a tutta la città non solo alla AS Roma e ai suoi tifosi“.

 

Che non si tratti semplicemente di un “bel progetto“, come dice il sindaco, ma di un’iniziativa complessa e con molte criticità ancora da risolvere è stato rilevato da più parti, in primis da diversi comitati cittadini, preoccupati dall’impatto che avrà sulla zona, ma anche dal governo del Municipio IV.

Per una disamina preliminare del progetto di nuovo stadio della Roma, rimandiamo al dossier predisposto da Carteinregola.

 

Per comprendere invece cosa ci si può aspettare dall’Assemblea Capitolina per la conferma dell’interesse pubblico all’opera, ma soprattutto quello che occorre perché il passaggio sia ben fatto e costituisca quindi un buon viatico al successo dell’iniziativa, proponiamo di seguito il post che Giovanni Caudo, presidente della commissione capitolina per il PNRR ma soprattutto ex assessore all’urbanistica nella giunta Marino che seguì personalmente l’iter iniziale dello stadio a Tor di Valle, ha pubblicato qualche giorno fa sulla sua pagina facebook.

 

 


LO STADIO IN CURVA
(mi dispiace, è un post lungo ma meno di così non si poteva)
Nelle prossime settimane l’Aula Giulio Cesare dovrà dichiarare il pubblico interesse sul progetto dello Stadio a Pietralata e completare l’iter della decisione di Giunta Capitolina. Non può essere un semplice passaggio di carte, e la ragione principale è che l’atto che esce dal consiglio deve mettere in condizione il proponente di realizzare l’opera. Attualmente il testo della delibera che ripropone tutti i pareri, le condizioni e le raccomandazioni emerse nella conferenza dei servizi preliminare contiene troppe cose, tra loro diverse per importanza, alcune risultano poco definite (il trasporto pubblico) e lasciano ampi spazi di incertezza, altre mancano del tutto.
L’atto che esce dall’Assemblea Capitolina deve chiarire quali sono le condizioni per il pubblico interesse che il proponente dovrà rispettare al momento della presentazione del progetto definitivo. E’ anche nell’interesse dell’As Roma che la delibera risulti chiara e operativa.
In queste settimane il Presidente della Commissione Urbanistica e l’Assessore all’Urbanistica hanno fatto un lavoro importante di raccolta di tutte le segnalazioni sulle criticità e sulle modifiche necessarie proposte dai consiglieri nel tentativo di arrivare a un unico maxi emendamento della maggioranza.
Come consiglieri di Roma Futura abbiamo dato il nostro apporto per affrontare temi e questioni tecniche che hanno anche dei chiari risvolti politici e che per questo non si prestano ad essere banalizzate, gestite con un tweet o con annunci in piazza. Qualcuno ancora ricorderà la sera in cui la Raggi e l’As Roma scesero sotto la Lupa a comunicare ai tifosi in piazza l’accordo per rivedere il progetto di Tor Di Valle, un accordo raggiunto senza soppesare implicazioni e conseguenze e sappiamo tutti com’è finita.
L’Assemblea Capitolina, come in tutte le decisioni di giunta che completano il loro iter in Consiglio comunale, è chiamata a svolgere in pieno il suo ruolo.
Il principio di fondo delle nostre richieste è che bisogna individuare tra i tanti pareri della conferenza dei servizi preliminari quelle che hanno rilevanza ai fini del pubblico interesse e condizionare il proseguo dell’iter del progetto definitivo, al rispetto di queste. E’ questo il modo per il proponente di corrispondere al contenuto del deliberato, e solo così il rappresentante delegato dal Sindaco di Roma potrà dare, nella conferenza dei servizi decisoria che sarà aperta dalla Regione Lazio, il parere definitivo di coerenza o meno con le condizioni poste per il pubblico interesse. Diversamente si rischia di nuovo di allungare i tempi in interpretazioni e mediazioni, di non costruire lo stadio o di costruirlo senza che ci sia un reale interesse pubblico o peggio, di costruirlo mettendo a carico del bilancio comunale tutte le opere pubbliche necessarie e che però non saranno realizzate dal proponente.
La chiarezza delle condizioni poste aiuterà anche a definire l’apporto economico necessario da parte del proponente per le opere pubbliche che sostanziano il pubblico interesse, che poi vuol dire tutela degli interessi dei cittadini romani (di tutti, tifosi e non) e di quelli che abitano e vivono nella prossimità dell’impianto.
Qui di seguito riporto per punti le questioni che come consiglieri di RF abbiamo segnalato e le conseguenti proposte di modifiche alla delibera.
0. Subordinare la dichiarazione di pubblico interesse al rispetto da parte del Proponente in fase di definizione del progetto definitivo delle condizioni, prescrizioni e raccomandazioni, come formulate nelle risultanze della Conferenza dei Servizi preliminare e che riguardano specificatamente i punti qui di seguito riportati:
1. Dotazione di aree a parcheggio.
La dotazione totale di aree a standard (parcheggi, aree verdi, ecc,..) deve essere calcolata con riferimento non solo all’intervento dello Stadio e servizi annessi, ma all’intero Piano Particolareggiato di Pietralata nel quale l’intervento si innesta. In particolare deve essere reperita una dotazione di parcheggi aggiuntiva rispetto a quella esistente o comunque già prevista dagli strumenti urbanistici esecutivi, al fine di soddisfare il fabbisogno determinato dall’infrastruttura stadio e dal diverso carico urbanistico generato dai servizi connessi. Tale dotazione potrà essere localizzata nell’area del progetto o nell’area di immediato interesse dello stadio, salvaguardando la viabilità secondaria e le zone residenziali limitrofe. La dotazione dei parcheggi per l’infrastruttura stadio deve essere calcolata sulla base della normativa di settore CONI mentre i parcheggi pubblici e privati relativi alla Superficie Utile Lorda (SUL) dei servizi connessi deve essere calcolata ai sensi delle NTA di PRG vigente, nonché della Legge Regionale 22/19 e relativo Regolamento 10/22 sul Commercio.
2. Infrastrutture di trasporto pubblico.
