Mercato di via Orvieto: non sarebbe meglio spostarlo?

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Ma quanto è brutto il mercato di via Orvieto! Fatiscente, pericoloso, ingombrante. Un residuo di tempi che non esistono più e che – a nostro avviso – squalificano l’intero quadrante di San Giovanni che lo ospita. I residenti lamentano i rumori che iniziano alle 5 del mattino quando le saracinesche vengono alzate una alla volta, provocando un frastuono che termina solo alle 7 quando inizia il vociare degli operatori.

E poi lo scarico delle merci, con camion che bloccano il passaggio, clacson impazziti fino al pomeriggio quando passano le spazzatrici Ama per portare via i residui di frutta e verdura abbandonati sui marciapiedi.

Il decoro? Beh quello non esiste più da anni in questa strada. Non serve che illustriamo le foto che seguono perché ciascuno può vedere con i propri occhi i teli cadenti sulle coperture arrugginite, i banchi completamente ricoperti di scritte, l’asfalto ammalorato.

Scene del genere non si vedono più in Italia o in Europa da molto tempo. Perfino nei mercati del sud, nelle periferie di Catania o Napoli, le strade sono state liberate e i banchi trasferiti in plateatici attrezzati.

 

Anche per questo mercato c’è un progetto di riqualificazione ma non di spostamento. Il Municipio 7° è riuscito a far stanziare dal Campidoglio 1,2 milioni di euro che serviranno per la bonifica. L’assessore alle Attività Produttive del Municipio, Piero Accoto del M5S, prevede un avvio dei lavori entro fine anno. Si tratta di sostituire gli attuali banchi con modelli più moderni e di ridurne il numero. Oggi, infatti, su 78 box ne sono aperti solo 44. Il progetto prevede la pedonalizzazione di un tratto di via Orvieto e la realizzazione di chioschi-ristorante e di laboratori.

Sebbene sarebbe un passo avanti rispetto all’attuale degrado, la ristrutturazione sconta una serie di problemi che non verranno risolti. In primo luogo l’aspetto estetico: pure con dei banchi di nuova fattura, lo square centrale resterà comunque un luogo brutto e insicuro, soprattutto nelle ore notturne quando diventa rifugio per sbandati e malintenzionati.

Resta inoltre la criticità per lo scarico e carico delle merci: non basterà realizzare due o tre parcheggi per i furgoni che continueranno a sostare in doppia o tripla fila. E il parcheggio delle auto private proseguirà in maniera incivile, data l’assenza di spazio.

Insomma via Orvieto potrebbe migliorare ma non guarire dalla sua attuale bruttezza. Per questo il blog Urbanfile ha suggerito una soluzione alternativa che sembra molto sensata. Spostare l’intero mercato nell’area di via Urbino, all’angolo con via Cesena, da sempre inutilizzata. Lì vi sarebbe lo spazio da dedicare alla sosta e alla movimentazione delle merci, mentre via Orvieto nella sua parte centrale potrebbe ospitare un parcheggio interrato e un giardino in superficie.

I costi sarebbero a carico dell’eventuale proponente del parcheggio e dunque il Campidoglio potrebbe addirittura risparmiare il milione di euro che ha stanziato e che non risolverà il problema.

 

 

Nel 2014, il conduttore televisivo Diego Bianchi, aveva realizzato qui la sua pellicola “Arance e Martello“, montata proprio sulla presunta chiusura del mercato. Nella finzione cinematografica uno degli operatori lamentava che ormai la strada era piena di venditori abusivi che sfruttavano la presenza dei banchi regolari. E in effetti è davvero così, come accade intorno a quasi tutti i mercati rionali. Ecco perché lo spostamento in un’area dedicata potrebbe ridurre anche questo fenomeno.

Oggi la situazione non è più sostenibile. La notte i topi diventano proprietari dell’area, mancano i servizi igienici e i cavi elettrici sono sospesi sopra la testa di chi passa con prevedibili rischi per la sicurezza. Un intervento, dunque, è necessario. Ma perché non seguire la strada dello spostamento invece di spendere soldi pubblici per una soluzione che sarà certamente provvisoria?

 

 

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  1. Anonimo

    Anche il mercato di via Cardano, a Marconi, è messo malissimo e occupa una piazzetta che potrebbe essere utilizzata dai residenti. Nel 2019, i mercati di lamiere non dovrebbero più esistere.

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