Parco del Pineto: la lunga lotta contro il degrado

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Pineto degrado 2

 

Scrivo a nome delle associazioni riunite nella “Rete del Pineto” (chi vuole può consultare la nostra pagina FB)
La foto qui sopra è stata scattata la mattina di un lunedì di settembre all’interno del Parco Regionale Urbano del Pineto nella parte adiacente Via Albergotti: uno squallido tappeto maleodorante di rifiuti abbandonati da un giovane psicolabile che trascorre il suo tempo rovesciando sacchi di rifiuti alimentari a beneficio di stormi di uccelli e da gruppi numerosi di persone, per lo più di nazionalità sudamericane, che ogni week-end nei mesi estivi, si ritrovano nel parco, senza che una qualsivoglia autorità cerchi di far rispettare loro le norme vigenti nonostante ripetute segnalazioni fatte da associazioni e cittadini ai Municipi 13 e 14, ai rispettivi gruppi di Polizia Municipale e all’Ente Regionale Romanatura che ha in gestione il Parco.
Queste persone, senza alcuna autorizzazione (come prevede il vigente regolamento del Parco) introducono nel Parco potenti impianti di riproduzione musicale che generano musica ad altissimo volume per intere giornate, accendono bracieri, consumano enormi quantità di cibi e bevande in stoviglie di plastica che in parte vengono lasciate sparse sui prati insieme a centinaia di bottiglie di birra vuote e usano i muri del confinante liceo come latrina.
Pineto degrado
Pineto degrado 3
Pineto degrado 4
L’ennesimo capitolo di una triste storia di incuria, mancanza di risorse pubbliche e abbandono. Il Parco, che ha un’estensione di 243 ha (tra i quartieri Aurelio-Boccea, Balduina e Monte Mario) ed è ricchissimo di biodiversità, fu salvato dalla speculazione edilizia con lunghe lotte dei cittadini e dei movimenti ambientalisti negli anni 70 ma ancora oggi una buona parte dell’area appartiene a soggetti privati e anche questo aspetto genera problemi non indifferenti di competenze.
 Da anni ha ripreso vigore la battaglia dei cittadini per strappare un così prezioso polmone verde al degrado che purtroppo cresce ogni giorno di più: le associazioni e i volontari tentano di arginare l’inarrestabile degrado organizzando giornate di pulizia, visite guidate e altre attività culturali ma i risultati, purtroppo, non sono soddisfacenti.
 Oltre ai problemi descritti in precedenza  numerosi senza tetto si accampano abusivamente nel parco usandolo come latrina e discarica di materiali raccolti nei cassonetti e infinite volte i cittadini volontari hanno effettuato interventi di pulizia e rimozione dei rifiuti. Gli sgomberi effettuati molte volte non intaccano la situazione e quasi sempre dopo pochi giorni gli accampamenti abusivi si riformano.
Non esiste un’area cani, pochissimi sono i contenitori per i rifiuti che vengono svuotati solamente un paio di  volte a settimana da quel che resta del locale Servizio Giardini, le panchine sono quasi tutte semidistrutte. L’unica presenza qualificante è una Biblioteca comunale che ha sede in un’elegante palazzina del 700,il Casale del Giannotto, restaurata molti anni fa.
 Spaccio, aggressioni, rapine violente, atti di vandalismo becero e prostituzione maschile sono altre gravissime piaghe che ultimamente, dopo l’ennesimo omicidio avvenuto il 26 aprile, si è cercato di contrastare con il pattugliamento quotidiano di carabinieri a cavallo che però termina al tramonto. Tutto ciò ha generato un forte clima di insicurezza che ha allontanato le famiglie dal parco.
Pineto degrado 5
Abbiamo esposto questa grave situazione al Prefetto Gabrielli ma a tutt’oggi il Parco è privo di un’adeguata recinzione per cui chiunque può entrare, anche con mezzi pesanti, visto che il cancello d’ingresso su Via della Pineta Sacchetti è perennemente aperto 24/24 h.
Tra qualche giorno inizieremo a raccogliere firme per richiedere l’installazione di una adeguata recinzione almeno delle zone più frequentate e la chiusura notturna dei cancelli.
Le istituzioni (Ente Romanatura, Municipi 13 e 14) si trincerano dietro la mancanza di risorse adeguate mentre i conflitti di competenze e la difficoltà di coordinamento tra i soggetti istituzionali continuano e così lo scempio prosegue indisturbato. Fa davvero male al cuore questo sconfortante quadro della situazione soprattutto dopo aver constatato con quale cura, autorevolezza e perizia vengono gestite le aree verdi in altri paesi, non solo europei. 
Franco Quaranta (a nome della “Rete del Pineto”)

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