III° Municipio: la Capoccioni torna a correre per la presidenza

Roberta Capoccioni e Marcello De Vito

 

Più volte ci siamo occupati del  III° Municipio. La giunta presieduta dalla grillina Roberta Capoccioni è caduta dopo mesi di stallo, sfiduciata da alcuni consiglieri pentastellati che sono passati all’opposizione.

Al di là delle questioni politiche, quello che diarioromano aveva denunciato tra i primi, era il rischio che la crisi della giunta locale potesse far saltare alcuni importanti progetti. E così è stato! Il ponte ciclopedonale sull’Aniene probabilmente non vedrà la luce per molti anni ancora nonostante fosse stato già finanziato; nessuna soluzione per il  TMB Salario che produce odori nauseabondi così come per il parcheggio del mercato Serpentara. Alle nostre preoccupazioni avevano risposto con offese alcuni militanti 5stelle che ci avevano dato dei buffoni. Purtroppo avevamo ragione, perché in quell’importante pezzo di Roma (Montesacro, Tufello, Bufalotta, Città Giardino), tutto è fermo.

La cosa che ha suscitato più polemiche, però, è stata la scelta di questi giorni presa dalla Sindaca che ha incaricato la stessa Roberta Capoccioni come sua delegata. In sostanza la Raggi ha rimesso sullo scranno di piazza Sempione colei che era stata cacciata dalla sua stessa maggioranza. Ma non basta. Il M5S ha deciso che la Capoccioni correrà di nuovo come presidente alle prossime elezioni che si terranno il 10 giugno. Questa volta la candidata non è stata scelta con il voto on line o dopo una consultazione tra gli iscritti al Movimento. E’ stata semplicemente paracadutata dall’alto, esattamente con lo stesso sistema che i grillini hanno tanto criticato a livello nazionale per la scelta dei candidati al parlamento. Alle proteste dell’opposizione sulla scelta della delegata della Sindaca, il capogruppo Ferrara ha risposto così.

 

Come se fosse corretto dare schiaffi alla democrazia per il sol fatto che altri hanno fatto la stessa cosa!

Che Roberta Capoccioni fosse blindata si era capito da molto tempo. Oltre ad essere stata assistente parlamentare della Lombardi, è una delle principali rappresentanti della corrente che fa capo a Marcello De Vito e alla stessa Lombardi. Tanto è vero che la sua assessora di punta era proprio Giovanna Tadonio, moglie di Marcello De Vito. Nella spartizione interna al Movimento romano, il III° Municipio spettava appunto alla corrente Lombardi/De Vito e dunque nessuno si è posto il problema di scegliere un candidato migliore data la pessima prova offerta dalla Capoccioni in questi due anni.

Questioni interne ai 5stelle, direte voi, che importa? E invece importa. Perchè è stato proprio per le beghe interne al Movimento che il III° Municipio non è di fatto mai stato governato e le opere importanti previste per quella zona non sono state portate avanti. Insomma la città ha pagato per le liti tra grillini. Sarebbe stato opportuno evitare di ripetere lo stesso errore.

Inoltre, secondo un’indiscrezione pubblicata da Il Messaggero alcuni giorni fa, in qualità di delegata del Sindaco, la Capoccioni incasserà uno stipendio di 40 mila euro per poco più di due mesi. Se la cifra fosse confermata, sarebbe davvero un brutto segnale per chi fa del taglio dei costi della politica la propria bandiera.

Paolo Pace

 

Infine uno sguardo anche all’VIII° Municipio, anch’esso caduto per liti interne al Movimento 5Stelle. Paolo Pace, l’ex presidente grillino dimessosi in polemica con la Raggi e i consiglieri del suo Municipio, dovrebbe candidarsi nuovamente come presidente in quota centro-destra. Sebbene la notizia non sia ancora ufficiale, sembra che Pace abbia buone chanches di essere canditato. In alternativa, sempre per il centro-destra, si fa il nome di Simone Foglio vice coordinatore romano di Forza Italia. Il centro-sinistra sceglierà invece il proprio candidato con le primarie il prossimo 28 aprile, anche se molti danno per favorito Enzo Foschi del Pd.

Ancora nessun nome per il Movimento5stelle. La scelta non sarà facile in quanto è quello il Municipio con i dossier urbanistici più scottanti (ex Fiera di Roma, centro direzionale di piazza dei Navigatori, ex Mercati Generali) e servirà una personalità in grado di non bloccare tutto ma nel contempo che non scontenti la base grillina, da sempre scettica sulle grandi opere.

 

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