La “follivia” – breve storia di un fallimento annunciato

La sindaca Raggi gioca con le funivie come fossero costosissime costruzioni Lego da €110 mln. Le spieghiamo noi perché la Battistini-Casalotti è un'opera inutile

Rullo di tamburi, colpo di grancassa: “approvato il progetto di fattibilità per realizzare la funivia Battistini-Casalotti”, scrive con enfasi la Sindaca Raggi sul suo profilo Facebook.

Un progetto da 110 Milioni€ ritenuto assolutamente prioritario dalla Giunta e talmente sollecitato da aver ottenuto il finanziamento dal MIT già un anno fa (mentre tutto il resto della mobilità a Roma andava e sta andando a rotoli).

 

Le funivie sono un mezzo di trasporto adoperato in precisi contesti:

  • per superare dislivelli più o meno accentuati (montagne),
  • per superare ostacoli particolari (fiumi, vallate profonde, ed in casi più rari per sorvolare agglomerati urbani ad altissima densità abitativa, dove non è ragionevole o possibile realizzare Metropolitane, né si possono abbattere le abitazioni per costruire strade più larghe).

 

Generalmente hanno finalità turistiche e sono ideate per tragitti brevi, in quanto guadagnano sui tempi di attesa (quasi azzerati, essendo in moto continuo), ma perdono sulla percorrenza, avendo velocità molto basse.

La funivia più lunga del mondo è in Vietnam: 7,9 km per un tempo di percorrenza di 15 minuti, un record di lunghezza motivato dalla necessità di collegare un’isola.

 

 

La funivia Battistini-Casalotti NON è inquadrabile in nessuna delle precedenti casistiche. Impiega quasi 18 minuti per percorrere i 3,8 km di percorso, ad una velocità di 13 km/h (qui i dati ufficiali) ed è pertanto più lenta della maggior parte delle linee bus che dovrebbe andare a sostituire, come risulta dalla tabella ufficiale di Agenzia per la Mobilità qui sotto.

 

 

Su 9 linee bus, ben 6 sono più veloci della funivia, mentre solo 3 risultano più lente.

Tra queste 3 prendiamo la linea 146, che passa esattamente dove parte e dove finisce la funivia (dalla Rotonda delle Farfalle fino all’incrocio di Via Battistini con Via G. De Luca).

Andando a calcolare il percorso con Google Maps, possiamo vedere che il 146 impiega gli stessi identici 18 minuti della funivia, ma in più fa un giro dentro il quartiere Bastogi, fa numerose fermate sotto i caseggiati lungo il percorso, è molto più capillare ed è quindi in grado di fornire il servizio ad un’utenza molto più ampia, passandola a prendere praticamente sotto casa. Il tempo medio di attesa (6 minuti) può essere facilmente abbattuto aumentando le corse.

 

 

Le 7 stazioni della funivia invece si troveranno ai limiti delle zone abitate, ovvero lì dove è possibile costruire senza dover abbattere nulla, come si può vedere dal tracciato nella mappa sotto (linee fucsia e gialla – il sistema prevede un cambio di fune a Torrevecchia). Per prendere la funivia in una delle stazioni si dovrà quindi percorrere un tratto anche significativo da casa.

 

 

Inoltre in ora di punta mattutina in tanti accompagnano i figli a scuola e hanno quindi la necessità di fermarsi in punti intermedi non coperti dalla funivia. Fuori orario di punta, l’assenza di traffico rende la funivia ancora più inutile, considerato anche che Battistini non è un centro di attrazione per lo shopping, come lo è invece poco più avanti la zona di Boccea e Circonvallazione Cornelia. Lo stesso tragitto della funivia richiede solo 8 minuti se percorso con l’automobile.

 

 

Basterebbe quindi intensificare con una manciata di autobus le linee della zona, eventualmente creare una linea bus “Express” con un breve tratto di preferenziale nei punti più critici, per rendere la funivia un progetto totalmente inutile.

110 milioni di spreco!

 

Il progetto ha anche un significativo impatto visivo: verranno impiantati 41 piloni con un’altezza compresa tra 15 e 36 metri, e ci saranno 200 cabine appese. Inoltre i numerosi e anche accentuati cambi di direzione la espongono al vento in qualsiasi direzione.

 

Concludendo: la funivia è lenta e relativamente lontana dagli abitati, verrebbe usata solo da un sottoinsieme di chi già usa i mezzi pubblici e si ritroverà le stazioni vicino casa. Durante tutto l’arco della giornata fuori dall’orario di punta girerà pressoché vuota, senza possibilità di poter diminuire il numero di cabine o la velocità, con grande spreco di energia. In caso di avverse condizioni meteorologiche come il vento forte o a raffiche, resterà ferma, come resterà ferma in caso di guasti e manutenzione periodica.

Si dovrà inoltre provvedere alla manutenzione di un sistema che non ha uguali in una città dove è già un’enorme criticità riuscire a fare la banale manutenzione programmata alle scale mobili e ai binari dei tram.

 

Un sistema quindi che non garantisce quelle caratteristiche indispensabili a chi utilizza i trasporti pubblici e che probabilmente chi progetta su carta qui a Roma NON conosce.

 

E no, non è come giocare con una scatola di mattoncini Lego!?!

 

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5 risposte

  1. Confido nella solita lentezza amministrativa, sperando che chi verrà dopo di lei possa annullare tutto e utilizzare quei milioni per l’acquisto di nuovi bus

  2. Ma davvero questa ha scritto che si smonta da una parte e si rimonta dove serve?
    Virgy, te stai a confonne coll’ospedali da campo!!!!!!!

    1. L’ha scritto l’ha scritto … ma la cosa tragica è che se la sindaca quel commento l’ha poi cancellato, una tale castroneria campeggia in bella mostra in un post dell’assessore alla mobilità Calabrese.

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