Fiumi di Roma: grandi annunci per quella che si rivelerà una banale pulizia degli argini

Tranne un progetto culturale ad Ostia Antica, per Tevere e Aniene la giunta parla di parchi e progetti faraonici che in realtà si tradurranno in un bonifica ordinaria

 

Un annuncio un pochino fumoso nei contenuti e nei tempi quello del Sindaco Gualtieri sui fiumi romani. Pure il comunicato ufficiale del Comune è pieno di parole altisonanti e di tante chiacchiere ma si capisce poco su quello che davvero la giunta vuole fare per il Tevere e l’Aniene.

Proviamo a tradurlo noi in maniera rozza ma certamente più chiara: di fatto hanno stanziato un bel po’ di soldi per riqualificare gli argini del Tevere e dell’Aniene in alcuni punti della città. I fondi provengono in parte dal Giubileo 2025 e in parte dal Pnrr. Quando tutto questo sarà fatto non si sa ancora.

Se fossimo stati noi a guidare la comunicazione del Sindaco avremmo scritto qualcosa del genere sia per permettere a tutti di capire fino in fondo il programma dell’amministrazione, sia perché alla chiarezza della comunicazione corrisponde una migliore facilità di controllo da parte dei cittadini. Il nuovo andazzo di questa consiliatura, invece, è assai più aulico, si nasconde dietro parole come “masterplan”, “ricucitura dello strappo tra la città e i suoi fiumi” e così via. Forse sarebbe il caso di dire che “lo strappo” si è verificato perché gli argini sono totalmente abbandonati da 40 anni e quindi nessuno riesce più ad accedere alle banchine senza temere di essere assaltato da un topo o finire con le scarpe nel fango.

Mentre a Parigi si inventavano le spiagge che hanno portato migliaia di persone a godere della Senna ogni estate, qui da noi si parla di decoro delle sponde definendole “piccole cose” (citazione dell’Assessore Alfonsi). Senza voler essere troppo polemici (ma leggetevelo il comunicato perché è un capolavoro di politichese), andiamo ad elencare quello che si intende fare.

  1. Nella zona del Foro Italico, con due milioni di euro (sono pochi!) si vuole creare un’area sportiva ripulendo l’immondizia che c’è adesso
  2. Sotto il Lungotevere delle Navi, con 800 mila euro, si vuole creare un orto botanico. Probabilmente durerà lo spazio di una stagione e poi verrà divorato dalle erbacce
  3. L’area di San Paolo e Marconi sarà ripulita e messa in collegamento con Tiberis.
  4. Sotto Ponte Milvio, gli argini saranno bonificati (costo un milione)
  5. Alla confluenza tra l’Aniene e il Tevere, con due milioni si vogliono riqualificare 90 mila metri quadrati e creare una pista ciclabile
  6. Infine ad Ostia Antica,  un percorso didattico culturale che dal fiume porti fino ai resti romani.

Tranne il punto 6 che effettivamente sembra guidato da un’idea, per il resto si tratta di fare pulizie, quelle che non sono state mai fatte per anni. Rimozione della vegetazione invasiva che impedisce di andare sulle banchine e diserbo.

La giunta li chiama “parchi d’affaccio”, che tradotto significa riuscire a raggiungere le rive in un luogo dignitoso e poter godere dello scorrere delle acque senza sentire odori sgradevoli o inciampare nei tronchi. Meglio di niente ma, ripetiamo, si tratta di una operazione di pulizia e poco più.

Quando avverrà? Non è dato sapere anche se il Sindaco ha parlato di concludere gli interventi entro il Giubileo o al più tardi entro le scadenze del Pnrr. Per annunciarlo hanno organizzato un convegno all’Auditorium alla presenza delle massime autorità capitoline. Titolo dell’evento: Roma Riparte, la città che scorre. Questo uso, anzi abuso, della parola “riparte/ripartenza” dà sui nervi. Dopo il Covid l’avremo sentito ripetere migliaia di volte da giornalisti pigri e da politici furbacchioni. Forse sarebbe il caso di capire che per ora non sta ripartendo un bel niente, né a Roma, né nel resto d’Italia.

 

 

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2 risposte

  1. Concordo e condivido il fastidio non solo per la parola “riparte” ma per tutto il linguaggio adoperato da Gualtieri già in campagna elettorale. È fuffa, parole inutili usate per far sembrare grandi cose piccole e che non arrivano alla gente. Speriamo che riescano almeno a non perdere i fondi e che concludano qualcosa

  2. Invece di fare orti ,bisognerebbe pulire gli argini da carcasse e rami troppo lunghi,bonificare gli argini dei centri dove vive la gente,no fare spiagge o altri sperperi di denaro sono disgustato,un esempio,indiciassette anni a Centro Giano ,mai visto pulire una foglia .

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