Torniamo sul tema delle buche perché in questi giorni la soluzione è lontana dall’essere trovata, anzi le strade di Roma sono di nuovo disseminate di voragini, segno che la riparazione superficiale effettuata nelle ultime due settimane non è servita a nulla se non a spendere tanti soldi pubblici.

Addirittura sulla Salaria, in poche ore, oltre 30 auto sono rimaste in panne per una buca che si era aperta improvvisamente e che, solo per miracolo, non ha inghiottito un motociclista.

Pare che la Raggi sia furiosa perché ha capito che così si sta giocando quel minimo di credibilità che ancora le resta. Ha chiamato tutti i capi dipartimento per capire il motivo della lentezza degli appalti. E finalmente le hanno spiegato (ci sono voluti quasi due anni perché facesse questa indagine) che appalti a Roma non se ne fanno perché non ci sono funzionari disposti a firmarli. In pratica, quando si aggiudica una gara per il rifacimento di una strada, occorre che si formi una commissione composta da funzionari del Campidoglio che valuti la regolarità della gara e dia il via libera ai lavori. A Roma, ormai è prassi, queste commissioni non si formano più o comunque se ne formano in numero del tutto insufficiente. I dipendenti capitolini hanno paura di essere esposti a risarcimenti milionari in caso di ricorso da parte del secondo classificato o di un rilievo della Corte dei Conti. E così preferiscono non assumersi questa responsabilità.

I cosiddetti “rup” responsabili unici del procedimento sui lavori pubblici dovrebbero essere 150. Ma operativi sono solo 10, in quanto tutti gli altri non si presentano alle commissioni non scuse varie (sono ammalati, la nonna è ricoverata o il pupo ha la recita a scuola!!).

La Sindaca ha capito il problema. Ora occorre trovare la soluzione. Secondo la Raggi per risolvere l’impasse, la cosa da fare è promettere un incentivo economico a questi “rup”, offrirgli cioè un bonus per ogni appalto approvato in tempi rapidi. Inoltre, dargli una copertura assicurativa in caso di richiesta di risarcimento.

Purtroppo anche in questo caso la Sindaca e la sua assessora, Margherita Gatta, non hanno centrato la soluzione. Dare un bonus ad un funzionario solo perché svolga il proprio lavoro è quanto meno assurdo. Occorre invece aggirare il problema ed evitare che per il rifacimento delle strade vi siano centinaia di gare l’anno. E’ chiaro che per centinaia di gare occorrono centinaia di commissioni e di funzionari. E ci sarà sempre l’ostacolo, ci sarà sempre quello che non si presenta così come sarà molto più facile che si verifichino episodi di corruzione.

La soluzione è ridurre il numero degli appalti ad uno, massimo due. Assegnare cioè l’incarico della manutenzione delle strade della città ad una grande impresa nazionale o internazionale che debba garantire determinati standard in base al contratto. L’impresa a sua volta potrà subappaltare a chi vuole, anche a ditte locali, ma sarà solo lei la responsabile unica dello stato delle strade.

Non è un’idea originale ma semplicemente quello che si fa in tutto il mondo e che per un breve periodo si è fatto pure a Roma (fu Alemanno a tornare ai microappalti). Lo spiega bene Federico Fubini, scrittore e giornalista del Corriere della Sera che, partecipando alla trasmissione Coffee Break de La7, ha riassunto in un minuto e mezzo la ricetta per risolvere il problema buche.

 

Se la Raggi ha impiegato due anni a capire quale fosse il problema forse tra due anni capirà che la soluzione non è regalare a pioggia ai funzionari comunali altri denari ma assegnare un solo appalto ad un general contractor così come avviene in tutto il mondo. Sembra semplice ma pare che le soluzioni semplici in Campidoglio siano viste sempre con sospetto.

 

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