Rocca Cencia: come stanno le cose realmente e perché non si può parlare di chiusura

L'impianto per il trattamento rifiuti resterà attivo ma gli odori non ci saranno più. L'indifferenziata in Olanda e forse a Guidonia

 

La notizia della mia morte è fortemente esagerata“, disse Mark Twain dopo aver letto su un quotidiano un suo necrologio. E noi potremmo parafrasarlo scrivendo che la notizia della chiusura di Rocca Cencia è altrettanto esagerata. Nonostante quello che è stato titolato dai mezzi di informazione nei giorni scorsi, l’impianto di trattamento di Roma est proseguirà nella sua attività ma su basi diverse.

Non vi sarà più la vasca di decantazione dei rifiuti ma questi verranno solamente separati e poi spediti altrove. E’ necessario fare un breve approfondimento e spiegare come funzionava Rocca Cencia fino al 5 aprile scorso. L’impianto era diviso in due settori: il Tmb e il VDR.

Il Tmb (trattamento meccanico biologico) accoglie l’indifferenziata e la trasforma in CDR (un combustibile di bassa qualità) e in FOS (Frazione Organica Stabilizzata) che serve per coprire le discariche. Per completare questo processo, l’indifferenziata deve restare in vasche di decantazione per circa 30/40 giorni durante i quali provoca odori estremamente sgradevoli.

Il VDR, invece, è un impianto che separa le frazioni della differenziata. In sostanza quando si gettano nei cassonetti l’alluminio e la plastica, per fare un esempio, queste vengono divise dai macchinari di Rocca Cencia e poi spedite verso i consorzi di riciclaggio.

Per fare chiarezza, quello che è stato chiuso lo scorso 5 aprile è il TMB e in particolare le sue vasche di decantazione a causa di un elevato inquinamento dell’aria provocato proprio dalla permanenza dei rifiuti per oltre 30 giorni. Spiega il presidente del Municipio VI, Nicola Franco, che negli ultimi mesi per tre volte consecutive erano stati superati i livelli massimi consentiti dalla legge di emissione di odori. Come mai negli anni scorsi questi livelli non venivano superati? Il motivo sta nello spostamento della centralina di rilevamento: fino ad alcuni mesi fa la centralina era posta a 2 km di distanza da Rocca Cencia, presso la scuola Elisa Scala. Nel momento in cui, su pressione dei cittadini e del Municipio, la centralina è stata spostata proprio di fronte l’impianto, questa ha iniziato a registrare spesso il superamento dei livelli consentiti dalla legge.

Ecco che Gualtieri non ha potuto fare altro che procedere alla chiusura del TMB e cioè di quella parte che produce cattivi odori. I tecnici hanno sollecitato il Sindaco a prendere questa decisione per non correre il rischio di ricevere denunce penali. In pratica glielo hanno imposto. Ma questo non significa affatto che Rocca Cencia sbarra le porte e che qui potrà nascere una “Pompei” romana, come chiedevano i residenti, convinti che si potessero valorizzare le risorse archeologiche della zona. Tutt’altro. L’impianto proseguirà a ricevere l’indifferenziata ma questa verrà imballata e inviata in altri luoghi: in particolare all’estero (Olanda) e ad altri impianti. “Non sperate di vedere un campo da golf a Rocca Cencia“, ironizza il presidente del Municipio Daniele Franco, in un video pubblicato su Facebook.

Ma le circa 700 tonnellate al giorno che venivano fatte decantare qui dove andranno?

Risponde alla domanda il Comitato di Risanamento Ambientale di Guidonia dove, con ogni probabilità, arriverà la gran parte dell’indifferenziata che prima gravitava su Rocca Cencia. Al grido di “non vogliamo i rifiuti di Roma”, i cittadini dell’Inviolata si sono riuniti venerdì mattina in assemblea per protestare contro il passaggio dei camion che dovrebbero trasportare molte tonnellate di materiale ogni giorno. Il TMB di Guidonia fa capo al gruppo di Manlio Cerroni e per arrivarci, i camion Ama, dovranno passare attraverso via dell’Inviolata, una strada sottoposta a vincoli ambientali e inserita nel Parco dei Monti Lucretili che ha emesso un’ordinanza che vieta il transito ai camion. Sull’argomento Gualtieri tace ma la Città Metropolitana, di cui Gualtieri è sindaco, ha presentato un ricorso al Tar per chiederne l’annullamento.

Un’altra parte dei rifiuti andrà in Olanda al costo di oltre 20.000 euro a settimana, a bordo di treni a tenuta stagna che non saranno del tutto ecologici dovendo percorrere 1.600 km al giorno. Il tutto in attesa di aprire il termovalorizzatore che prima o poi dovrebbe digerire tutta l’indifferenziata di Roma e non solo.

Insomma tornando alla chiusura (del solo TMB) di Rocca Cencia, non si tratta di un’operazione per la quale fare festa. E’ vero che i residenti della zona non subiranno più gli odori nauseabondi ma il costo ambientale resta alto. La colpa non è certamente di questa amministrazione che però, sul piano della differenziazione dei rifiuti, non sta facendo nulla. L’unico vero obiettivo è il termovalorizzatore e tutto lascia pensare che fino ad allora di reale differenziata in questa città non si parlerà proprio.


La foto è tratta da TeleAmbiente

 

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3 risposte

  1. Buonasera, purtroppo ancora oggi l’odore nauseabondo arriva inesorabile tutte le notti, dalla mezzanotte in poi. File di camion attendono fuori la discarica. Ci hanno fatto credere per un breve periodo di aver vinto un problema che affliggeva i cittadini residenti da molti anni

  2. Buonasera purtroppo ancora oggi, soprattutto la notte si continua a sentire l’odore nauseabondo che arriva dalla discarica Di Rocca Cencia. Ci hanno fatto credere per un periodo di tempo di non scaricare più, invece ci sono spesso file interminabili di camion la notte.

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