Si va verso l’azzeramento del servizio tranviario a Roma!?!

Binari a fine vita tecnica e senza piani di manutenzione, tram tolti dal servizio, velocità limitata a 5 km/h per evitare rotture. Il nuovo sindaco potrebbe non trovare il servizio tram in funzione. Ma per ATAC sono altri bonus

A Roma ci sono solo 6 linee tram, ma tutte fondamentali per la mobilità: ben 5 sono tra le prime 20 linee (tra bus, tram e filobus) con maggiore capacità di trasporto.

Nel 2021 il servizio ha subìto un pesante crollo, attestandosi nell’ordine del -40% di quanto previsto da contratto e Concordato, a causa di un generale deterioramento di tutto il sistema.

Da fine 2020 e nel giro di pochi mesi, ATAC ha dovuto mettere fuori servizio numerosi tram, per lo più modello Fiat Roma2 (quelli più nuovi, tipicamente su linee 2, 3 e 8), fino a lasciarne solo 6 in circolazione sui 50 in dotazione. A causa del numero così ridotto, ATAC dal 09/12/2020 ha sospeso la linea 2, sostituendola con bus e dimezzando di fatto il servizio.

 

 

All’origine del disastro, asfalto e binari lasciati senza mantenzione per moltissimi anni.

 

L’asfalto presenta increspature e rigonfiamenti che rigano e danneggiano il fondo dei modelli di tram più moderni e ribassati (i Fiat Roma1 e Roma2, con accesso senza gradini), oltre a punti in cui il fondo stradale cede, inducendo deleterie oscillazioni ai tram in transito.

La riparazione dei carrelli comporta interventi lunghi ed onerosi, come il sollevamento e la scomposizione integrale del tram, e la sostituzione di parti molto costose e fuori mercato, che vengono prodotte solo su ordinazione.

 

 

Ben il 75% dei 38 km di binari ha raggiunto o superato il limite di vita tecnica e va urgentemente sostituito, in quanto eccessivamente usurato e soggetto a diversi tipi di deformazione:

  • marezzatura” (ovvero la superficie dei binari non è più liscia, ma ondulata), che provoca ai tram in transito sensibili vibrazioni, causa di danni alle pinze freno e di rotture agli alberi di trasmissione, aumentati in maniera esponenziale nel giro di pochissimi anni;
  • “scartamento” variabile (ovvero la distanza tra i 2 binari non è sempre perfettamente uguale, ma varia lungo il percorso), causa di usura anomala dei cerchioni delle ruote, che vanno sostituiti perché non riparabili;
  • valori di “sghembo” fuori tolleranza in diversi punti (ovvero un binario che al passaggio del tram si abbassa più dell’altro, a causa del cedimento del terreno sotto di esso), che inducono movimenti di rollio (oscillazioni verso destra/sinistra), e sollecitazioni a tutta la struttura.

 

 

Sui tram Roma1 e Roma2 si sono verificati eventi molto preoccupanti come deragliamenti e la rottura di cerchioni e cuscinetti ruota, mai registrati in passato, con potenziali gravi ripercussioni sulla sicurezza.

 

Al fine di scongiurare il fermo completo di tutta la rete tram, ATAC ha istituito pesanti rallentamenti in diverse tratte, fino a soli 5 km/h (pari alla velocità di una persona in passeggiata).

 

Il recupero della situazione ed il ripristino delle condizioni di sicurezza richiederà interventi straordinari dal costo di decine di milioni di euro e tempistiche molto lunghe. Tutte attività a carico e di competenza del Comune:

  • il ripristino dell’asfalto e dei binari è di competenza del Dipartimento SIMU, che ha più volte rimandato gli interventi, né si sa quali siano quelli programmati e finanziati;
  • il recupero dei tram è parimenti a carico del Comune, trattandosi di manutenzione straordinaria, che esula dal contratto con ATAC.

 

Essendo quindi il Comune contrattualmente responsabile del mancato servizio, sta risarcendo ATAC con dei “bonus” pari a circa 300mila euro al mese.

 

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