Deve essere garantito che il 50% degli utenti, misurati sul massimo della capienza dello stadio (62.000), raggiunga lo stadio con le infrastrutture di trasporto pubblico su ferro.
3. Infrastrutture stradali.
Realizzazione dei tre collegamenti pedonali e ciclabili:
ponte ciclo-pedonale Stadio/Stazione Tiburtina;
ponte ciclo-pedonale cavalca ferrovia Stadio – via Monti di Pietralata/via Livorno (in area FS);
ponte pedonale Stadio –via Monti Tiburtini/Ospedale Pertini. Realizzazione di una soluzione infrastrutturale coerente ed adeguata che garantisca sempre e comunque l’accesso carrabile quanto più diretto e immediato da parte di tutti i possibili utenti all’Ospedale Pertini.
4. Esproprio delle aree.
Le aree interne al perimetro oggetto dell’intervento, e quelle eventualmente necessarie alla realizzazione delle infrastrutture di cui ai punti precedenti, che non risultino di proprietà di Roma Capitale dovranno essere oggetto di procedura espropriativa e/o procedure di immissione in possesso a cura e spese del proponente e a favore di Roma Capitale.
5. Impatti acustici.
Deve essere garantito l’isolamento acustico dell’Ospedale Pertini attraverso soluzioni tecniche, le più aggiornate e performanti, in modo da assicurare all’interno dell’Ospedale il livello di decibel prescritto per legge per tali strutture. La stessa protezione dovrà essere garantita rispetto alle zone residenziali prossime.
6. Variante urbanistica.
Il proponente si farà carico, d’intesa con i competenti uffici capitolini, di predisporre tutti gli elaborati necessari per l’approvazione della variante allo strumento urbanistico comunale, ai sensi e per gli effetti dell’art.10, c.1, del DPR 8 giugno 2001 n.327, (variante) che consegue all’approvazione del progetto del nuovo stadio di calcio e delle relative infrastrutture complementari e/o funzionali alla fruibilità dell’impianto sportivo, come previsto dall’art.4 del D.Lgs. 38/2021. La proposta progettuale, configurandosi come un “innesto” all’interno del Piano Particolareggiato esistente, rende necessaria la ripianificazione dell’intero ambito di Piano, con il fine di armonizzare, dal punto di vista urbanistico e funzionale, i diversi interventi già realizzati e/o in corso di realizzazione con quelli di nuova previsione. Pertanto, il proponente si farà carico di predisporre, d’intesa con i competenti uffici capitolini, tutti gli elaborati necessari alla ripianificazione della parte residuale del a Piano Particolareggiato del Comprensorio SDO Pietralata.
7. Salvaguardia ed eventuale decadenza
Il mancato rispetto in fase di definizione del progetto definitivo anche di uno solo dei punti di cui sopra determina de facto la decadenza del pubblico interesse qui dichiarato e il blocco della procedura di cui al deliberato.
8. Realizzazione delle opere
Il proponente dovrà assicurare la contestualità della realizzazione delle opere pubbliche riguardanti l’impianto sportivo per assicurarne la funzionalità già al momento della prima utilizzazione pubblica. Le opere di cui ai punti precedenti, come risultanti ad esito della progettazione definitiva confluita nella convenzione, costituiscono un’obbligazione a carico del proponente da qualificarsi come “obbligazione di fare”, e da realizzarsi dunque anche se il loro costo risultasse maggiore di quello determinato con la progettazione definitiva.
9. Variante urbanistica
Il proponente si farà carico di predisporre tutti gli elaborati necessari per l’approvazione della variante allo strumento urbanistico comunale ai sensi e per gli effetti dell’art.10, c.1, del DPR 8 giugno 2001 n.327, che consegue all’approvazione del progetto proposto del Nuovo Stadio di calcio e delle relative infrastrutture complementari e/o funzionali alla fruibilità dell’impianto sportivo, come previsto dall’art.4 del D.Lgs. 38/2021. Pertanto, l’ambito di progetto in variante al PRG vigente dovrà comprendere tutte le aree interessate dagli interventi complementari o funzionali alla fruibilità dell’impianto sportivo anche ai fini dell’apposizione dell’eventuale vincolo preordinato all’esproprio sulle aree non risultanti nella disponibilità del Soggetto. Configurandosi come un “innesto” dentro al Piano Particolareggiato esistente, la proposta progettuale rende dunque necessaria la ripianificazione dell’ambito di piano nella sua interezza, con il fine di armonizzare dal punto di vista urbanistico e funzionale i diversi interventi già realizzati e quelli previsti al suo interno.
10. Vincolo di strumentalità:
In ogni caso la concessione per la gestione dello stadio sarà intestata alla AS Roma spa in quanto primaria società sportiva ed è soggetta per tutta la durata al vincolo di strumentalità fra l’impianto sportivo, le sue funzioni complementari e la AS Roma spa, pena la decadenza dei benefici connessi alla realizzazione degli impianti ex lege 147/2013, alla contestuale decadenza della concessione stipulata e alla corresponsione a Roma Capitale, tra l’altro, di una somma equivalente all’importo attualizzato pari all’ammontare dei canoni della concessione ancora restanti al momento della decadenza. Tale somma varrà quale onere reale inerente l’impianto e graverà sull’AS Roma quale concessionario diretto, verrà richiamato nei provvedimenti finali emessi a esito della conferenza dei servizi decisoria e trascritto quale vincolo nella concessione.
11. Convenzione urbanistica
Le obbligazioni inerenti l’esecuzione delle opere pubbliche devono essere espressamente disciplinate da una specifica convenzione urbanistica, tra il proponente e Roma Capitale, il cui schema di convenzione sarà approvato, insieme ai relativi allegati, da Roma Capitale in sede di conferenza di servizi decisoria; la convenzione dovrà essere stipulata tassativamente prima dell’inizio dei lavori.
12. Recepimento delle prescrizioni
Il rispetto delle prescrizioni formulate con il presente atto in sede di dichiarazione di pubblico interesse e degli obblighi convenzionali, dovrà essere puntualmente verificato dall’Assemblea Capitolina, così da perfezionare il mandato del delegato del Sindaco di Roma Capitale alla conferenza di servizi decisoria.

