Il maltempo non può danneggiare le Mura Aureliane. Gli uomini sì

Scritta vandalica Mura Aureliane

 

L’hanno rifatto e lo rifaranno ancora. D’altronde dal loro becero punto di vista perché dovrebbero smettere? Nessuno se li fila, nessuno li multa, nessuno li costringe a ripulire il danno enorme al patrimonio artistico di Roma. Solo Romafaschifo ha segnalato l’episodio con due diversi articoli. E loro, gli scribacchini di Acrobax, hanno pure insultato il responsabile del blog, senza provare la minima vergogna, affermando che le Mura Aureliane non sono un monumento, ma solo mattoni.

E’ la conseguenza di anni di sottovalutazione del fenomeno scritte vandaliche, di impunità totale per chi ritiene che questo sia il metodo giusto per ricordare un amico scomparso.

Nella foto qui in alto (tratta dal sito Romafaschifo) vedete l’ultima gigante scritta che hanno lasciato in zona San Lorenzo. Nella foto sotto, invece, vedete un’altra scritta, di alcune settimane fa, della quale si sono vantati pubblicando le immagini sulla loro pagina Facebook.

 

Scritta vandalica Mura Aureliane 2

 

E presto ne vedremo altre, sempre sulle Mura Aureliane, che stanno lì dal 3° secolo dopo Cristo e che hanno resistito ai barbari, agli incendi, ai sacchi di Roma ma che forse non resisteranno alla capitale abbandonata del 21° secolo.

L’assessorato alla cultura tace, il ministro dei Beni Culturali tace, il Sindaco tace e la Polizia Municipale si guarda bene dal multarli. Come se queste scritte non esistessero, come se non fossero uno sfregio ad un pezzo di storia.

Eppure quando è la pioggia o i normali danni dei secoli a provocare dei crolli tutti si allarmano. Nel 2001, per il crollo nei pressi di Porta Latina ci furono articoli di giornale, interrogazioni consiliari. Nel 2014, quando venne giù un pezzo a piazzale Ardeatino la stampa si mosse, tutti a chiedere provvedimenti.

Se invece sono gli uomini, con nomi e cognomi, a commettere qualcosa che potrebbe essere evitato con un minimo sforzo, tutto tace. Sembra una conseguenza inevitabile come la morte. Morte che gli imbrattatori hanno augurato al responsabile del sito Romafaschifo perché li aveva accusati di commettere un danno su un monumento. E loro, oltre che il simpatico augurio di andare nell’al di là, hanno pure affermato che quello non è un monumento. E che i muri sono di chi vive in città!!!!!!!

Se vogliono farci lo stesso augurio ci mettiamo anche noi in lista. Ma alla Polizia Municipale di Roma vogliamo far notare che a New York, i loro colleghi regalano 500 dollari a chi permette l’arresto di graffitari. Qui a Roma, ci becchiamo solo minacce di morte.

 

polizia new york graffiti

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2 risposte

  1. La cosa peggiore non è l’idiozia evidente di questi minus habens, ma l’irresponsabilità di chi gli permette ancora di fare queste schifezze impunemente.
    Mica che bisogna prenderli a bastonate come fanno a Singapore, basta costringerli a ripulire le scritte, senza rovinare il monumento, mettendoci tutto il tempo che serve. Ci arriveremo mai?

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