Il mercatino illegale di V.le Carlo Felice

Una mattina qualsiasi a viale Carlo Felice, dove è ormai fisso il mercatino del rifiuto (o del rubato), del tutto illegale ma apparentemente impossibile da contrastare da parte delle nostre forze dell’ordine. Qualche foto rubata (che gli “esercenti” si inalberano se vedono qualcuno che fa foto).

 

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Poi arriva la Polizia ed i venditori si spostano dall’altra parte della strada, in attesa che vada via.

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Ed appena via la Polizia si riaprono le esposizioni:

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Dopo aver preso preso queste immagini, ci siamo spostati sull’altro lato della strada proprio quando uno di questi straccivendoli svuotava il suo sacco di roba dentro un cassonetto (per non si sa quale motivo); la cosa grave è che il tizio ha svuotato il suo carico di stracci dentro il cassonetto della plastica, mandando a farsi benedire la differenziata in esso contenuta. Chiaramente a questa gentaglia non interessa nulla della raccolta differenziata così come del decoro e della pulizia che ogni strada della città merita.

Viale Carlo Felice poi potrebbe essere una strada modello per Roma, con costruzioni eleganti, ancorché non particolarmente ricercate, delle belle file di alberi ed un giardino che la percorre per tutta la sua lunghezza. Eppure anche un luogo del genere può venir deturpato impunemente per mesi senza che le forze dell’ordine sappiano fare altro che mandare via periodicamente gli straccivendoli.

 

C’è però chi vorrebbe cercare di superare questa situazione e per far ciò sta provando a mettersi in contatto con chi abita sulla strada o nei dintorni ed è disposto a prendere qualche iniziativa. Se siete interessati, o se conoscete qualcuno che potrebbe esserlo, scriveteci al nostro indirizzo (redazione@diarioromano.it) e vi metteremo in contatto.

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Ci sono strade, ad esempio via della Croce, che sono ormai una distesa di tavoli senza alcuna regola, da anni, dove è difficile anche camminare a piedi!
Sarebbe interessante avere un aggiornamento dal pres. @Andrea_Alemanni, che dovrebbe occuparsi di OSP nella sua commissione.

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