I piccoli parchi e i giardini passano ai Municipi. Per ora solo in II e III

Entro l'anno il Comune cederà sei milioni di metri quadri di aree verdi. Obiettivo: una migliore cura e agevolare il sovraccarico Servizio Giardini
parco Mario Riva

 

Questo piccolo parco intitolato a Mario Riva, piuttosto sgarrupato e secco, è una delle 69 aree verdi nel II Municipio che fino a pochi giorni fa erano di competenza comunale. Mercoledì scorso il Campidoglio ne ha ceduto alla gestione al Municipio con la firma di un accordo tra gli assessori Zevi, Alfonsi e Catarci e la presidente Francesca Del Bello.

Si tratta di un passo importante nella direzione del decentramento che era stato richiesto dagli amministratori locali e che permette un controllo più attento del territorio da parte dell’ente di prossimità. La Del Bello lo aveva inserito anche nel suo programma elettorale (al punto 9.3) e in effetti è riuscita ad ottenerlo in un tempo relativamente breve.

Già il III Municipio aveva preso la gestione delle piccole aree verdi mentre per il resto della città queste sono ancora di competenza comunale. Si tratta di giardini, parchi, aiuole che non superano i 20 mila metri quadri. Gli addetti capitolini del Servizio Giardini non hanno le forze e i mezzi per prendersene cura pertanto o venivano affidate tramite bando di gara a società private, o finivano nell’abbandono e nel degrado.

Il passaggio al Municipio dovrebbe permettere appalti più snelli e gare più veloci. Il II è il Municipio tra i più verdi di Roma: ha la maggiore superficie “green” dopo il IX e il X che però contemplano delle vere foreste (per esempio Castel Fusano). Oltre alle grandi ville storiche (ne ha 10 sulle 32 della città tra le quali Villa Ada, Villa Borghese che restano di competenza comunale), conta 69 aree decentrate (per esempio il Parco ai Caduti di San Lorenzo, il Villaggio Olimpico, il Parco Mario Riva, Villa Balestra). Per il 2022 avrà a disposizione un milione di euro per la manutenzione ordinaria e 1,4 milioni per quella straordinaria. Non è molto ma è certamente più di quello che attualmente investe il Campidoglio.

Si tratta di 329 mila metri quadrati (veramente tanti) che troppo spesso scontavano la trascuratezza comunale. Non c’è da aspettarsi che adesso diventino come i giardini di Zurigo, ma certamente godranno di una attenzione maggiore e soprattutto i cittadini sapranno con chi prendersela e con chi lamentarsi.

Un accordo simile era stato firmato i primi di giugno tra Campidoglio e III Municipio. In questo caso i fondi concessi sono minori (quasi 700 mila euro), sebbene la superficie in metri quadri sia simile al II. Ma è anche vero che molte aree del III sono quasi spazi di campagna che richiedono un impegno meno diretto.

Tra le aree più frequentate ci sono: il Parco della Cecchina, il giardino di via Valsolda, Parco dei Sassi al Nuovo Salario, giardino Angelo Musco alla Serpentara, il Parco Castel Giubileo a via Bolognola e l’area di Villa Faonte alle Vigne Nuove, anche detta Passo del Turchino.

Il III e il II sono solo i primi di una lunga lista di Municipi che piano piano si faranno carico di tutto il verde. Il piano di decentramento fu adottato dalla giunta Gualtieri a fine 2021 e prevede che 6 milioni di metri quadrati venga assegnata ai Municipi. E contestualmente anche i fondi.

Molti comitati di quartiere sono in attesa di capire quali forme di collaborazione potranno nascere adesso con i Municipi, certamente più aperti all’ascolto rispetto agli uffici comunali. C’è poi il tema delle aree gioco per i bambini e delle aree cani. Di queste ultime ci eravamo occupati in aprile, provando a spiegare perché le 190 aree della città versano in condizioni di degrado. Il passaggio definitivo ai territori potrebbe portare ad un miglioramento.

Staremo a vedere perché ci vorranno alcuni mesi prima di poter tracciare un bilancio.

 

 

 

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