L’ennesimo adesivaro svuotacantine che getta tutto nei parchi

Foto “la Repubblica”

Piccola notizia di fondo pagina su Repubblica alla quale molti non danno importanza. E invece chi legge i blog antidegrado sa quanto la piaga degli svuotacantine sia grave e sia alla base dei roghi tossici.

Un uomo di 49 anni, un italiano, è stato colto in flagrante mentre gettava nelle campagne in via di Torrenova alcuni rifiuti ingombranti raccolti nelle cantine di “ignari” clienti che avevano trovato il suo numero su un adesivo. Lavatrici, una caldaia, reti di letto, pezzi di frigorifero…………tutto lasciato lì in terra, dopo aver tenuto materiali ferrosi di valore che sarebbero stati portati in qualche campo nomadi.

La parola “ignari”, l’abbiamo messa tra virgolette perché, ormai, nell’agosto del 2018 è impossibile non sapere che questi svuota cantine sono dei truffatori, inquinatori e delinquenti che stanno infestando la nostra città. Non solo diarioromano, ma tutti i blog antidegrado ne parlano da anni, mostrando le fotografie delle discariche abusive provocate da questi personaggi. Da notare che Repubblica, con una bella inchiesta di Federica Angeli, aveva dimostrato il collegamento tra costoro e i roghi tossici che inquinano l’aria di tanti quartieri. Sotto gli occhi dei vigili urbani che presidiavano l’ingresso principale del campo rom di via Salviati, decine di camion entravano da ingressi secondari scaricando materiali tossici che sarebbero poi stati bruciati, durante la notte, appestando Tor Sapienza.

Fa pensare, dunque, che lo stesso quotidiano che ha dimostrato la pericolosità di questi svuota cantine, adesso si limiti ad una breve notizia quando le forze dell’ordine ne arrestano uno.

 

Per interrompere questa filiera micidiale occorre intervenire all’origine del problema, a quegli adesivi che il 90% dei romani ritiene innocui e che invece rappresentano una vera bomba ecologica. Sono anni che lottiamo contro questa piaga suggerendo anche la soluzione: disattivare il numero di telefono presente sull’adesivo.

In apparenza semplice, questa soluzione si scontra con le leggi vigenti che prevedono l’intervento di un magistrato anche per il semplice blocco di una utenza telefonica. Se questa città avesse un Sindaco e una Giunta con le lettere maiuscole, sarebbero loro a farsi promotori a livello nazionale di una leggina in tal senso. E invece la Raggi si limita a sterili reprimende a coloro che lasciano i frigoriferi accanto ai cassonetti, senza mai capire dove sia la causa. E’ come quel medico che si ostina a curare solo i sintomi della malattia senza accorgersi che il paziente nel frattempo sta morendo per la malattia stessa.

Quello di ieri è solo l’ultimo di mille episodi di svuota cantine colti con le mani nel sacco, anzi nei rifiuti. Poche settimane fa a Pomezia un enorme terreno coperto di materiali altamente inquinanti è stato sequestrato dalla Guardia di Finanza. Anche in questo caso a gestirlo era uno svuota cantine romano che si faceva pubblicità con gli adesivi illegali.

Allora, che ne dite? Gli adesivi sono davvero un problema minore?

 

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2 risposte

    1. Gli “ignari clienti” sono infatti alla base di tutto, dato che sono coloro che forniscono materia prima a questo ignobile mercato. La soluzione del blocco dell’utenza telefonica sarebbe perfetta, ma immagino i problemi di natura giudiziaria e legale, anche con una leggina “ad hoc”. Forse il modello potrebbe essere quello del DASPO applicato ai tifosi intemperanti, che viene comminato in modo amministrativo e non penale direttamente dalla Questura…

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