La Roma – Civita Castellana – Viterbo (la “Roma Nord”), una ferrovia alla deriva

Con la riapertura delle scuole e l’entrata in vigore dell’orario invernale, sono iniziati i disagi di studenti e pendolari, complice il prosieguo dei lavori di sostituzione dei binari nella tratta urbana nonché l’atavico problema della mancata fornitura dei nuovi treni ordinati alla Firema Titagarh. Mentre i treni esistenti sono sempre più malridotti e guasti.

 

Era prevedibile, ma avremmo sperato in una modulazione di orari e frequenze dei treni figlia del materiale rotabile a disposizione (che sappiamo essere esiguo) e dei lavori che dovevano necessariamente essere effettuati lungo la ferrovia. Invece il mancato dialogo tra le due aziende di Cotral e Astral ha dato origine ad un orario che studenti e lavoratori pendolari hanno subito con i relativi disagi.

Un servizio in crisi, con mesi difficili per i pendolari della linea che collega la capitale con Viterbo che crea forti malumori negli utenti e spesso sfocia in nervosismo nei confronti degli operatori Cotral che gestiscono il servizio.

Per i lavori notturni di Astral sulla linea urbana (10 cantieri), si creano forti rallentamenti, di giorno, ai treni gestiti da Cotral per i limiti di velocità imposti nei tratti oggetto di lavori, che, unito al disagio di non avere treni, porta all’esasperazione dell’utenza. Il problema è che Cotral e Astral non si parlano, non comunicano e mettono in crisi tutti noi, lavoratori compresi”.

A titolo di esempio, abbiamo il cantiere di Acqua Acetosa e Campi Sportivi – entrambi i binari – (con passaggio a 20 kmh), tratto Labaro La Celsa (passaggio a 20 kmh) e Tor di Quinto, dove nei giorni scorsi un treno era uscito dai binari (con passaggio a 15 kmh). Infine obbligo di 30 kmh in Galleria da Euclide a Flaminio.

 

Non comprendiamo, pertanto, l’accanimento verso i lavoratori della linea, che siano essi macchinisti, capotreno o addetti di stazione. Sono lavoratori che stanno tutti i giorni come noi su quei catorci travestiti da treno e che provano, con le poche forze e strumenti a disposizione a dare un servizio, per quanto penoso. Il problema è che Cotral e Astral non si parlano, non comunicano e mettono in crisi tutti noi, lavoratori compresi. In questo loro “gioco” allo scaricabarile cerchiamo di evitare confronti e contrapposizioni con i soggetti sbagliati: chi va interessato del disagio è la parte dirigenziale di entrambe le società, che gestisce i lavoratori, i loro turni e le loro NON DOVUTE esposizioni verso gli utenti.

Ritornando a quanto sta accadendo sulla linea urbana, questi lavori comportano un allungamento dei tempi di percorrenza lungo la tratta: se prima ci volevano 25 minuti per completare il percorso Montebello – Flaminio (la tratta urbana da capolinea a capolinea) ora ne occorrono 35 di minuti. E questo quando va bene. Oggi, 15 ottobre, a causa della soppressione di ben tre corse consecutive, la gente risultava ammassata in quasi tutte le banchine delle varie stazioni lungo la tratta urbana, pertanto i treni hanno dovuto a lungo sostare nelle varie stazioni per permettere, tra strilli e spinte, ad alcune persone di poter salire a bordo mentre le altre sono rimaste in banchina ad aspettare un successivo treno. In questo caso, il percorso urbano è stato completato in oltre un’ora di viaggio.

 

 

Ai tempi sopra evidenziati, vanno aggiunti i tempi tecnici di fermata ai due capolinea stessi. In particolare consideriamo che alla stazione non c’è un presenziamento per effettuare le operazioni di incarrozzamento e che la regola prevede che per i nuovi turni in linea il macchinista può abilitare il treno solo a porte chiuse, con nessuno a bordo e batterie staccate (altrimenti il personale che deve cambiare deve restare a bordo sino all’arrivo del nuovo turno). Quest’ultimo aspetto porta i pendolari ad irritarsi con macchinisti e capitreno per cui il problema del presenziamento deve essere risolto al più presto perché anche macchinisti e capitreno hanno diritto a quei 5 minuti per le necessità personali. Infine dovrebbe essere considerato anche il tempo delle pre-attività di controllo, l’accudienza, che richiede circa 10-15 minuti (se consideriamo anche le porte dei treni e la gente ammassata in banchina che vorrebbe salire a bordo la vedo molto dura….).

Dulcis in fundo il mancato coordinamento tra il servizio treno ed il servizio bus sia sostitutivo che integrativo. Con le soppressioni delle corse dei treni e/o con i ritardi delle corse stesse, studenti e pendolari vengono il più delle volte lasciati alle stazioni di arrivo, dove dovrebbero trovare una corsa bus che li riporta a casa, senza alcun mezzo in attesa. Ai ritardi dei treni non corrisponde un ritardo della corsa in partenza e si rimane ad aspettare 45-60 minuti una corsa successiva (se c’è ed è pianificata). Stessa cosa accade con i bus integrativi che portano studenti e lavoratori verso la stazione per far loro prendere il treno per tornare a casa e che, complice il traffico della consolare Flaminia o il ritardo del treno urbano, arrivano alla stazione per prendere il treno extraurbano che nel frattempo è invece partito….VUOTO DI PERSONE.

Le persone non possono essere lasciate a piedi in mezzo alla strada. Capiamo che parliamo di due servizi distinti, ma gestiti dalla stessa società Cotral che deve organizzarsi per dare un servizio degno che è già ben retribuito.

Infine auspichiamo che vengano trovate soluzioni veloci per i nuovi treni: la linea e al collasso e sembra prendere una vera e propria deriva. Così come si è trovata una soluzione per l’altra ex-concessa la Roma Lido (a prescindere dai tempi necessari per far arrivare e poi mettere in linea i treni Hitachi) una soluzione è impellente per la Roma Nord per dare speranza e tempi di riportarla ad essere una ferrovia. Non esistono linee di serie A o B ma linee destinate a svolgere un servizio di mobilità per i cittadini.

 

 

Fabio Rosati

Comitato Pendolari Roma Nord

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