Riforma dei cartelloni pubblicitari: ecco quello che c’è da fare per attuarla e non perdere il lavoro svolto

 

I lettori più affezionati sanno quanto ci siamo battuti per la riforma della cartellonistica pubblicitaria a Roma e perché il Piano Regolatore, approvato nel 2014, venisse finalmente applicato durante l’amministrazione Raggi. Purtroppo non è stato possibile a causa della colpevole inerzia di questa giunta che ha tenuto nel cassetto il Prip e il nuovo Regolamento sulle Affissioni che avrebbero portato tante importanti novità per la città.

Come anticipammo lo scorso 7 febbraio, ad aggravare la già difficile situazione, si è aggiunta la legge di bilancio 2020 che ha introdotto alcune modifiche al settore della pubblicità esterna. Tali modifiche non sono impossibili da attuarsi ma certamente rendono ancora più in salita il percorso, soprattutto considerata la scarsa volontà dell’attuale Sindaca di andare a regime. Ecco perché titolammo il nostro articolo: “De profundis per la riforma degli impianti pubblicitari”.

Non tutto è perduto, intendiamoci, si tratterà probabilmente solo di un ulteriore rinvio della sua applicazione, non certo della sua fine. Anche perché una regolamentazione è indispensabile e non si potrà perpetrare in eterno la situazione attuale.

Ma cosa c’è da fare e quali sono le reali novità introdotte dalla legge di bilancio nazionale? L’architetto Bosi, di Vas, ha prodotto un articolo che raccoglie i passaggi necessari e il lavoro che deve essere svolto. Proviamo qui a riassumerne in termini semplici i contenuti, rimandando alla lettura dell’intero articolo chi volesse approfondire.

NULLA OSTA SOPRINTENDENZE. Come strumento di attuazione del Piano Regolare degli Impianti Pubblicitari (Prip), nel 2017 sono stati approvati i Piani di Localizzazione. Si tratta di tavole che definiscono strada per strada e zona per zona dove possono essere installati i cartelloni. Queste posizioni devono ancora ottenere il nulla osta (in caso di vincolo archeologico o storico-monumentale) o il parere (in caso di vincoli paesaggistici) da parte delle competenti Soprintendenze. Il lavoro è già stato avviato e si stanno ora aspettando le risposte tanto della Soprintendenza Capitolina che della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città di Roma.

NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE. Altro passaggio da completare riguarda una norma prevista nel Regolamento che finora non è stata attuata e cioè la predisposizione di norme tecniche che stabiliscano per gli impianti il tipo di materiale, le caratteristiche di sicurezza, il loro aspetto estetico, etc.

 

Fin qui ciò che andava fatto a prescindere dalle novità introdotte dalla legge di bilancio. Accenniamo adesso a queste novità:

UNICO CANONE DI PUBBLICITA’. Cambiano i canoni che dovranno essere pagati dalle imprese del settore ai Comuni. Inoltre si dovrà calcolare diversamente da come si fa oggi la superficie espositiva che comprenderà anche le cornici dei cartelloni e non più solo il manifesto. In sostanza va modificato il Regolamento per adeguarlo alle nuove norme nazionali. Questo non comporta la sua riscrittura, come qualcuno ha temuto, ma solo la revisione del capo V “Canone e Tariffa”.

ABROGAZIONE DEI CARTELLI DI PUBBLICHE AFFISSIONI. Sono degli impianti, spesso sgangherati, che il Comune usa per veicolare messaggi alla cittadinanza. La legge nazionale li cancella definitivamente e questo comporterà di doverli elimare dal Prip e dal Regolamento. Ne erano previsti 3.094 e ora occorre decidere cosa fare dei circa 12 mila metri quadri di superficie che viene meno. Si potrebbe ridistribuire su altri circuiti o semplicemente farne a meno e non metterla più a gara.

REPRESSIONE IMPIANTI ABUSIVI. La legge nazionale impone misure severe che i Comuni dovranno prendere nei confronti dei cartelloni irregolari. In particolare una sanzione minima di 431 euro e una massima di 14.196 euro, alla quale andranno aggiunte ulteriori multe e l’oscuramento immediato della pubblicità abusiva. Anche in questo caso occorre adeguare il Regolamento ed eventualmente inserire questa possibilità nei bandi di gara che verranno espletati.

Si tratta, in conclusione, di un lavoro tecnico che va predisposto dagli uffici e in seguito la politica deve andargli dietro per permettere l’approvazione dei nuovi testi in Giunta e in Assemblea Capitolina. Ed è proprio questo il punto nodale. La legge di bilancio impone ai Comuni di far entrare in vigore le nuove norme a partire dal 1 gennaio 2021, per cui ci sarebbero i prossimi 11 mesi per adeguare i testi e per scrivere i bandi. Questo permetterebbe di far partire le gare già a gennaio/febbraio 2021 in modo da ottenere il vincitore entro l’estate del 2021.

Ma a giugno del 2021 si voterà per il nuovo Sindaco di Roma e la Raggi sarà disposta a completare un lavoro di cui poi godrebbe il suo successore? Evidentemente no, soprattutto considerato che avrebbe avuto i 4 anni appena trascorsi per fare entare a regime la riforma e ora questa sarebbe bella che attuata.

E’ probabile, dunque, che la palla passerà al nuovo Sindaco, ma occorre fare di tutto per non perdere tempo e procedere nel lavoro necessario, in modo da essere pronti a partire con l’avvio della nuova legislatura.

 

 

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