Il nostro impegno continua ma le pubblicazioni non saranno più regolari

Dopo quasi 10 anni, diarioromano rallenta il ritmo, pur restando una voce attenta e aperta al contributo di cittadini e comitati. Un momento di riflessione per la metà del mandato di Gualtieri

Si può dare un giudizio positivo o negativo dei primi due anni e mezzo di amministrazione Gualtieri ma una cosa è certa: l’ascolto e l’apertura ai cittadini promessa in campagna elettorale non c’è stata. Il Sindaco e gli assessori (con qualche sporadica eccezione) si sono mostrati chiusi e poco propensi a confrontarsi con chi il territorio lo vive e lo conosce. Nel solco della giunta Raggi si sono prese decisioni e stabiliti progetti senza partecipazione, contando sul fatto che il giudizio arriverà alla scadenza del mandato a ottobre del 2026.

Una realtà come diarioromano non può che prenderne atto e trarne le conseguenze. L’obiettivo di questo giornale non era certo ricavare denaro (tanto è vero che fino all’ultimo abbiamo rifiutato proposte anche allettanti di agenzie pubblicitarie), né ottenere visibilità personale. Quando i due responsabili hanno deciso di avviare questa esperienza lo hanno fatto perché pensavano di poter offrire un contributo positivo alle scelte dell’amministrazione. Lo abbiamo fatto durante l’esperienza di Bastacartelloni, prendendo parte alla riforma degli impianti pubblicitari, lo abbiamo fatto collaborando sul delicato tema delle Osp e dei tavolini, lo abbiamo fatto dando il nostro parere (negativo!) sulla festa della befana di piazza Navona e in molte altre occasioni. Nessun tornaconto personale anzi solo remissione di tempo e denaro. Lo scopo però era “dare una mano” nel senso di fornire possibili soluzioni, fare, sostenere, stimolare dibattiti pubblici. Ma se questo sostegno non è richiesto e anzi visto con un certo fastidio ne prendiamo atto.

Già durante gli anni della giunta Raggi abbiamo dovuto assistere a un colossale muro di gomma che respingeva ogni tentativo di interlocuzione. E oggi possiamo ben dire che se invece Raggi & Co. l’avessero accettata quell’intelocuzione (con noi ma anche con le tante altre vitali realtà cittadine), Roma si sarebbe risparmiata tanti immani disastri; uno su tutti riguarda le accorate denunce che il nostro Mercurio Viaggiatore fece sulle innumerevoli mancate manutenzioni alle infrastrutture della mobilità cittadina, con i conseguenti problemi che stanno richiedendo anni per essere risolti.

Con l’avvento della giunta Gualtieri non è che ci fossimo fatte troppe illusioni, avendo dovuto prendere atto fin dall’inizio della scelta di un generale non eccelso profilo nella scelta degli assessori, ma non ci aspettavamo di dover continuare a predicare nel deserto, assistendo nel contempo a una città che continua ad avvilupparsi in una spirale di degrado. 

Per cui siamo costretti a porci la domanda se sia utile proseguire con lo stesso impegno di prima e la risposta che ci siamo dati è: certamente è utile proseguire ma rallentando il ritmo. Siamo costretti a farlo per non pagare un prezzo troppo alto in termini personali (il tempo sottratto alla vita privata, agli altri impegni di lavoro) e in termini economici (il costo del server, dei collaboratori tecnici, delle fotografie, etc). Prima che qualcuno festeggi, sottolineiamo che diarioromano non chiude ma gli articoli e le foto che per quasi nove anni sono usciti quotidianamente – pure nei giorni festivi, a Natale, a capodanno, a ferragosto, in emergenza Covid – ora usciranno saltuariamente. Già negli ultimi mesi, i lettori più attenti avranno notato che durante la settimana ci siamo presi due o tre giorni di pausa, adesso la pausa sarà più lunga. Ma questo non toglie nulla all’attenzione che noi e i nostri collaboratori si continuerà ad avere sul territorio e sulle materie di competenza di ciascuno. Gli articoli di Mercurio Viaggiatore nel campo del trasporto pubblico, di Fabio Rosati come voce dei pendolari, di Riformista Solitario, di Marco Valerio, di Lorenzo Grassi e di tanti altri proseguiranno a uscire e speriamo a catturare l’attenzione dei lettori.

Paradossalmente prendiamo questa decisione mentre i numeri sulle visualizzazioni degli articoli sono ottimi, non ultimo quello sulla Garbatella uscito in queste ore che sta raggiungendo migliaia e migliaia di lettori. E proprio questo dimostra quanto il nostro impegno sia svincolato dalla ricerca del successo o del denaro, ma è solo desiderio di vivere in una città migliore (come dice lo slogan di diarioromano). Pertanto invitiamo i comitati e i semplici cittadini a proseguire nelle segnalazioni e nell’invio di materiale che sarà pubblicato.
Nel corso del prossimo autunno faremo, assieme ai lettori, una nuova riflessione sul futuro di questa esperienza che riteniamo unica nel panorama dell’editoria libera della capitale. Diarioromano non solo raggiunge un numero alto di visite ogni giorno, ma è inserito nella rassegna stampa di google risultando in cima ai risultati di ricerca. I nostri articoli sono sul tavolo di assessori, consiglieri comunali e regionali, di uffici stampa e istituzioni. Crediamo, senza presunzione, che quasi nessuno abbia raggiunto obiettivi simili senza capitali e senza un vero editore. E’ frutto solo dell’impegno e del lavoro quotidiano che non verrà meno, ma sarà solo diradato nel tempo.

Siamo certi che i lettori più affezionati comprenderanno le ragioni di questa scelta e proseguiranno a seguirci e a contribuire come hanno sempre fatto fin qui.

 

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Il nostro impegno continua ma le pubblicazioni non saranno più regolari.
Dopo quasi 10 anni rallentiamo il ritmo, pur restando una voce attenta e aperta al contributo di cittadini e comitati. Un momento di riflessione a metà mandato di @gualtierieurope.

Stiamo perdendo anche Garbatella?
“Sarebbe urgente mettere un argine a tutto questo se non vogliamo stravolgere molte nostre città, che si stanno trasformando in mega luna park, e ristoranti a cielo aperto.” Il contributo di una lettrice.

Inseguendo Lafuente, l’architetto che costruì il Moderno a Roma.
In anteprima per diarioromano, le fotografie dell’ultimo libro di Stefano Nicita su uno dei più interessanti progettisti del novecento.
@sfnnicita
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