Il livello di decoro e manutenzione del territorio in Francia e Spagna resta nettamente superiore. Le manifestazioni ciclistiche occasione per una comparazione tra due modi di rispettare i luoghi
Il metodo di Diarioromano si basa sull’osservazione della realtà unita al confronto con i modelli di successo (best practice) adottati in altre città europee.
Allo stesso tempo diamo voce ai tanti romani che cercano un contesto urbano più simile alle altre capitali europee e si scontrano con i limiti politici e culturali della Capitale.
La radice dei problemi di Roma è stato il suo progressivo adagiarsi, della classe dirigente e della cittadinanza, su standard di mediocrità che hanno impoverito il potenziale (economico, sociale, estetico) della nostra città.
Noi siamo quelli che provavano vergogna al ritorno dai viaggi all’estero negli anni ’90, quando il divario infrastrutturale, la cura degli spazi pubblici e l’efficienza dei servizi tra Roma e il resto d’Europa appariva più evidente.
Un divario sempre più netto nella cura degli spazi pubblici, nell’efficienza amministrativa e nel senso civico che, grazie anche a una narrazione tossica che normalizza il degrado e l’inciviltà – fornendone una lettura sociologica “d’accatto” – ha provocato l’assuefazione che porta i romani a percepire come inevitabili comportamenti (graffiti, abusivismo, sosta selvaggia) che invece ledono la qualità della vita e il Bene Comune.
Dai muri imbrattati alla giungla di antenne (e liane dondolanti dai tetti) che offuscano il panorama di Roma. Dalle strade dissestate ai marciapiedi pericolosi. E, soprattutto, all’onnipresenza di automobili parcheggiate nei posti più inopportuni: marciapiedi, strisce pedonali, piste ciclabili, incroci, parterre alberati e, ovviamente, in doppia fila (cit. Il Giorno di Milano: a Roma siamo messi ancora peggio!). Allora, cosa fare?
Politicamente ripartire dal “Modello Giubileo”, trovare un terreno comune sul decoro urbano: proseguire con il rifacimento di strade, marciapiedi e aree di aggregazione, superando la logica dell’emergenza per garantire una manutenzione duratura: a quando un ASSESSORATO ALLA MANUTENZIONE E ALL’ABBELLIMENTO?
In cui una parte della manutenzione del verde e decoro (scritte sui muri) viene affidata a soggetti esterni?
E poi forgiamo il senso civico con la bellezza. Riconosciamo il bello nelle piccole cose, nei luoghi di vita quotidiana.
Per migliorare il decoro e la vivibilità, l’Europa offre modelli eccellenti di rigenerazione urbana e rispetto civico. Le città straniere non si limitano a pulire, ma adottano strategie “olistiche” che uniscono pianificazione e senso di responsabilità collettiva.
Gli eventi televisivi, sportivi e cinematografici, sono strumenti eccellenti per comprendere culture e stili di vita stranieri. Per come la vediamo noi, rappresentano un potente strumento per comprendere le culture straniere e la pianificazione urbanistica, poiché mostrano come gli spazi pubblici siano influenzati dalla progettazione urbana dei loro quartieri: le immagini del TOUR DE FRANCE mostrano le tendenze globali nell’architettura sostenibile, come i modelli di mobilità e l’integrazione del verde urbano e la gestione del decoro.
Su Diarioromano è stato pubblicato un reportage critico sull’ultima tappa del Giro d’Italia. Abbiamo evidenziato il contrasto tra la bellezza paesaggistica del percorso e il degrado di alcune aree della Capitale, sottolineando la presenza di cartelloni abusivi, erbacce e atti vandalici.
Dopo questo lungo preambolo, ripartiamo da lì. Dal confronto con riprese televisive del Tour de France a Barcellona e Bordeaux, è possibile estrarre alcune best practice.
Eccellente qualità dello spazio pubblico: la cura del verde (fasce spartitraffico ricoperte di erba tappezzante e piante sempre verdi) e le pavimentazioni (materiali d’eccellenza, tecniche di posa e design) seguono standard elevati,
Viabilità e Grandi Boulevards: efficacia nel disegno urbanistico, con ampie direttrici che gestiscono i flussi di traffico e pedoni in modo fluido ed elegante
Manutenzione del patrimonio: pulizia costante e restauro preventivo delle facciate dei palazzi, offrendo sempre un’immagine di città curata.
Spartitraffico rialzati per evitare che le auto vi parcheggino sopra. Curatissime siepi, aiuole rigogliose: Confrontatele con Roma
Notare i lampioni di design e la bande de verdure (spartitraffico a verde) con alberi a medio fusto e prato secco ma PULITO!
