L’impegno del sindaco a fare il possibile per fermare la strage stradale è pari a zero!

Ieri l'Assemblea Capitolina ha intitolato un parco comunale al giovane Francesco, il ragazzo che ha perso la vita sul marciapiede della Colombo, investito da un'auto. Bene come conforto per la famiglia, ma inutile per evitare altre tragiche morti

Questo è il post sulla sua pagina facebook con cui il sindaco Gualtieri ha dato la notizia dell’intitolazione dell’impianto comunale di via Alessandro Severo a Francesco Valdisseri, il giovane investito a morte mentre camminava su un marciapiede lì vicino:

 

Emozionato che l’Assemblea Capitolina, alla presenza dei genitori Paola e Luca, dei compagni, degli insegnanti, degli amici, abbia approvato la mozione per intitolare a Francesco Valdiserri l’impianto comunale di via Alessando Severo. L’ingiusta, terribile morte del giovanissimo Francesco ha sconvolto profondamente la città che è rimasta attonita di fronte a quel tragico incidente e, sin da subito, si è stretta intorno alla famiglia per farla sentire meno sola.

Francesco era un ragazzo brillante, curioso, sensibile, altruista. Molte delle sue passioni, in queste settimane, sono tornate a vivere nelle tantissime testimonianze di affetto che sono arrivate senza sosta. Noi vogliamo contribuire a tenere viva la sua memoria dedicandogli un luogo di vita sociale del territorio, che rappresenta un punto di riferimento per i tanti giovani che in quei campi sportivi si ritrovano quotidianamente, crescono e maturano sulla base dei valori sani che lo sport riesce a trasmettere e che Francesco amava e condivideva.
Ringrazio tutti i consiglieri capitolini che hanno condiviso questo atto. Come ha avuto modo di ricordare il suo papà, Francesco aveva la forza del sogno, che deve proseguire e che noi dobbiamo, anche in questo modo, contribuire a tenere vivo. Con l’impegno solenne di fare il possibile affinché tante tragedie come questa non si ripetano mai più.

 

Troviamo una buona cosa che la città si stringa in vari modi intorno alla famiglia e diversi segnali dimostrano che tale vicinanza è da loro apprezzata e d’aiuto. Sentiamo di unirci anche noi in questo abbraccio, tanto più perché da anni abbiamo la consapevolezza che se qualcosa di profondo a Roma non cambia, di queste tragedie saremo costretti a contarne chissà quante altre.

 

Per questo motivo, nonostante ci rendiamo conto della delicatezza del tema e del momento, non ci sentiamo di tacere di fronte ad un sindaco che dopo aver giustamente abbracciato la famiglia a nome della città, alle azioni per prevenire nuove simili tragedie dedica un’ultima distratta frase.

Con l’impegno solenne di fare il possibile affinché tante tragedie come questa non si ripetano mai più.

 

Quasi un mese è passato dall’incidente che ha coinvolto il povero Francesco e sulla via Cristoforo Colombo, così come su tutte le altre strade romane, non è cambiato assolutamente nulla. Sulla Colombo si continua ad andare alla velocità che si vuole e i controlli sul tasso etilico degli autisti continuano ad essere inesistenti.

Le misure urgenti che aveva annunciato il sindaco subito dopo la tragedia si sono risolte in un po’ di controlli in più durante i fine settimana, come se la strage stradale romana si arrestasse nei giorni infrasettimanali.

Non solo non si è proceduto con misure drastiche che possano rivoluzionare in poco tempo il modo di guidare dei romani, ma praticamente non si è fatto proprio nulla per poter anche solo sperare in una diminuzione degli incidenti.

Se volesse veramente affrontare il problema delle innumerevoli morti sulle strade di Roma, il sindaco riunirebbe con urgenza la Consulta per la Sicurezza Stradale e sulla base dei loro suggerimenti metterebbe in campo misure nell’immediato, nel medio e nel lungo periodo. Invece neanche quello è stato fatto, segnale inequivocabile che per Gualtieri l’ennesima tragedia stradale è in sostanza già archiviata, peraltro già superata da altri morti sulle strade romane.

 

A costo di apparire insensibili, noi al povero Francesco avremmo dedicato un sistema di controllo della velocità sulla via Cristoforo Colombo, da installarsi con estrema urgenza reperendo i fondi dovunque possibile, foss’anche lanciando una pubblica sottoscrizione a cui chissà quanti romani avrebbero aderito.

Probabilmente questo sarebbe il modo migliore per far sì che questa ennesima assurda morte non si sia verificata invano, perché in qualche modo lui facesse da angelo custode per tutti gli attori che si troveranno a transitare sulla Colombo e, da autisti, si vedranno costretti a moderare la velocità per la sicurezza di tutti.

 

A ridosso della tragedia di Francesco nel nostro piccolo noi avevamo provato a dare una scossa al sindaco Gualtieri, ma chiaramente il messaggio non deve proprio essere arrivato.

Qualche giorno fa, in occasione della Giornata mondiale in memoria delle vittime della strada, siamo tornati sul tema della sicurezza stradale segnalando il nulla messo in campo dall’attuale amministrazione per fermare la strage stradale a Roma. Ne abbiamo approfittato per ricordare al sindaco che l’assenza di misure drastiche ed efficaci per riportare ordine nella mobilità romana equivale all’accettazione da parte sua che vi continueranno ad essere numeri assurdi di incidenti stradali di Roma.

Temiamo proprio che Gualtieri non abbia presente la sua diretta responsabilità, per gravissime omisisoni, in ogni nuovo incidente, morto o ferito sulle strade romane.

 

C’è un’altra storia relativa ad un incidente mortale che abbiamo seguito con grande passione circa cinque anni fa. Si tratta dell’investimento a morte di una giovane ragazza, Alice Galli, mentre attraversava via dell’Amba Aradam in prossimità di un semaforo. Al tempo provammo a sollecitare l’amministrazione Raggi affinché si cogliesse l’occasione di quella tragedia per dare una svolta alla strage stradale romana. Purtroppo non funzionò, nonostante noi provammo a metterla proprio sul personale, parlando di “sindaco sporco di sangue” per la mancanza di interventi drastici ed efficaci.

In quella occasione l’unico risultato fu l’installazione di strisce pedonali luminose in corrispondenza del semaforo dove Alice venne investita, un intervento inutile (le strisce luminose dove già c’è un semaforo non servono infatti a niente) per di più ormai non più funzionante.

Della povera Alice rimane ormai solo una targa in un vicino spazio verde, mentre la sua morte sarebbe potuta essere lo spunto per l’amministrazione per cominciare ad attaccare la strage stradale.

 

 

 

Vorremmo tanto che la storia di Alice fosse di monito al sindaco Gualtieri, affinché non si ripercorra un percorso simile con la tragedia di Francesco, affinché di lui non rimanga solo il nome dell’impianto comunale, pur importante, ma il suo sacrificio serva davvero a risparmiare i moltissimi che, in assenza di misure drastiche, non potranno che continuare a verificarsi.

 

Apprezziamo la grande attenzione mostrata nella circostanza da tutta l’amministrazione e vogliamo interpretarla come il nuovo modo con cui si vorrà rendere omaggio alle vittime stradali anche in futuro, perché ogni vita persa è un mondo che si perde. Ma il sindaco e l’amministrazione devono fare moltissimo di più, non c’è da perdere tempo!

 

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