Sputi al nero sul bus: che brutto clima nella Roma del 2018

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Un brutto episodio quello accaduto nei giorni scorsi su un bus dell’Atac nel quartiere Giardinetti. Un’anziana ha cominciato ad insultare, senza apparente motivo, un uomo di colore proseguendo poi con il picchiarlo con l’ombrello, addirittura sputandogli addosso.

Il giovane ha ripreso tutto con il telefonino e ha pubblicato la scena che si è svolta nell’indifferenza generale degli altri passeggeri: tutti osservavano lo strano battibecco ma nessuno ha pensato di dire una parola di buon senso, magari spiegando alla signora che questi metodi sono indegni di un paese civile.

 

Un brutto clima si respira nella Roma del 2018, a pochi giorni dalle elezioni, con molti partiti che alimentano l’odio razziale, soffiando sul fuoco del disagio. Non solo la Lega o Fratelli d’Italia che apertamente accusano gli immigrati di essere i responsabili di tanti guai del paese, ma anche quelli più moderati come Forza Italia o il Movimento 5Stelle che mantiene un atteggiamento ambiguo, senza mai prendere una posizione netta.

In Italia vivono 6 milioni di immigrati che producono l’8% del Pil nazionale. Senza di loro le industrie si fermerebbero, la cura degli anziani e delle case diventerebbe un problema, la raccolta in agricoltura subirebbe un forte rallentamento. Insomma c’è il 10% dell’intera popolazione che vive sul nostro territorio che lavora, produce e aiuta. C’è poi una quota di extracomunitari, circa 500 mila persone, che sono entrate in maniera clandestina. Molti di loro vivono ai margini, dormono nei giardini o nelle stazioni, vagabondano e in alcuni casi vengono arruolati dalla malavita. Ebbene la passeggera del bus che se la prende con un ragazzo nero additandolo senza motivo è la reazione al comportamento sbagliato di una minoranza di immigrati. Ma è soprattutto la conseguenza di un bombardamento mediatico montato apposta da alcuni canali televisivi che trasmette l’idea (falsa) che senza immigrati l’Italia sarebbe un paese sicuro. Che sono loro i responsabili dei peggiori reati e delle più profonde nefandezze. Soprattutto programmi Mediaset dove una piccola notizia viene costruita e rilanciata con scopi ben precisi.

Chi scrive ha lavorato molti anni nei telegiornali Mediaset. Nel 2009 l’omicidio di Giovanna Reggiani. avvenuto in una stazione ferroviaria sulla Flaminia, divenne la sola e unica notizia da cavalcare tutti i giorni in tutte le edizioni. Il direttore impartiva l’ordine di trovare un seguito a quella brutta storia e di tornarci in maniera ossessiva. Una sorta di lavaggio del cervello ai telespettatori per convincerli che la presenza degli stranieri li aveva portati a vivere in una città insicura e senza controllo. Sull’onda di quell’omicidio, Gianni Alemanno vinse le elezioni e fu uno dei peggiori sindaci che la capitale abbia avuto. Negli anni a venire, i reati non solo non diminuirono ma anzi secondo tutte le statistiche aumentarono. Ma le tv magicamente smisero di parlarne e la sicurezza “percepita” sembrò migliorare.

In questi giorni stiamo assistendo allo stesso meccanismo. Giornalisti dalla schiena poco dritta sono a caccia di reati gravi commessi da extracomunitari: politici con pochi scrupoli stanno sperando in un nuovo omicidio, dopo quello avvenuto a Macerata. E invece hanno ottenuto solo la reazione contraria e cioè un italiano, Traini, che spara su persone di colore solo perché sono di colore. E così l’anziana che sul bus sputa al nero è la conseguenza di un clima vergognoso che in Italia si nutre di paure irrazionali, di ignoranza e di superficialità.

Hannah Arendt spiegò bene nei suoi scritti come il totalitarismo abbia preso vita proprio sull’onda dell’antisemitismo e del razzismo. E, sebbene siamo lontani da regimi totalitari, siamo molto vicini allo smarrimento del buon senso. Bertolt Brecht scriveva:

 “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari. E fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei. E stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”.

 

Ricordiamocelo sempre!

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