Legambiente conferma un voto pessimo per le linee ferroviarie del Lazio

Il rapporto Pendolaria 2023 mantiene sul podio dell'inefficienza la Roma-Lido e la Roma-Viterbo. Patané: "Non possiamo prestare i treni della metro A"

 

Non saranno i treni della metro A a soccorrere il servizio disastrato della Roma – Lido, ormai priva di convogli al punto da avere tempi di attesa superiori ai 30 minuti. L’assessore capitolino alla Mobilità, Eugenio Patané, ha risposto ad una interrogazione presentata dal consigliere di Azione Francesco Carpano spiegando che la soluzione non è praticabile. Entrambe le linee sono in sofferenza, è la posizione di Patané, quindi non è possibile aumentare le difficoltà di una per aiutare un’altra.

La coperta è troppo corta e finché non arriveranno nuovi treni i viaggiatori dovranno portare pazienza. E ne hanno da vendere anche secondo il rapporto 2023 presentato da Legambiente. La Roma-Lido e la Roma-Viterbo sono le linee peggiori d’Italia. Lo ha sancito lo studio “Pendolaria” che ogni anno viene stilato dall’associazione ambientalista e che ha rilevato una flotta vecchia e inefficiente per i servizi erogati da Comune e Regione.

Molto meglio quelli di Trenitalia che riesce a raggiungere livelli accettabili grazie ad una flotta più giovane: 12 anni in media per carrozze e locomotive di Trenitalia contro i 33 di Cotral. 

In dettaglio la Roma-Viterbo è afflitta da continue cancellazioni di corse. Secondo il report sulle 160 corse previste quotidianamente, è frequente che ne saltino una ottantina. Le attese per i pendolari diventano logoranti mentre ai capolinea di Montebello e Viterbo i treni non arrivano proprio per guasti alla linea e vengono spesso sostituiti da autobus. Nel 2022, in soli quattro mesi, sono state cancellate 2.700 corse.

Ancora peggio per la Roma – Lido che ormai si aggiudica da anni il podio della peggior linea, alternandosi con la pessima Circumvesuviana di Napoli.

Fin qui la fotografia di Legambiente che non è certo una novità. Per fortuna gli investimenti da parte di Regione e Campidoglio sembrano concretizzarsi. Sono stati stanziati 480 milioni ma prima di vedere gli effetti concreti passeranno anni. I treni non si acquistano dall’oggi al domani e la revisione di binari e linee elettriche richiede tempi lunghi. Insomma anche Pendolaria conferma che Metromare (come Zingaretti volle chiamare la Roma – Lido) era solo una operazione di marketing che non avrebbe risolto nulla nell’immediato.

Come se non bastasse la carenza di materiale rotabile, si aggiungono i costanti fermi delle scale mobili e degli ascensori. Secondo il Comitato Pendolari, a gennaio il 65% delle stazioni era inaccessibile ai disabili, e nei mesi scorsi si è toccato il picco dell’87%. Gli ascensori sono fermi da due anni a Lido Nord, Lido Centro, Stella Polare, Castel Fusano e Cristoforo Colombo.

 

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