In via Val d’Ossola i cittadini protestano per i lavori infiniti. Ragioni e torti

Il cantiere per il mercato e i nuovi marciapiedi iniziato da quasi due anni, non procede. Il quartiere però pensa solo ai posti auto con una visione molto miope del futuro

I residenti del quartiere Sacco Pastore si lamentano. La situazione di via Val d’Ossola non li lascia soddisfatti e il loro timore è che le cose non miglioreranno. Vediamo brevemente quali sono i problemi denunciati dai cittadini e poi cerchiamo di analizzarli.

Il vecchio mercato di via Val d’Ossola

 

Il presupposto è il vecchio mercato di via Val d’Ossola: un agglomerato fatiscente di banchi che attende da anni di essere trasferito in una sede migliore. Durante la presidenza Caudo del III Municipio viene elaborato un progetto: totale riqualificazione di via Val d’Ossola con uno square centrale sul modello dei boulevard parigini e una “piazzetta”, cioè uno slargo sullo square che avrebbe dovuto accogliere i banchi. Questi sarebbero stati mobili e ridotti a quattro (oggi sono 12): la piazzetta sarebbe stata occupata al mattino dal mercato e al pomeriggio, tolti i banchi,  sarebbe diventata uno spazio a disposizione dei cittadini.

Per permettere a tutti gli operatori di vendere la merce, sarebbero stati programmati dei turni, in modo che che tutti gli ambulanti avrebbero avuto almeno tre giorni a settimana di vendita.

 

Fin qui il progetto che venne accolto con qualche mugugno dai residenti ma che, fino ad oggi, non è stato realizzato nonostante i cantieri si siano aperti quasi due anni fa. Da allora via Val d’Ossola non vive più a causa delle transenne, delle reti arancioni (in buona compagnia col resto della città) e di operai che un giorno si vedono e tre no. I lavori non sono stati completati e nel frattempo la giunta Caudo è stata sostituita da quella Marchionne che ha comunque portato avanti il progetto ma senza concluderlo.

Il problema pare sia nella reperibilità dei materiali: in un primo tempo era stato scelto un basalto per i marciapiedi che il III Municipio aveva ritenuto non idoneo e così era stato chiesto all’impresa di sostituirlo. Ma la grande domanda di materiali edili provocata dai bonus avrebbe rallentato ulteriormente il cantiere. Fatto sta che oggi i lavori non sono completi e di questo giustamente i residenti si lamentano.

 

L’altra parte delle proteste è meno condivisibile. Il problema, tutto romano, sta nella riduzione dei posti auto. La precedente disposizione di via Val d’Ossola prevedeva parcheggi a spina un po’ caotici ma numerosi. La nuova sistemazione è fatta per sosta in parallelo al marciapiede con una sostanziale riduzione dello spazio. Secondo l’associazione di residenti Sacco Pastore si sono persi quasi 100 posti. Per compensarli, il Municipio aveva promesso la realizzazione di 30 stalli in via Val d’Aosta ma di questi si sono perse le tracce.

Sebbene il problema della sosta sia reale e ovviamente sentito dalla cittadinanza, occorre ricordare che per decenni in questo quartiere, come in tanti altri, si è permessa la trasformazione dei garage sotto i condomini in magazzini, supermercati, palestre, etc nella convinzione che tanto la macchina si potesse lasciare in strada. Questa visione, del tutto miope e che non ha eguali nel resto d’Europa, dovrebbe essere invertita gradualmente e quelli che oggi sono magazzini dovrebbero tornare alla loro funzione originaria di posti auto. Solo così il quartiere potrebbe riprendere a respirare.

Altra lamentela dei cittadini è lo scarso decoro della vecchia area di mercato, oggi del tutto fatiscente. Su questo hanno perfettamente ragione e se la prendono con Caudo che parlava di boulevard parigino e ha lasciato – dice Marco Borrello del gruppo Facebook Sacco Pastore che Vorrei – un boulevard “de noantri”. Il cantiere non va avanti e il disagio è ora esteso sia alla vecchia area di mercato che a quella nuova. Insomma tutto l’asse via Valsolda – via Val d’Ossola vive un perenne cantiere che deve essere concluso in tempi ragionevoli.

Nella foto che segue un tratto della strada già completato. L’immagine è tratta dalla pagina Facebook Sacco Pastore che Vorrei e i commenti sono caustici: l’immondizia, i cassonetti, le scritte non riportano un vero boulevard parigino ma una delle tante strade degradate della nostra città. Forse per un giudizio definitivo occorre attendere la fine dei lavori che – ci si augura – arrivi entro i prossimi due/tre mesi.

 

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Una risposta

  1. Può vedere lei stesso quanto siano stretti gli spazi tra un marciapiede e l’altro. Un camion grande o come quello dei vigili del fuoco deve inevitabilmente salire sul marciapiede per girare

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