Quando si analizzano i video, i reportage o le immagini del Tour de France sia che ci si trovi a Barcellona o a Bordeaux, è possibile riscontrare immediatamente la cura per i dettagli estetici e tecnici.
L’armonia visiva e l’assenza di “inciampi” (buche, radici sporgenti, sampietrini sconnessi e pali dell’illuminazione o cartelli inclinati che ostacolano il transito) e dulcis in fundo, l’assenza di sosta selvaggia: i dissuasori installati lungo il perimetro dei marciapiedi, negli spartitraffico e nelle aiuole, impediscono fisicamente l’accesso e la salita delle auto sui percorsi pedonali.
La sosta in superficie è rigidamente regolamentata (da segnaletica e arredo). Auto e motorini devono occupare solo gli stalli specifici
Cordoli spartitraffico “a verde”: aiuole e bordure curate e pulite: come farà l’assessorato all’ambiente di Barcellona?
Un’isola salvagente ben disegnata, materiali di prima scelta e una posa in opera a regola d’arte. Lanterne semaforiche gialle, segnaletica ben visibile, automobilisti che rispettano la linea d’arresto ai semafori: una foto che “trasuda” civiltà e rispetto
A Barcellona le antenne sono regolamentate da severe ordinanze sul paesaggio. Per evitare il degrado visivo e proteggere l’architettura della città, gli edifici utilizzano un sistema centralizzato. Proprio come a Roma…….scherzi a parte, sono 13 anni che Diarioromano propone l’installazione di un’antenna centralizzata unica (vedasi programma Bastacartelloni)-
Rotonde e aiuole spartitraffico decorose, spazi pubblicitari di qualità, facciate di edifici monocromatici SENZA murales giganti (si-può-fare! non sempre la street art abbellisce) e SOLO antenne centralizzate. Stop alla giungla sui tetti
Gli ampliamenti dei marciapiedi (le cosiddette orecchie o angoloni) riducono la larghezza della carreggiata agli incroci o in corrispondenza delle strisce pedonali. Oltre ad accorciare lo spazio di attraversamento per i pedoni, eliminano lo spazio materiale dove i veicoli potrebbero sostare illegalmente.
Ed infine, la posa di alberi ombreggianti di taglia media (altezza 5-7 metri) con apparati radicali non invasivi. Mentre qui a Roma una minoranza rumorosa e incontentabile di ambientalisti pretende la piantumazione di essenze inadatte agli spazi angusti dei marciapiedi, che possono sollevare e rompere marciapiedi e piste ciclabili, creando pericolosi dislivelli. La redazione di Diarioromano riconosce l’importanza di aumentare la copertura verde a Roma, ma sottolinea l’importanza di conciliare la rivegetazione e l’inserimento di nuove alberature con l’assetto e la sicurezza della viabilità.
Riassumendo i punti principali: ancora una volta Il confronto tra il passaggio del Giro d’Italia a Roma e l’arrivo del Tour de France a Barcellona e Bordeaux ha evidenziato limiti strutturali, con un divario netto in termini di decoro urbano e organizzazione che impone alla Capitale di ammettere i propri difetti e prendere la Francia e la Spagna come modello da “copiare” per l’urbanistica e il decoro urbano.
L’iter del possibile nuovo regolamento per l’arte di strada non sta andando bene.
Il Municipio I, quello più interessato, chiede modifiche al testo proposto dall’Assemblea Capitolina ma ci sarebbe una sostanziale chiusura da parte del Campidoglio.
@diarioromano In particolare nella zona attorno S.Pietro. Non sono bastati i soldi di Giubileo e PNRR x garantire un benché minimo monitoraggio e manutenzione. Ma la vita dignitosa dei cittadini romani x qsta giunta conta meno delle grandi opere e delle “riqualificazioni” farlocche…🤦🏻♂️😡
Proposta da Andrea Castellani, ha già raccolto decine di adesioni. Ma occorre che tutti la firmino per far sentire la voce di chi dice basta al degrado di Roma e delle altre grandi città
I mezzi di informazione mainstream iniziano a parlare della devastazione provocata dalle scritte vandaliche. Dopo il Corriere e il Tg di Mediaset ora si spera il filone prosegua
L’albo eliminerebbe gli alibi dei vandali imbrattamuri (e di chi li protegge nella Pubblica Amministrazione). Basta seguire l’esempio di Madrid o Parigi per riportare il fenomeno ad una misura accettabile
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