Il nuovo a.d. di Acea Fabrizio Palermo guadagnerà 1,3 milioni l’anno

Lo rivela il quotidiano "Domani". Gualtieri lo avrebbe scelto per il termovalorizzatore, costi quel che costi. Ma l'azienda deve garantire un livello accettabile di servizi e oggi non lo fa
Fabrizio Palermo (foto il fatto quotidiano)

 

La nomina di Fabrizio Palermo alla guida di Acea ha preso quasi tutti in contropiede. Il consigliere capitolino di Azione, Francesco Carpano, ha dichiarato a RomaToday di averlo appreso dai giornali. “Allucinante che in consiglio nessuno sapesse nulla“, ha spiegato Carpano. Secondo quanto riferisce il quotidiano “Domani”, anche in Acea la notizia era alquanto inaspettata tanto più quella del suo stipendio.

Fabrizio Palermo guadagnerà più di 1,3 milioni di euro l’anno lordi, oltre ad aver già recepito una buona entrata di 250 mila euro. Secondo un calcolo approssimativo, lo stipendio del manager sarà di circa 63 mila euro netti al mese. Nessuno scandalo secondo diarioromano, anzi su queste pagine difficilmente leggerete parole di indignazione per retribuzioni elevate. Ma a queste debbono corrispondere una alta professionalità e ottimi risultati.

L’amministratore delegato uscente, Giuseppe Gola, aveva uno stipendio di circa 700 mila euro lordi ma per le sue dimissioni premature rispetto alla fine del mandato (sarebbe potuto restare per altri 7 mesi), Gola ha negoziato una buona uscita di 2,5 milioni, oltre a un tfr di 172 mila euro e altri incentivi per 153 mila euro. Pertanto tra fee di ingresso e di uscita, Acea ha pagato 3 milioni e 75 mila euro questo cambio al vertice.

Si tratta pur sempre di un’azienda pubblica, controllata dal Comune di Roma che ne detiene il 51%, e dunque deve giustificare le proprie scelte, pur mantenendo una autonomia gestionale e manageriale. A leggere l’articolo ben informato che Emiliano Fittipaldi ha pubblicato su “Domani”, a spingere per l’arrivo di Palermo è stato il sindaco Gualtieri tanto è vero che dal Pd romano già preconizzano due scenari: il primo prevede la realizzazione del termovalorizzatore entro la fine della consiliatura e sarebbe un successo per il sindaco e per Palermo. Il secondo scenario immagina il termovalorizzatore impantanato e in questo caso sia Gualtieri, sia il manager Acea vedrebbero fortemente limitato il proprio futuro.

 

Dunque il vero e unico obiettivo che Fabrizio Palermo dovrà portare a casa, sarà la costruzione dell’impianto per il trattamento dei rifiuti anche se ufficialmente si dice che il suo profilo manageriale dovrà far crescere Acea fino al livello delle multiutility del nord, come A2A o Hera, le municipalizzate di Milano e Bologna che ormai sono una potenza su tutto il territorio nazionale. Ne avrà davvero le capacità? Mario Draghi decise di non confermarlo alla guida di Cassa Depostiti e Prestiti dove l’aveva nominato Giuseppe Conte. A Conte era stato segnalato da Massimo D’Alema e poiché D’Alema è in ottimi rapporti anche con Gualtieri, sono in molti a pensare che il Sindaco abbia voluto forzare l’uscita di Gola e sostituirlo con Palermo proprio su indicazione dell’ex segretario Pd.

Insomma, costi quel che costi, Gualtieri sta costruendo attorno a sé un fortino tutto teso alla costruzione del termovalorizzatore. E’ come se avesse messo sul piatto la sua carriera politica e non può sbagliare. Ma Palermo, oltre a concentrarsi su questo importante desiderio del sindaco, riuscirà a far funzionare Acea in un modo decente anche per tutti gli altri servizi? Oggi troppe strade della capitale vengono lasciate al buio per intere settimane, così come quelle che sono semplici operazioni in altre città, a Roma si rivelano imprese titaniche: una nuova utenza, l’allaccio di acqua o energia elettrica. Per non parlare di mancati subentri, fatturazioni anomale senza attivare i controlli sui contatori. Acea non brilla per efficienza e disponibilità nei confronti dell’utente.

Va bene il termovalorizzatore, va bene lo stipendio da top manager, ma una maggiore attenzione ai servizi di tutti i giorni è indispensabile.

 

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Una risposta

  1. Scandaloso da parte del sindaco di Roma, un ignavo incallito, la nomina di un nuovo amministratore delegato ad Acea, cin uno stipendio di 1,3 milioni di euro/anno e, cone se non bastasse, un gettone di entrata di 250.000 euro. Scandaloso per chi non riesce a pagare le bollette acea di gas ed energia. Per quella somma, sarebbe stato superbravo chiunque, magari pur avendo meno “vizietti” di Fabrizio Palermo. Povera Italia!!

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