Lo scandalo delle spiagge che non vengono messe a gara. Pagheremo una multa all’Ue

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Non si tratta di essere Cassandre, ma che l’Unione Europea avrebbe multato l’Italia per il suo atteggiamento schizoide sulle spiagge si sapeva da tempo. L’ultima volta ne abbiamo parlato su queste pagine il 28 dicembre, alla vigilia dell’approvazione della manovra economica del governo. Scrivemmo che il rinvio al 2034 dei bandi di gara per assegnare gli stabilimenti balneari a nuovi operatori non sarebbe passato indenne all’esame di Bruxelles. E in effetti così è stato: un portavoce della Commissione Europea ha confermato a Repubblica che tra poche settimane scatterà la procedura di infrazione.

La direttiva Bolkestein, recepita dall’Italia nel 2010 dal governo Berlusconi all’epoca sostenuto dalla Lega, disponeva che i paesi membri avrebbero dovuto mettere a gara tutte le attività su suolo pubblico. Il principio, sacrosanto, cui si ispira la direttiva, è quello della limitatezza dello spazio. Le spiagge, le strade, i mercati non sono infiniti, non c’è posto per tutti. Per cui chi li adopera per usi commerciali dovrà corrispondere allo Stato un canone adeguato e soprattutto dovrà fornire ai cittadini servizi di qualità. Quale altro metodo per selezionare un servizio di qualità se non un bando di gara? Ecco perché la Bolkestein ha stabilito che gli stabilimenti balneari vadano messi a gara e non regalati ad alcune famiglie che se li tramandano da padre in figlio. Si tratta insomma di evitare di privatizzare qualcosa che è pubblico, di tutti.

Il governo Lega/5stelle però la pensa diversamente. Ritiene che le gare non siano necessarie e che la situazione vada bene così come è oggi. Per questo ha rinviato alle calende greche sia per gli ambulanti, sia per i balneari, l’applicazione della direttiva europea. Nel caso delle spiagge se ne riparlerà nel 2034. Ma davvero la situazione oggi è a posto? Davvero c’è equità tra quello che incassa lo Stato e quello che guadagnano gli operatori?

Lasciamo che a rispondere sia questo servizio delle Iene andato in onda lunedì 29 aprile. Basta ascoltare i primi 3 minuti per rendersi conto dello scandalo cui stiamo assistendo ad opera del presunto governo del cambiamento. Tanto è vero che le Iene hanno intitolato il loro servizio: “Il governo regala i nostri tesori”.

In pratica per una spiaggia in un luogo pregiato, il titolare di uno stabilimento paga 0,88 centesimi al metro quadro/anno. Cioè niente! E’ come se vi afittassero un appartamento al centro di Roma con terrazza e vista sui Fori a 200 euro al mese. Briatore, con il suo Twiga di Forte dei Marmi, fattura 4 milioni di euro l’anno e paga solo 14 mila euro di canone ogni 12 mesi. Ed è quello che paga di più. In Versilia, ci sono bagni che pagano meno di 5 mila euro l’anno.

Briatore, sempre per restare nell’esempio delle Iene, ha da poco acquistato la concessione da un privato il quale pagava allo Stato i 14 mila euro l’anno e incassava dal Twiga un affitto di quasi 220 mila euro. Insomma questo privato speculava usando un bene demaniale. Così Briatore ha deciso di comprare la licenza e l’ha pagata 3 milioni e 900 mila euro (!)

Questo è lo schifoso mercato che c’è dietro la vicenda balneari. Altro che tutela delle famiglie e dei posti di lavoro come ci vogliono far credere i 5stelle e la Lega. Questa è una vera e propria truffa ai danni degli italiani. Se ogni 10 0 15 anni la spiaggia venisse messa a bando questo mercato verrebbe meno, lo Stato incasserebbe il giusto e i cittadini avrebbero servizi sempre di maggior qualità. In Francia i bandi hanno aggiudicato molte spiagge a prezzi adeguati (fino a 39 euro al mq/l’anno) e grazie a quelle somme lo Stato e i comuni hanno realizzato opere pubbliche.

Ecco perché rinviare al 2034 l’applicazione della direttiva Bolkestein è un regalo che non ha giustificazioni. Secondo uno studio del Mef, il canone incide solo per lo 0,19% del fatturato di uno stabilimento. Il fatturato dei balneari raggiunge i 10 miliardi di euro e il canone che va allo Stato dovrebbe essere di scarsi 200 milioni. Ma neanche questa miseria si riesce ad incassare, perché c’è una evasione che sfiora il 50%.

C’è poi l’aspetto della malavita. Per fare un esempio vicino a noi, quello di Ostia, molte spiagge sono in mano di note famiglie malavitose quali Fasciani, Spada, Casamonica. Anche in questo caso il bando di gara avrebbe fatto pulizia, evitando il rinnovo della concessione a chi si è macchiato di reati gravi.

Insomma la direttiva Bolkestein sarebbe stata una mano santa e invece i paladini della legalità (quali si professano i 5stelle) e degli imprenditori (quali dicono di essere quelli della Lega) non solo hanno regalato le coste a poche famiglie ma adesso faranno pagare a tutti noi italiani una multa salata all’Unione Europea. Presto la sanzione arriverà anche per aver prorogato le concessioni degli ambulanti. Ma di questo ci occuperemo in un prossimo articolo.

 

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  1. mario

    deve finire la favoletta delle famiglie sul lastrico. Non esistono più da decenni gli stabilimenti dove la mamma stava alla cassa, papà faceva il bagnino, il figlio metteva a posto gli ombrelloni e la suocera e la nipote stavano in cucina a preparare i pasti. Gli stabilimenti sono tutti in mano a holding milionarie ( e poi ‘sti pezzenti di 5S parlano delle cattivone multinazionali….) che, spesso, ne possiedono più di uno…..
    Se veramente andremo incontro ad infrazione c’è da augurarsi che la Corte dei Conti chieda il….conto a questi inetti al potere

  2. gicci

    Trovo particolarmente appropriato che questo post sia comparso oggi, il 1 maggio. Abbiamo sentito tante belle parole sul lavoro, ma il paradosso in un Paese dove viene pesantemente tassata l’occupazione, l’occupazione… di suolo pubblico viene regalata, e sempre ai soliti.

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