L’inutilità delle forze dell’ordine nel contrasto alla “mala-movida”

Una storia giuntaci da Campo de' Fiori ci mostra agenti di Polizia e Carabinieri ignari delle normative vigenti. Sarebbero questi gli strumenti a disposizione di sindaca, questore e prefetto?

Riceviamo e pubblichiamo una storia giuntaci dalla zona di Campo de’ Fiori, dove da quando i locali hanno potuto riaprire si stanno ripresentando i soliti problemi della “mala-movida” ma ulteriormente amplificati.

Nel racconto quello che emerge è il comportamento delle forze dell’ordine che pare stiano lì per caso, ignare delle normative vigenti e del tutto disinteressate a farle rispettare.

 

Erano le 20:30 circa quando passando di fronte ad un supermercato in zona via del Biscione non ho potuto fare a meno di notare degli adolescenti carichi di buste da cui trasparivano solo bottiglie di alcolici.
Memore dell’ordinanza della sindaca di Roma, che vieta l’asporto degli alcolici dalle 18:00 alle 5:00 in vigore fino al 31 luglio 2021, l’ho fatto notare alla cassiera che ne stava vendendo altro a delle ragazzine.  Poiché la cassiera non ne era al corrente, mi sono fatta chiamare il responsabile, che anche lui ha risposto allo stesso modo.  Così mi sono incamminata in piazza per cercare qualche “divisa”  per far valere la legge. Incontrando alcuni poliziotti e chiedendo se potevano occuparsi della questione, l’unica donna del gruppo ha risposto che non ne sapeva nulla dell’ordinanza. Allora ho chiesto se almeno potevano andare dai gestori dei locali e far rispettare l’altra legge, quella sui rumori molesti,  dato che la musica era così alta che sollevava il cappuccio a Giordano Bruno!
La conversazione si è spenta quando l’agente donna in borghese se ne è uscita dicendo “perchè abita qui?”.
Una frase che sono abituata a sentire da sprovveduti ed incivili, ma che non penso dovrebbe essere pronunciata da un rappresentante del corpo di Polizia.
Nessuno degli altri agenti ha reagito.

Delusa sono tornata a casa per verificare se questa ordinanza fosse ancora in vigore e avendone trovato conferma sono tornata di nuovo in piazza, in mezzo al delirio, questa volta dai Carabinieri. Ho fatto loro la stessa domanda, ossia se fossero a conoscenza del divieto di asporto alcolici dalla 18 alle 5; dopo uno scambio di sguardi muti fra di loro, uno si è mosso per chiederlo al suo superiore, ma anche loro non ne sapevano nulla.
Fra le altre cose, quando gli ho chiesto se potevano perlustrare i vicoli per controllare lo spaccio di stupefacienti, il degrado, i ragazzi che si nascondono per farsi male, chiedendogli come mai non agissero in collaborazione con la Polizia di Stato, mi è stato risposto che loro si occupano di altro, dell’ordine pubblico, il rispetto delle leggi, la sicurezza dei cittadini …

 

 

Chi non abita in certi luoghi non può rendersi conto di quanto invivibili essi siano diventati a causa delle esagerazioni di esercenti ed avventori dei locali.

A Campo de’ Fiori, ma anche a Trastevere, in alcuni luoghi del Celio, si è perso il controllo della situazione, con le forze dell’ordine che assistono impassibili alle violazioni delle norme più disparate, ben sapendo che rischiano loro stessi in caso d’intervento.

L’unica soluzione per riprendere il controllo in tali luoghi è riaffermare il principio di legalità, pretendendo che tutte le norme vengano rispettate, da quelle che vietano la vendita libera delle bevande alcoliche, a quelle che non consentono ai locali di riprodurre musica all’esterno, fino alla repressione dello spaccio di stupefacienti.

Cosa aspettano la sindaca, il questore e il prefetto ad utilizzare in maniera efficace i tantissimi agenti che ogni sera devono essere impiegati nei luoghi della movida?

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2 risposte

  1. Vi stimo ma, prima di pubblicare un articolo, bisognerebbe informarsi. Permesso che dal 4 giugno l’ordinanza vieta la vendita degli alcolici presso i minimarket dalle 20 e non piu’ dalle 18, gli stessi possono essere acquistati presso supermercati, pizzerie e ristoranti fino alle 24 senza violare alcuna ordinanza.

    1. Grazie del chiarimento.
      Rimane il fatto che queste informazioni le forze dell’ordine le dovrebbero avere, mentre dal racconto appare che fossero tutte ignare delle normative vigenti.

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