Spiagge per disabili: a Roma quasi tutte a pagamento. Il lido gratuito di Terracina è chiuso

Discreta disponibilità a Ostia e Castel Fusano ma quasi solo in bagni privati. La differenza con la Francia dove i comuni mettono a disposizione personale e attrezzature per permettere a tutti di fare il bagno

Si fa un gran parlare degli stabilimenti balneari in queste settimane. Il tema è caldo per via dell’inserimento nel Decreto Concorrenza della norma che proroga fino al 31 dicembre 2023 le attuali concessioni demaniali e a partire dal 2024 le rimette a bando. L’articolo 3 del provvedimento è profondamente contestato dai 30 mila titolari di stabilimenti italiani. La caduta del governo Draghi potrebbe rimettere tutto in discussione e vedremo se e come la riforma verrà proseguita.

C’è però un altro aspetto che qui ci interessa sottolineare e riguarda l’accessibilità alle spiagge per le persone disabili. In Francia, una disposizione dello Stato prevede un numero minimo di arenili che siano frequentabili da persone affette da handicap e i comuni mettono a disposizione dei bagnini che gratuitamente aiutano i disabili a immergersi in acqua grazie a speciali sedie o lettini.

In Italia non esiste una norma analoga ma per fortuna sono sempre più numerosi gli stabilimenti che eliminano le barriere architettoniche, prevedono passaggi dedicati e forniscono le attrezzature (e raramente anche il personale) per far trascorrere una giornata di mare a chi è meno fortunato.

Nel Lazio, secondo l’ultimo sondaggio di Invisibili, un blog nato in collaborazione col Corriere della Sera, ci sono 31 spiagge per disabili, 23 delle quali nella sola provincia di Roma. Un dato discreto che pone la nostra regione tra le prime a livello nazionale, sebbene ancora molto lontano dai numeri spagnoli e soprattutto francesi che sono all’avanguardia.

Ecco un elenco dei bagni nella città di Roma che dichiarano di essere attrezzati per i disabili, la gran parte sono privati e dunque richiedono un pagamento contrariamente a quanto avviene in Francia.
La Capannina, Lungomare Vespucci 156 – Castel Fusano
Spiaggia Ostia, Lungomare Vespucci 140 – Castel Fusano
Bagno Venezia, Lungomare Vespucci 16 – Castel Fusano
Sporting Beach, Lungomare Vespucci 8 – Castel Fusano
Elmi, Lungomare Toscanelli 103 – Ostia
La Bonaccia, Lungomare Vespucci 146 – Ostia
La Mariposa, Litoranea 45 – Ostia
Arcobaleno Beach, Lungomare Toscanelli 181 – Ostia
Il Delfino, Piazzale Magellano 41 – Ostia
Bagno Vittoria, Lungomare Toscanelli 195 – Ostia
La nuova Pineta, Lungomare Lutazio Catulo 6 – Ostia
Stabilimento Lido, Lungomare delle Meduse – Ostia

Ve ne sono poi a Fregene, Cerveteri, Nettuno, Anzio, Ardea, Santa Marinella, Torvaianica e Fiumicino. Secondo quanto dichiarato dai gestori tutti questi stabilimenti sono privi di barriere architettoniche ma non è detto che siano dotati di attrezzature speciali, per cui è meglio chiamare in anticipo e domandare. A parte una spiaggia di Anzio, la Girandola, nelle altre è raro trovare il personale che aiuti ad entrare in acqua.
Un vero bagno per disabili deve disporre della cosiddetta “sedia Job” (il termine viene da un napoletano che la inventò ideando l’acronimo Jamm o’ bagno). La sedia permette di immergersi grazie al sostegno di due persone a fianco ed è dotata di galleggianti che aiutano a non affondare (nella foto che segue una sedia messa a disposizione gratuitamente dal Comune di Nizza e un bagnino comunale)

Altro elemento molto utile è la cosiddetta “sedia sand & sea” che – grazie alle ruote speciali – consente di scorrere sulla sabbia e nella prima parte della battigia (foto sotto).

 

E poi ovviamente del personale specializzato che possa aiutare nel momento del bagno ma secondo il sito Invisibili è rarissimo trovarlo nel Lazio. Un caso specifico di spiaggia molto frequentata dai romani, pur non essendo nei confini della nostra provincia è quella di Terracina che purtroppo quest’anno non ha aperto. Contrariamente alle spiagge romane, questa era del tutto gratuita e vi era anche il personale messo a disposizione dal Comune. Alcune famiglie e associazioni si erano rivolte al Sindaco di Terracina che aveva manifestato disponibilità a risolvere il problema ma pochi giorni fa la prima cittadina della città laziale è stata arrestata e il timore delle famiglie è che ora tutto si blocchi.

 

Le famiglie si sono rivolte alla Regione perché la spiaggia negata torni nella disponibilità dei tanti bagnanti abituali. L’agenzia Dire ha raccolto la testimonianza di due di loro che brevemente qui riassumiamo.

La prima è la storia di Maurizio che ha subito una tracheostomia e una Peg, per forti problemi respiratori. La mamma, la signora Anna, da 10 anni lo portava in questo stabilimento attrezzato, provvisto di una pedana speciale. Questa estate Maurizio resterà chiuso nell’appartamento che la famiglia affitta proprio perché di fronte al mare. “Nei mesi estivi quando lo porto qui mio figlio rifiorisce“, dice Anna che ha provato a bussare a tutte le porte del Comune e della Regione, senza ottenere risposta.

La seconda storia è quella di Giovanni, affetto da disabilità fin dalla nascita. Solo la sorella Manuela ha ancora la forza di accompagnarlo alla spiaggia, perché i genitori sono ormai troppo anziani. Ma senza lo staff che aiutava l’uomo, avvicinarsi all’acqua è ormai impossibile. “Sono diritti basilari che vengono negati e saremo costretti a rivolgerci ad uno stabilimento privato a pagamento“, spiega Manuela.

Vi sono famiglie che avevano acquistato casa nel comune pontino proprio perché la spiaggia era ben attrezzata ma ora il disinteresse del Comune e della Regione fa male a queste persone già colpite dalla vita. Tra le accuse rivolte alla Sindaca Tintari c’è proprio la gestione delle concessioni balneari che sarebbe stata oggetto di corruzione. In attesa che la giustizia faccia il suo corso, sarebbe il caso che la spiaggia tornasse nella disponibilità delle centinaia di disabili che si trovano senza il loro lido preferito e gratuito.

 

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