Il tram 8 è ancora lento e di vecchia concezione. I lavori sono serviti a poco

Report di Metrovia dopo la riapertura della linea: 29 minuti per percorrere 5,4 km. Soste ai semafori troppo lunghe. "Un'occasione di rilancio persa"

 

Il 21 settembre scorso, quando mancavano pochi giorni al riavvio del tram 8, ci domandavamo se il mezzo sarebbe tornato più efficiente e veloce, riacquisendo attrattività nei confronti dei viaggiatori.

Risponde alla domanda Metrovia, un gruppo di tecnici che ha l’ambizione di rivoluzionare la mobilità della capitale. In un report pubblicato sul proprio sito, si dicono “delusi dall’operazione“. Il Campidoglio ha rifatto l’armamento su quasi tutto il tracciato ed era certamente necessario farlo, ma poteva essere l’occasione per rilanciare la linea tramviaria seguendo i modelli europei. Di fatto si trattava di renderlo più veloce e più ecologico.

La lentezza. Come avevamo scritto anche noi, l’8 resta terribilmente lento. Da un capolinea all’altro, i tecnici di Metrovia hanno eseguito diverse rilevazioni, misurando un tempo medio di percorrenza di 29 minuti. Si tratta di un dato in linea con quanto indicato nel Pums (il Piano urbano per la mobilità) che parla di 30,1 minuti per 5,4 chilometri ma peggiore rispetto a tutte le nuove linee tramviarie costruite in Europa.

A incidere fortemente è il tempo perso ai semafori: una media – secondo Metrovia – di 7 minuti e 30 secondi per tratta. Se vi fossero semafori asserviti, il tram non dovrebbe neanche rallentare in prossimità degli incroci permettendo un guadagno medio di 8 minuti a tratta. Questo vorrebbe dire una diminuzione del tempo di percorrenza del 30% circa, portandolo a 21 minuti.
I lavori appena conclusi potevano e dovevano ripristinare il sistema dei semafori asserviti che privilegia il passaggio del mezzo pubblico, dando luce verde al tram e rossa al resto del traffico.
Un vantaggio per gli utenti ma anche per Atac che avrebbe potuto usare meno veicoli su quella tratta dirottandoli su altre linee.

L’ecologia. In tutta Europa, il sedime tranviario viene annegato in un prato verde mentre su viale Trastevere e circonvallazione Gianicolense è rimasto l’asfalto (o i sampietrini). L’erba non porta solo vantaggi in termini ecologici, riducendo le isole di calore, ma migliora il rischio di dilatazione termica dei binari.

Un tratto in erba della linea 1 di Nizza

 

In alternativa all’asfalto si sarebbe potuto usare – spiega Metrovia – il calcestruzzo drenante o alcuni tipi di basolato che hanno effetti positivi assorbendo la CO2 e offrendo un impatto estetico migliore.
Qualcuno ha obiettato che il problema sta nel passaggio dei mezzi di soccorso che spesso usano la corsia centrale di viale Trastevere. Ma almeno nel segmento Casaletto-stazione Trastevere, totalmente riservato al tram, l’erba sarebbe stata una soluzione ideale.

La protezione delle corsie. C’è infine l’aspetto fondamentale della protezione della sede tranviaria su via delle Botteghe Oscure, oggi delimitata da calotte in gomma che chiunque può scavalcare. E infatti qui passano taxi, auto blu, scooter che spesso intralciano il mezzo pubblico. Così come il grande incrocio tra viale Trastevere, via degli Orti di Cesare e circonvallazione Gianicolense dove il tram resta invischiato nel flusso veicolare spesso bloccato.

Provvedimenti che avrebbero ridato slancio a un tram che nacque con grandi ambizioni e poi ha perso smalto nel tempo proprio a causa di una lentezza che non è compatibile con la vita frenetica nella quale tutti siamo costretti.

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2 risposte

  1. Soste ai semafori obbligatorie e inevitabili.
    Scarsa velocita’ non e’ sintomo di inefficienza, non vogliamo tutti citta’ a 30 km orari?
    Ho usato il tram 8 e l’ho trovato valido per il percorso che fa’.

    1. La vuoi te la città a 30 km orari! Ma de che anno sei, del 1930??
      Ma vai al parco a lancià er grano ai piccioni…

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