L’inossidabile caldarostaro è stato “dimenticato”?

Avevamo già dato un’occhiata alla situazione della zona di piazza di Spagna subito a seguito dello spostamento di camion bar e bancarelle del 10 luglio u.s.

Abbiamo voluto fare un’ulteriore verifica a distanza di una decina di giorni perché sappiamo che la situazione è in divenire, essendo difficile che i gestori dei banchi residui si rassegnino alle nuove disposizioni.

Anzitutto chiariamo di nuovo il numero e la tipologia di banchi che si è deciso possano rimanere tra piazza di Spagna e Trinità dei Monti. Questo è un estratto dalla Determinazione Dirigenziale che ha stabilito le nuove postazioni:

estratto

Si tratta quindi di tre postazioni per la vendita esclusiva di fiori localizzate una in piazza di Spagna, vicino all’aiuola con le palme, e le altre due in cima alla scalinata, una dal lato di San Sebastianello e l’altra dal lato della rampa Mignanelli.

Vediamo anzitutto la postazione in piazza di Spagna.

p.zaSpagna1

 

p.zaSpagna2

Come mostrano le foto, già si coglie quell’irrefrenabile pulsione a vendere altro dai fiori che prende i gestori del banco, essendo ricomparsi souvenir in quantità. E già questo non va bene.

Passando agli altri due banchi, quelli in cima alla scalinata, se quello dal lato Mignanelli non pare ponga problemi …

trinitaDeMonti2

… per l’altro già si nota una nuova situazione anomala, essendosi esso sdoppiato:

trinitaDeMonti1

Quale sia l’utilità di due banchi di fiori (solo fiori) affiancati sopra la scalinata di Trinità dei Monti non è dato saperlo, ma quello che stupisce, e preoccupa, è che dalle tre postazioni per la vendita di fiori citate nella DD siamo già passati a quattro. E sono passati solo circa dieci giorni!

 

Ma veniamo infine ad uno dei più grandi misteri cittadini, ossia il caldarostaro di piazza di Spagna angolo via Condotti, colui che gode da tempo immemore del privilegio di andare in deroga al Codice della Strada, di non conoscere le stagioni, in virtù dell’essere la sua una licenza “anomala”, di aver resistito a tutti i tentativi di spostamento (legende metropolitane narrano che anche monsieur LVMH in persona si sia dovuto arrendere continuando a tolleralo davanti l’entrata del suo Dior), incluso il vero e proprio tsunami che lo scorso 10 luglio ha spazzato via gran parte dei camion bar e bancarelle dalla zona.

caldarrostaro

Ma non lui, che imperterrito rosola castagne sulla brace anche con quasi 40° all’ombra.

Ma visto che la DD semplicemente non menziona da nessuna parte questa postazione, né nelle liste di quelle da spostare né in quelle dei banchi da mantenere, ci chiediamo come questa cosa debba essere interpretata.

Non sarà mica che in tutti gli incontri del tavolo del decoro, sia i rappresentanti del Comune che quelli del MIBAC si sono dimenticati dell’esistenza di quello che probabilmente è il più famoso caldarostaro del mondo?!?

Urge approfondimento da parte del Municipio, dell’assessorato al commercio del Comune ed anche del MIBAC. Se qualcuno ha dimenticato qualcosa che si rimedi in fretta all’errore!

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Pubblicato da Andrea Coia su Venerdì 3 luglio 2020
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