Piccoli passi avanti sul prolungamento Metro B a Casal Monastero

Ci siamo occupati di questa vicenda lo scorso novembre. Dal Cdq Casal Monastero, riceviamo e pubblichiamo questo comunicato che dà conto delle ultime novità e di piccolissimi passi avanti. Diarioromano

 

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Il 9 marzo è stato convocato un tavolo tecnico sul prolungamento della linea B della metropolitana di Roma, presso il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.

Obiettivo dell’incontro, presieduto dal Capo di Gabinetto del Ministro Graziano Delrio, dott. Mauro Bonaretti, era chiarire l’effettivo stato dell’arte del procedimento tecnico-amministrativo e valutare la disponibilità del Governo ad intervenire finanziariamente nella vicenda.

Intorno al tavolo c’erano tutti gli attori tecnici ed istituzionali coinvolti, a vario titolo, nell’opera: la Direzione Generale per i Sistemi di Trasporto del Ministero, l’Assessore alle Politiche del territorio e Mobilità della Regione Lazio, Michele Civita, con i dirigenti regionali dei settori strade e trasporti, i vertici di Romametropolitane S.p.A ed il Responsabile Unico del Procedimento, il Dip.to Urbanistica ed il Dip.to Mobilità di Romacapitale, il Presidente del IV Municipio, Emiliano Sciascia ed, infine, noi. Questo lungo elenco per dirvi che si è trattato di un incontro ai massimi livelli per ciascun settore al quale noi, in qualità di cittadini direttamente interessati, siamo stati veramente lieti ed onorati di poter assistere.

Il motivo per cui i lavori ancora non partono, così come è emerso dall’incontro, è molto semplice quanto incredibile: la totale copertura finanziaria prevista nel bando e in fase di assegnazione di gara non è più assicurata perchè, nel frattempo, è venuta a mancare all’appello una parte dei fondi che nel bando si prevedeva di ottenere attraverso la vendita e valorizzazione immobiliare di alcune aree di proprietà comunale poiché dette aree sono risultate inspiegabilmente indisponibili e se ne sono accorti solo a gara già aggiudicata. Ora si tratta di capire, lavorando sulla rimodulazione degli altri due meccanismi di finanziamento previsti nel bando stesso, cioè il canone\durata della concessione e il finanziamento pubblico diretto di RomaCapitale, della Regione Lazio ed, eventualmente, del Governo, se e come si possa ovviare a questo inqualificabile errore e dare un futuro di mobilità adeguato a un intero quadrante della città.

Innanzitutto è necessario quantificare con chiarezza il valore delle aree che sono venute a mancare ed il loro effettivo peso nella contrattazione in atto con l’ATI che ha vinto la gara, cosa che in corso di riunione non è venuta fuori anzi si è rivelata il punto di massima incertezza e imbarazzo. Questo è, invece, un punto di partenza molto importante per evitare, o quantomeno ridurre al minimo, gli impatti negativi di un contenzioso che è comunque già avviato. Romametropolitane ha informato che pare che la volontà di fare i lavori da parte dell’Aggiudicatario ci sia ma l’accettazione del Piano Economico e Finanziario, almeno nella parte relativa ai terreni di cui sopra, un po’ meno.

Alla luce di ciò la Regione Lazio, dopo aver confermato che ci sono ancora i 99mln di fondi regionali di loro competenza, ha ribadito al Governo esplicita richiesta di intervento diretto per l’eventuale quota parte necessaria a chiudere la vicenda, quota che il Governo potrebbe rendere effettivamente disponibile anche nel corso delle prossime annualità, comunque compatibili con i tempi di realizzazione dell’opera.

La risposta del Governo, da parte di un dott. Bonaretti visibilmente scandalizzato per il quadro che gli era stata appeno fatto della struttura e dei trascorsi del piano economico e finanziario, è stata di assoluto buonsenso poiché, preso atto che una situazione del genere non è nè giustificabile né in alcun modo comprensibile, ogni eventuale intervento finanziario del governo non potrà che essere subordinato ad una completa definizione tecnico-amministrativa del procedimento. Questo è un compito che spetta a RomaCapitale e prevede, intanto, l’approvazione di una delibera che definisca una volta per tutte il progetto e, soprattutto, quantifichi con certezza, la questione delle aree disponibili e non disponibili, la relativa destinazione d’uso e il loro valore nel contratto, sulla falsariga di una procedura, citata in corso di riunione, che era stata già avviata e preparata dall’ex assessore all’Urbanistica di RomaCapitale Giovanni Caudo ma che non è stata poi tradotta in atti amministrativi con valore effettivo.

Dunque è evidente che, affinchè il Governo possa prendere un impegno reale, toccherà all’attuale Commissario Straordinario Tronca fornire intanto gli elementi di chiarezza richiesti affinchè la prossima giunta sia messa in condizioni di proseguire il lavoro.
Abbiamo riscontrato, tra i presenti, l’unanime consapevolezza dell’assoluta necessità che quest’opera vada a compimento e che si eviti o riduca al minimo il rischio del contenzioso. Abbiamo capito che la disponibilità del Governo ad intervenire ci sarebbe. Ora il nostro prossimo obiettivo è incalzare Tronca affinchè affronti il toro per le corna e sollecitarlo a fare qualcosa di concreto per mettere un punto a questa lunga e contorta vicenda.

Speriamo abbiano finalmente capito che noi non molliamo e la Metro la vogliamo!

Il CdQ Casal Monastero.

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Una risposta

  1. Dopo la relazione Cantone, che coinvolge in pieno anche la giunta Marino penso che qualcuno dovrebbe farsi un esame di coscienza ! Marino chissà come si descriverà nel libro ….giusto nel libro però ! 😉

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