Il disastro della metro C: senza nuove misure verso percorrenze da treno regionale

Oltre al rischio di fermare la linea per la revisione dei treni, senza proroghe tipo quelle concesse dal MIT per le metro A e B, secondo Salviamo la Metro C mancano gli investimenti per l'acquisto di nuovi treni

Dopo la notizia della drastica riduzione del servizio delle metro A e B, con le corse fino alle 21 per più di un anno, si scopre che anche la metro C si avvia verso il collasso.

L’informazione proviene da un articolo di Repubblica che è stato ulteriormente elaborato da Salviamo la Metro C.

In sostanza, la metro C si avvia a perdere un treno ogni trenta giorni causa revisione, fino al completo stop del servizio. Questo se non si trova una soluzione tampone come fatto per le metro A e B, dove il Comune ha ottenuto una proroga per l’esercizio dei treni da parte del Ministero dei Trasporti.

Secondo Salviamo la Metro C una tale proroga sarà più difficile da ottenere perché nella metro C i treni sono automatici, ossia senza autista, e qindi le revisioni più delicate.

 

C’è però un’ulteriore preoccupazione segnalata da Salviamo la Metro C e riguarda l’assenza di risorse previste per dotare la metro C dei treni necessari a svolgere il servizio atteso. Così ne scrivono:

Peccato che in questo primo bilancio dell’era Gualtieri non sia stato stanziato un euro per l’acquisto di nuovi treni della Metro C. In particolare, per integrare i 36 milioni finanziati dal Decreto Ministeriale n. 86 del 2 marzo 2018, da soli non sufficienti per acquistare 6 treni, ai quali si sarebbero aggiunti i 2 treni già finanziati nel quadro economico della tratta T3. Un lotto di 8 treni complessivi che avrebbe portato il parco rotabile da 13 a 21 unità già entro l’inaugurazione della nuova tratta.

Invece, all’orizzonte c’è una figuraccia internazionale certa già da oggi. L’apertura di Fori Imperiali alla fine del 2024 avverrà con frequenze da treno regionale, o poco meglio. La Linea C sarà lunga 21 km (più della Metro A e più della Laurentina Jonio o della Laurentina Rebibbia) ma con un parco rotabile di 15 treni che tra riserve e manutenzioni non basterà per garantire frequenze che caratterizzano il tradizionale esercizio di una linea metropolitana.
Quel giorno Gualtieri e Patanè potranno prendersela non solo con la Raggi ma anche con loro stessi.
Un’analisi simile Salviamo la Metro C l’aveva fatta già a fine novembre 2021 ma pare che i mesi passino senza che la situazione venga affrontata nella sua gravità.
I problemi che l’attuale amministrazione si trova ad affrontare, soprattutto in materia di mobilità, sono davvero da togliere il sonno e sono frutto di cinque anni di governo di incapaci totali.
La qualità dei nuovi amministratori è senz’altro maggiore, e questo in parte conforta, ma abbiamo imparato tutti che dare deleghe in bianco non è mai una buona cosa, per cui sarebbe consigliabile che l’amministrazione si offrisse ad un confronto periodico e pubblico con chi certi temi li tratta con competenza da anni, avendo dimostrato di essere spinto solo da spirito di servizio.

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