In attesa del nuovo regolamento OSP il far west prosegue indisturbato

Riprendiamo una segnalazione emblematica di come vi siano troppi locali che approfittano degli scarsi e inefficaci controlli sull'occupazione di suolo pubblico

Qualche giorno fa abbiamo ripreso la notizia delle anticipazioni su quello che dovrebbe essere il nuovo regolamento OSP.

Oggi vogliamo parlare della recente segnalazione di un’associazione di cittadini del rione Prati, Candia2022, che indica un locale che,  oltre ad avere una pedana di dubbia liceità (parrebbe sia stata sequestrata anche se utilizzata), occupa con i propri arredi l’intero marciapiede, costringendo i pedoni a transitare sulla carreggiata stradale.

 

 

 

Purtroppo non c’è molto di cui stupirsi, essendo tutta Roma piena di casi come questo. Qualche settimana fa ne avevamo mostrato un altro, dove uno già striminzito passaggio pedonale è spesso inagibile per gli arredi di un locale.

Girando per Prati poi se ne incontrano un’infinità di situazioni in cui sui marciapiedi viene lasciato al meglio un piccolo passaggio per i pedoni; eppure a noi risulta che sia ancora vigente l’art.20 comma 3 del Codice della Strada, dove si dice che: “… l’occupazione di marciapiedi da parte di chioschi, edicole od altre installazioni puo’ essere consentita fino ad un massimo della meta’ della loro larghezza …“.

 

 

 

Il malcostume di moltissimi locali di occupare il suolo pubblico a piacimento, a prescindere da quello che prevede l’eventuale concessione OSP, è tutt’altro che una novità a Roma e noi segnaliamo la cosa fin dall’inizio delle nostre pubblicazioni.

Il motivo principale di questo stato di cose è una normativa comunale che sostanzialmente incentiva gli abusi, grazie ad una previsione sanzionatoria che fa convenire allargarsi a piacimento. Se a ciò si somma la notoria inefficacia della Polizia Locale e la sistematica carenza di personale degli uffici commercio dei municipi, particolarmente del Municipio I, si comprende facilmente come possa aver prosperato per anni a Roma tanto ostentato abusivismo.

 

Con la normativa emergenziale COVID sulle OSP si è poi ulteriormente incentivato il già esistente far west, grazie al meccanismo deciso dall’amministrazione Raggi di far allestire gli arredi salvo controlli successivi, controlli mai effettuati. E ci sia concesso ricordare che al tempo fummo i soli ad anticipare l’ulteriore caos che si sarebbe aggiunto a quello già esistente.

 

Orbene, se è vero che la normativa emergenziale COVID rimarrà in vigore fino a fine dicembre, salvo ulteriori proroghe del governo laddove già l’ultima è apparsa del tutto fuori luogo, il nuovo regolamento a cui sta lavorando l’amministrazione Gualtieri non potrà incidere sulle situazioni esistenti se non dal 1 gennaio 2024.

C’è però un aspetto su cui l’eventuale nuova normativa può incidere fin da subito ed è sull’efficacia delle sanzioni. L’aspettativa è infatti che si colga l’occasione per rendere finalmente non più conveniente occupare abusivamente o in eccesso il suolo pubblico, così da sperare che anche a Roma quello che prevedono le norme venga ragionevolmente rispettato o fatto rispettare.

Appena approvato il nuovo regolamento OSP, esso sarà immediatamente operativo per quanto riguarda le eventuali nuove sanzioni, per cui prima la cosa accade, prima l’amministrazione potrà iniziare a riprendere il controllo del suolo pubblico.

 

Una cosa che vogliamo escludere è che la parte sanzionatoria della normativa possa rimanere così com’è oggi, perché ciò vorrebbe dire che qualsiasi nuova norma continuerà a rimanere lettera morta.

 

Aspettiamo con impazienza di sapere di più della bozza di nuovo regolamento OSP, benché qualche indiscrezione fa sapere che i Piani di Massima Occupabilità saranno praticamente cancellati, la qual cosa ci fa temere fortemente che anche questa non sarà la volta buona per rimettere Roma su binari di normalità riguardo l’utilizzo del suolo pubblico.

 

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