Quando il Comune vince al TAR (e quando no)

Due buone vittorie del Comune al TAR nei giorni scorsi, una relativa agli aumenti delle tariffe COSAP per i camion bar e l’altra ai Piani di Massima Occupabilità (sostanzialmente gli spazi per gli arredi esterni dei locali). Vittorie del Comune ma anche di coloro, e noi tra quelli, che vorrebbero vedere una Roma finalmente al livello di civiltà di tante altre capitali (ormai non solo europee).

Questi successi, in qualche modo anomali in una consuetudine che ha visto il Comune spesso soccombere di fronte ai giudici amministrativi (ricordiamo la sconfitta sugli aumenti delle tariffe ZTL, sulle strisce blu, sugli asili nido, ecc.), sono ascrivibili evidentemente al buon lavoro fatto dal l’assessore al commercio Marta Leonori e dai suoi uffici nel predisporre atti ben redatti, motivati ed esaustivi. Peraltro anche in passato questo assessorato aveva ben figurato davanti al TAR, difendendo i provvedimenti in materia di cartelloni pubblicitari.

Si direbbe quindi che tutti gli altri uffici Comunali dovrebbero imparare dai loro colleghi del Commercio, così da non rischiare di vedersi bocciare i provvedimenti in sede amministrativa, con tutte le complicazioni e confusioni del caso.

pittori

E forse il primo ufficio che dovrebbe imparare dall’assessorato al commercio è il Municipio I, che recentemente si è visto sospendere dal TAR il provvedimento con cui aveva limitato il numero dei pittori/ritrattisti in piazza Navona. A leggere infatti quanto riportato dalla stampa, il Municipio avrebbe dovuto rispettare lo scorrimento delle graduatorie del 2002 o, in alternativa, si legge nella sentenza, “laddove sussistano ragioni di diritto o di opportunità per non procedere a tale scorrimento, rendendole note con la necessaria esaustività”. Si capisce quindi che il problema non appare il merito del provvedimento, ossia la riduzione a 25 del numero di pittori/ritrattisti in piazza Navona, bensì il fatto che tale decisione non sia stata sufficientemente motivata. Per cui il nuovo caos presente sulla piazza, con il numero di pittori tornato ad essere incontrollabile, dipende essenzialmente dal cattivo lavoro svolto dagli uffici del Municipio (che poi costoro spesso non siano messi in condizione di svolgerlo decentemente questo lavoro è un altro discorso).

Quello che è certo è che le forze del commercio, soprattutto quelle del centro storico, sono potentissime e possono avvalersi dei migliori professionisti per perorare le loro richieste. Quindi è proprio il caso che il Comune si attrezzi meglio con la sua Avvocatura per poter almeno combattere ad armi pari di fronte ai giudici.

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