I risultati del “lavorare indefessamente pancia a terra”

1 Commento

 

 

A piazza di Spagna tradizionalmente svettavano cinque maestose palme, le quali sembrano aver resistito anche all’invasione del maledetto punteruolo rosso, il parassita che ha decimato le palme a Roma a partire dal 2009.

 

Poi non si sa cosa sia successo, ma a partire dal 2016 le palme hanno cominciato a sparire dalla piazza.

La prima si è persa a dicembre del 2016.

 

 

 

La seconda a febbraio 2018.

 

 

 

Al tempo del secondo abbattimento l’allora assessore all’ambiente Montanari ebbe a dichiarare:

… i tre esemplari rimasti godono di buona salute e sarà cura di questa amministrazione provvedere al reimpianto dei due esemplari abbattuti una volta ottenuti i fondi a bilancio“.

 

Era il marzo 2018, da allora sono passati 17 mesi e la situazione sulla piazza è ancora questa:

 

 

Sempre le sole tre palme sopravvissute, con l’erba rasata (un vero lusso nel panorama romano) ma desolatamente e completamente secca.

 

Purtroppo al momento il vertice istituzionale responsabile del verde cittadino è in gran parte vacante, vista l’assenza di un assessore all’ambiente e le recenti dimissioni del capo del Dipartimento (come abbiamo documentato di recente).

Ci sarebbe il Sindaco Raggi a detenere tutte le deleghe all’ambiente, incluso quella per il verde urbano, ma al momento ella risulta in vacanza.

 

In mancanza quindi di qualcun altro a cui chiedere come sia possibile che in uno dei luoghi più in vista e visitati di Roma non si riescano a mantenere in condizioni decenti due piccole aiuole e cinque palme, proviamo a prendercela con l’unico riferimento rimasto in materia, ossia il presidente della commissione ambiente Daniele Diaco.

In un suo recente post il presidente Diaco aveva addirittura usato la formula “lavorare indefessamente pancia a terra”, volendo evidentemente significare (pur con espressione al limite del ridicolo) che ce la stanno mettendo proprio tutta.

Ebbene vorremmo far sapere al presidente Diaco che i loro sforzi non solo hanno precipitato tutto il verde romano in uno stato che mai si era visto, ma non sono riusciti a preservare un minimo di decoro neanche nei luoghi simbolo di Roma.

 

Cos’altro se non la più totale incapacità di gestire questioni anche molto semplici può spiegare il degrado di un angolo tanto piccolo quanto significativo come le aiuole di piazza di Spagna?

Articoli correlati

1 Commento

  1. mario

    Ah Diaco, e mettice ‘na moquette verde brillante su ‘st’aiuole, armeno si stai pancia a terra nun te sporchi

Partecipa alla discussione

La tua email non sarà pubblicata. I campi obbligatori sono indicati con (richiesto)

Tweets

Tavolini e dehors ovunque? E' un po' quello che propone @AndreaCoiaM5S nella sua delibera che vede pochi oppositori tranne @OrlandoCorsetti. Inspiegabile il silenzio di @Sabrinalfonsi. diarioromano.it/?p=36334

La parabola discendente del car sharing comunale. Mentre @car2goItalia, @Enjoy e @sharengozd fanno numeri sempre maggiori, il servizio pubblico si ferma a 34 mila noleggi l'anno. Tanto vale chiuderlo. @materia__prima diarioromano.it/?p=36270

Video diario
Newsletter
Rimani aggiornato! Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere direttamente nella tua casella di posta elettronica gli ultimi articoli pubblicati.