Giornate del Fai: sette luoghi da vedere il prossimo week end

Per la prima volta accesso a Palazzo Borromeo e Villa il Vascello. Tornano le visite di primavera dopo la sospensione per il Covid. Aperta anche Villa Alberoni

 

Palazzo Borromeo è un luogo segreto. Qui accedono da anni solo i potenti: si incontrano, per ricordare i Patti Lateranensi, le più alte cariche dello Stato (il Presidente della Repubblica, i presidenti di Camera e Senato, il premier) e i rappresentanti del Vaticano.

L’edificio che si trova a due passi da piazzale delle Belle Arti è sede dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede e per la prima volta, sabato e domenica prossimi, sarà visitabile dal pubblico.

E’ una delle due esclusive di questo fine settimana dedicato dal Fai, il Fondo per l’Ambiente, alla 29° edizione delle giornate di primavera. Lo scorso anno l’appuntamento saltò per via del Covid, mentre quest’anno si svolge in forma ridotta ma senza per questo perdere la sua qualità.

Nella nostra città sono sette le attrazioni normalmente chiuse alle visite e che saranno aperte in via straordinaria su prenotazione.

Palazzo Borromeo è forse quello da scoprire con maggior sorpresa perché sono quasi sessant’anni che qui non entra nessuno che non debba partecipare ad un evento di rappresentanza. Fu costruito nel 1561 e passò dalla famiglia Borromeo a quella Colonna, fino a che nel 1900 fu venduto al cavalier Balestra. Le varie proprietà hanno permesso di accumulare al suo interno magnificenze da ammirare come una ricca collezione di arte contemporanea e un giardino suggestivo.

Altra esclusiva di quest’anno è la Villa il Vascello, tra l’Aurelia Antica e via delle Fornaci. Oggi è la sede del Grande Oriente d’Italia e, si sa, la massoneria non è mai molto favorevole a mostrare i propri tesori. L’eccezione per il Fai ha attirato grande interesse, tanto che i posti stanno per esaurirsi. La lunga storia della villa seicentesca trova un ammiratore nel generale Giacomo Medici, garibaldino al quale il re Vittorio Emanuele II aveva attribuito il titolo di “marchese del vascello”. Da qui prende il nome l’edificio dall’aspetto rinascimentale. Al piano terra una enorme biblioteca che si potrà ammirare insieme al giardino restaurato di recente con alberi mediterranei, palme e piante esotiche.

 

Da non trascurare l’Istituto Storico dell’Arma del Genio in piazza Maresciallo Giardino. Un esempio di architettura razionalista al cui interno sono conservati plastici, modelli e disegni sulle invenzioni e sulle opere dell’ingegneria militare italiana. Secondo alcuni è uno dei migliori musei di questo genere nel mondo.

Non è una novità assoluta ma i villini adibiti a sedi dell’Università Luiss restano luoghi da non perdere. Villa Alberoni, sulla Nomentana, ha una storia centenaria partita alla fine del cinquecento, quando qui c’era ancora una vigna. Passata dal Cardinal Alberoni alla Compagnia di Gesù, fu poi venduta a Pietro Roesler Franz e alla Compagnia Fondiaria. Il conte Enrico Lutzow adibì un nuovo villino a sua residenza privata: fu realizzato da Armando Brasini e Francesco Bruno nel 1929.
A poca distanza la celebre Villa Blanc (nella foto sopra) che prende il nome dal Barone Alberto Blanc che nel 1893 volle realizzare un parco e un edificio unici nella cultura architettonica romana. Un giro nella villa farà da macchina del tempo: si passa da una sala da pranzo quattrocentesca, alla loggia esterna neoclassica, passando per una torre neogotica e una sala da ballo mediorientale. Un raro esempio di eclettismo ben riuscito.

Sempre a Roma la bella villa Mirafiori, sede della facoltà di lettere e filosofia e poi poco distante dalla capitale, saranno aperti a visite guidate il parco di Villa Gregoriana a Tivoli, il borgo di Castel Gandolfo, il Monte Musino a Sacrofano e Ponte Lupo a Poli.

Prenotazioni e informazioni sul sito del Fai a questo link.

 

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