Essere disabili a Roma: le vera lotta quotidiana

Dopo 48 ore di bombardamento mediatico sulla caduta del Sindaco, sugli scontrini e sulle bottiglie di vino prendiamoci una pausa. Torniamo per un attimo a parlare dei problemi reali, di quella lotta che tutti i giorni alcuni di noi sono costretti ad affrontare per sopravvivere nella Roma del 2015. E lo facciamo partendo da un bellissimo servizio andato in onda su Piazzapulita giovedì sera. Una giornalista ha accompagnato un giovane disabile in una mattinata qualsiasi.

Quando ci lamentiamo delle buche, delle auto parcheggiate male, dei mezzi pubblici vetusti lo facciamo da abili, che camminano regolarmente, che evitano i fossati e si infilano tra le macchine. Ma se fossimo su una sedia a rotelle? Guardatevi il filmato (inizia dopo qualche secondo di pubblicità) e arrivate alla fine. Ne vale la pena.

 

 

Il tema delle barriere architettoniche viene affrontato troppo spesso come una questione minore. Anche in questo caso scattano i “benaltrismi” che sono la vera piaga di Roma. C’è sempre qualche problema più grave da affrontare e risolvere prima  degli altri. E invece la vergogna di una città che chiude gli ascensori delle metropolitane (quando funzionano) alle 19.00 perché poi non c’è più il personale, dei gradini che sono delle vere montagne da scalare e delle auto che corrodono il nostro vivere civile grida vendetta. A chi sta leggendo questo articolo oggi, 10 ottobre, sul sito di diarioromano, invitiamo a dare un’occhiata alla foto dei lettori. Un’auto parcheggiata al centro di una delle piazze più importanti di Roma: piazza Mazzini. Una scena che sembrerebbe costruita ad arte per una candid camera. E invece chi ha scattato la foto ci assicura che era reale, troppo reale.

scivolo disabili sosta selvaggia
Un classico: suv davanti allo scivolo

 

Si vocifera che ad assumere il ruolo di commissario straordinario possano essere o Alfonso Sabella o Riccardo Carpino. Il primo è una bandiera della legalità come ben sappiamo, da ex magistrato e da assessore che si è dedicato proprio al ripristino delle regole. Il secondo un prefetto di lungo corso. Se uno di questi due (ma lo stesso vale per chiunque altro dovesse assumere il ruolo di commissario del comune) vorrà dare un segno immediato dovrà pensare alle auto in sosta selvaggia che offendono migliaia di disabili ogni giorno. Perché la legalità non si deve chiedere solo ai politici che portano la moglie a cena al ristorante. Ma si deve pretendere da tutti i cittadini di Roma. Altrimenti l’indignazione per gli scontrini di Marino è solo ipocrisia pelosa.

 

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