Piazza Mincio: la pedonalizzazione parziale si farà ma occorre aspettare il 2026

L'assessora municipale Rossi: "C'è già il progetto definitivo, stiamo approntando quello esecutivo". L'opera realizzata con i fondi giubilari che possono essere spesi entro i prossimi 2 anni

A gennaio, pubblicammo una foto del giorno che mostrava il cantiere in corso in una delle più belle piazze romane dei primi del novecento.  I sampietrini che erano stati rimossi da via Pinciana, venivano trasferiti in piazza Mincio per abbellirla ulteriormente. Inoltre, nelle loro comunicazioni ufficiali il Municipio II e il Campidoglio parlavano di parziale pedonalizzazione al termine dei lavori. Così anche noi lo annunciammo nella rubrica delle fotonotizie.

Più di un lettore ha fatto notare che da quando i lavori sono terminati, di pedonalizzazione non vi è traccia. Anzi i veicoli sono ancora più liberi di prima di attraversare la piazza come dimostrano le fotografie che abbiamo scattato in questi giorni. In effetti le automobili possono accedere alla rotonda che circonda la fontana delle rane.

Una serie di catene in ferro battuto impediscono il parcheggio sotto gli edifici storici anche se alcuni pilastrini sono stati già divelti. E comunque la larghezza dell’area consente una sosta breve di mezzi e furgoni, come si può vedere.

 

Insomma la piazza è oggi più gradevole alla vista ma resta aperta al traffico nonostante le promesse di pedonalizzazione. Perché non si è proceduto a limitare il passaggio dei veicoli, si sono domandati alcuni residenti? La risposta sta nel fatto che fin dall’inizio il Municipio ha deciso di procedere ai lavori in due differenti momenti. Il primo – terminato poche settimane fa – prevedeva la posa dei sampietrini e delle catene in ferro battuto contro la sosta. Il secondo riguarda appunto una nuova disciplina del traffico finanziata sempre con fondi giubilari. Questa seconda fase, però, sarà realizzata entro i prossimi due anni. La legge stabilisce che i fondi per l’Anno Santo possano essere impiegati nel triennio 2024/2026 e solo allora il Municipio prevede di mettere a gara le opere necessarie al cambio del traffico.

L’assessora ai Lavori Pubblici del II Municipio, Paola Rossi raggiunta da diarioromano spiega: “Abbiamo già pronto il progetto definitivo e stiamo approntando l’esecutivo. Le risorse si possono spendere entro il 2026 e per allora la semipedonalizzazione sarà stata avviata“. La responsabile della mobilità Valentina Caracciolo, assieme ai tecnici municipali, avrebbe predisposto la chiusura di un tratto di via Dora e della mezzaluna compresa tra via Brenta e Via Tanaro. In questo modo le auto potrebbero transitare solo su una metà della piazza.

In pratica i numerosi turisti che si fermano a scattare fotografie delle magnifiche architetture potranno farlo in sicurezza nella parte della piazza orientata verso via Dora. Il lato opposto, invece, continuerà ad essere promiscuo tra pedoni e  veicoli.

Riguardo la posa dei sampietrini, l’assessora Rossi tiene a precisare che sono stati “allettati” nella sabbia secondo le tecniche del passato, in modo da garantire una maggiore durata della posa. A conferma di ciò, ha inviato la foto che segue nella quale si vede chiaramente il sottofondo in sabbia.
In conclusione il lavoro svolto fin qui ha ridato una maggiore bellezza all’area ma ancora manca un passaggio importante che riguarda la nuova disciplina del traffico che – ci sia augura – arriverà entro fine 2026.

Condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I nostri ultimi Tweets

Il nostro impegno continua ma le pubblicazioni non saranno più regolari.
Dopo quasi 10 anni rallentiamo il ritmo, pur restando una voce attenta e aperta al contributo di cittadini e comitati. Un momento di riflessione a metà mandato di @gualtierieurope.

Stiamo perdendo anche Garbatella?
“Sarebbe urgente mettere un argine a tutto questo se non vogliamo stravolgere molte nostre città, che si stanno trasformando in mega luna park, e ristoranti a cielo aperto.” Il contributo di una lettrice.

Inseguendo Lafuente, l’architetto che costruì il Moderno a Roma.
In anteprima per diarioromano, le fotografie dell’ultimo libro di Stefano Nicita su uno dei più interessanti progettisti del novecento.
@sfnnicita
👇

Load More

Suggerimenti di lettura
Ultimi commenti

Altri articoli nella stessa categoria

Stiamo perdendo anche Garbatella?

“Sarebbe urgente mettere un argine a tutto questo se non vogliamo stravolgere molte nostre città, che si stanno trasformando in mega luna park, e ristoranti a cielo aperto.” Il contributo di una lettrice.

Leggi l'articolo »