Riportiamo di nuovo alcune frasi contenute nel post del presidente Caudo (grassetti nostri):
Attualmente il testo della delibera […] contiene troppe cose, tra loro diverse per importanza, alcune risultano poco definite (il trasporto pubblico) e lasciano ampi spazi di incertezza, altre mancano del tutto.
E’ anche nell’interesse dell’As Roma che la delibera risulti chiara e operativa.
… temi e questioni tecniche che hanno anche dei chiari risvolti politici e che per questo non si prestano ad essere banalizzate, gestite con un tweet o con annunci in piazza
Qualcuno ancora ricorderà la sera in cui la Raggi e l’As Roma scesero sotto la Lupa a comunicare ai tifosi in piazza l’accordo per rivedere il progetto di Tor Di Valle, un accordo raggiunto senza soppesare implicazioni e conseguenze e sappiamo tutti com’è finita.
“… bisogna individuare tra i tanti pareri della conferenza dei servizi preliminari quelle che hanno rilevanza ai fini del pubblico interesse e condizionare il proseguo dell’iter del progetto definitivo, al rispetto di queste. Diversamente si rischia di nuovo di allungare i tempi in interpretazioni e mediazioni, di non costruire lo stadio o di costruirlo senza che ci sia un reale interesse pubblico o peggio, di costruirlo mettendo a carico del bilancio comunale tutte le opere pubbliche necessarie
Quello del pres. Caudo appare l’approccio corretto alla questione, intenzionato a portare avanti un progetto di valore per la città, oltre che per la società proponente, e non tanto una bandiera da sventolare davanti ai tifosi.
Speriamo davvero che un tale approccio venga adottato dall’Assemblea Capitolina e non si scelga invece di mandare avanti un provvedimento monco che in futuro potrà avere conseguenze anche gravi.
Ci piacerebbe vedere una simile sobrietà e concretezza nel sindaco Gualtieri, mentre anche in questo caso dobbiamo prendere atto di una certa continuità di atteggiamenti con l’inquilina del Campidoglio che l’ha preceduto.

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