Giardino barocco di via Giulia: lavori a rilento

Nascerà sopra il parcheggio ma l'apertura prevista per ottobre slitta alla primavera 2022. Atteso da 10 anni, era stato bloccato dalla giunta 5Stelle. Ecco come sarà

 

Nelle foto lo stato del cantiere del tanto atteso giardino barocco che dovrà sanare la ferita aperta da 10 anni in un luogo magico. Tra via Giulia e Lungotevere dei Sangallo, accanto al Liceo Virgilio, un enorme spazio era in abbandono dal 2011. Dopo l’inaugurazione del parcheggio sottostante è iniziata una diatriba tra Campidoglio, Municipio, Sovrintendenze e costruttore per decidere il destino di un’area cosi pregiata.

Finalmente nel 2016, dopo un lungo iter, confronti e scontri, si è giunti alla risoluzione di realizzarvi un giardino barocco, con una vista panoramica verso il Gianicolo. La progettazione è stata affidata a tre importanti studi di architettura: gli svizzeri Vogt Landschaftsarchitekten e Diener & Diener Architekten e l’italiano Garofalo-Miura. Francesco Garofalo, fondatore dello studio romano, morì ad agosto 2016, poche settimane dopo la conclusione dell’incarico assieme ai colleghi transalpini.

Ma l’approvazione in conferenza dei servizi avvenuta a maggio del 2016 non segnò l’effettivo inizio dei lavori. L’avvento della giunta Raggi bloccò anche questo iter, così come tante altre opere a Roma. Il progetto finì in un cassetto senza motivo e l’area è rimasta per altri quattro anni circondata da lamiere e bandoni indecorosi. 

Solo a ottobre del 2020 l’assessore Calabrese si è deciso a portare la delibera in Giunta per l’approvazione. “Un ritardo ben oltre il tollerabile“, lo definì l’allora presidente del I Municipio Sabrina Alfonsi. 

Fatto sta che i lavori sono finalmente iniziati a febbraio del 2021 con la classica frase di circostanza della Sindaca Raggi affidata ai suoi social: “Non vediamo l’ora di restituire questo piccolo gioiello al quartiere“. Ma se davvero non vedeva l’ora perché ha tenuto il progetto fermo per più di quattro anni?? 

Acqua passata, direte voi, ma non è così. Roma è disseminata di belle iniziative che languono a causa dell’inerzia colpevole di una amministrazione che non ha saputo guidare l’ordinario, figurarsi lo straordinario.

Abbiamo fotografato il cantiere da una posizione privilegiata per valutare se i tempi indicati sul sito della Cam, la società costruttrice del parcheggio e incaricata di realizzare parte del giardino, sarebbero stati rispettati. Ma purtroppo non è così: secondo le previsioni i lavori si sarebbero dovuti concludere il 30 ottobre del 2021 e invece slitteranno di almeno altri otto mesi.

C’è da sperare che si riesca ad inaugurare entro la fine della primavera 2022. Vediamo allora grazie ai render realizzati dallo studio Vogt come sarà il nuovo giardino, immaginato come un percorso di comunicazione tra la magnifica via Giulia e il fiume. Quest’area è stata profondamente rimaneggiata negli anni ’30 quando fu costruito l’edificio che ospita il Liceo Virgilio. Fu Marcello Piacentini, uno dei massimi architetti dell’epoca, a voler inglobare nella nuova costruzione lo storico Palazzo Ghislieri e la Chiesa di Santo Spirito dei Napoletani. Nella foto aerea che segue abbiamo evidenziato in rosso l’area dove sorgerà il parcheggio, in verde l’edificio progettato da Piacentini negli anni ’30 e in blu i palazzi e la chiesa rinascimentali.

 

 

Come si può intuire, senza il passaggio attraverso il giardino, l’area di via Giulia e quella del Lungotevere resterebbero totalmente separate. Ecco perché era necessario ricucire le due parti dando loro un’immagine che rispettasse la storicità del luogo caratterizzata sia dai palazzi cinquecenteschi, sia dalla razionalità degli edifici moderni. La scelta di un giardino barocco, con panchine in pietra bianca di travertino serve proprio a richiamare entrambe le epoche storiche.

 

Uno spazio dal sapore “antico” come si addice al luogo, adornato da alberi da frutta, fontane e vasche piene di piante. Poi ad un piano superiore (ricordiamo che tra via Giulia il Lungotevere c’è un notevole dislivello) il cosiddetto “giardino segreto” con alberi mescolati a rampicanti, siepi e affacci verso vicolo della Moretta da una parte e l’Orto Botanico sul Gianicolo dall’altra.

 

Come si capisce dal plastico e dal disegno qui sopra, tutto sarà circondato da un muro che lascia intravedere le chiome degli alberi che lo sovrasteranno. L’ingresso al parcheggio sottostante diventerà molto più discreto e l’area dovrebbe tornare a mostrare il fascino che le compete.

Resta il tema della manutenzione del nuovo giardino che a quanto ci risulta non sarà affidata alla ditta che gestisce il Pup e dunque sarà in capo al Municipio o al Campidoglio con i probabili abbandoni tipici dopo il taglio del nastro. Ma questa è una vicenda che verrà sulla quale c’è da augurarsi la nuova presidente Bonaccorsi e il neo sindaco Gualtieri sapranno vigilare.

 

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4 risposte

  1. Quando è stato progettata la recinzione in muratura nessuno ha preso atto del fatto che, giusto o sbagliato, i ragazzi del Virgilio sono soliti scrivere/dipingere sui muri? Eppure lo stato dei luoghi parla chiaro… non sarebbe stato meglio e più consono circondare il giardino con una semplice cancellata che, tra l’altro, avrebbe permesso ai passanti di godere del verde sia da piazza della Moretta che dal Lungotevere? Con la costruzione del muro i passanti vedranno invece, da un lato e dall’altro, solo pareti deturpate da graffiti e scarabocchi vari…scommettiamo?

    1. Siamo a febbraio 2022 e del giardino Barocco non c’è traccia, a parte il bruttissimo muro perimetrale che, come fa notare la Sig. Martone, non è adatto allo scopo, crea una divisione troppo netta, assolutamente meglio una cancellata. Per il resto l’area è rimasta un cantiere. Qualcuno conosce il motivo dell’interruzione dei lavori?
      Io, come molti residenti della zona, ci chiediamo se vedremo mai la realizzazione di questo progetto che langue da piu di dieci anni.

  2. Gia’, sarebbe stato bello vedere una inferriata artigianale al posto del muro, almeno dal lato Via giulia, ma i costi? Gli abitanti avrebbero potuto contribuire visto che la maggior parte paga pigioni risibili o di favore.

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