Ennesima commissione commercio sprecata

Ancora una seduta totalmente inutile della Commissione Commercio oggi. Si sarebbe dovuto parlare delle nuove risultanze del Tavolo del Decoro ma l’assenza del Dipartimento Attività Produttive, che avrebbe dovuto illustrare tali risultanze, ha reso vana la convocazione.

La seduta era come al solito molto affollata ed è cominciata con quasi un’ora di ritardo. Il presidente Coia l’ha aperta comunicando l’assenza della rappresentanza del Dipartimento e censurandola come comportamento inaccettabile.

Nonostante quindi fosse chiara l’inutilità di questa seduta, il presidente ha voluto ugualmente tenerla dando la parola ad alcune persone convenute tra il pubblico. Il grosso del tempo se lo è preso un rappresentante degli ambulanti, nonché rampollo della più conosciuta famiglia di ambulanti romani, che con due logorroici interventi si è prima lamentato che il Tavolo del Decoro apparentemente non ha tenuto conto dei loro suggerimenti e poi ha chiarito con fare deciso (e un po’ sprezzante) che se qualcuno ha intenzione di cancellare quello che loro definiscono il “commercio storico su strada” troverà pane per i suoi denti.

Gli interventi decisi, al limite dell’insolenza, del rappresentante degli ambulanti, uniti all’atteggiamento dimesso, quasi succube, del presidente Coia devono aver stimolato Gaia Pallottino, una cittadina che assisteva alla commissione, la quale ha premesso di aver fatto parte del direttivo di Italia Nostra in passato ed ha sostanzialmente detto che il degrado ha davvero passato il limite a Roma ed è necessario ristabilire un minimo di decoro, la qual cosa passa anche dall’eliminazione di tanti esercizi ambulanti che deturpano i luoghi più belli della città.

L’unico intervento di rilievo nella commissione di ieri è stato quello di Nathalie Naim, che ha chiesto come mai le risultanze già disponibili del Tavolo del Decoro non sono ancora state applicate. Si tratta in particolare dell’opportunità di spostare le postazioni ambulanti davanti la Fontana di Trevi, o quella davanti al Pantheon. Ebbene da quello che ha detto la consigliera Naim quei banchi potrebbero essere spostati fin da subito, se solo qualcuno prendesse la decisione di applicare le risultanze già disponibili (queste fin dal 2014) del Tavolo del decoro. In verità quel qualcuno parrebbe esserci, ed è l’assessore Meloni che recentemente ha dichiarato di voler prorogare lo spostamento delle bancarelle fatto dalla Giunta Marino lo scorso anno (che sta per scadere a gennaio prossimo) e di voler proseguire con l’opera di spostamento attaccando altre postazioni storiche.

L’impressione che abbiamo avuto dalla seduta di ieri è di trovarci ancora una volta in presenza di una netta contrapposizione tra il presidente Coia e l’assessore Meloni, con quest’ultimo che ha capito in cosa consiste il grosso del degrado romano e lo sta attaccando con decisione e perseveranza, ed il primo che invece pare avere l’unico obiettivo di proteggere a tutti i costi gli operatori commerciali, a prescindere se essi rendano un servizio alla città o pensino solo a sfruttarla incentivando il degrado.

 

Al presidente Coia ci permettiamo di dare tre consigli:

– anzitutto si attrezzi per trasmettere in streaming le sedute della commissione che presiede; visto infatti il successo di pubblico che ogni volta riscuote, è un peccato non poterle mettere a disposizione anche di chi non ha la possibilità di partecipare fisicamente;

– si ricordi poi che la sua commissione si occupa di commercio, materia che non è di solo appannaggio dei commercianti attuali; vi sono infatti tipi di commercio praticamente inesistenti a Roma, soprattutto quelli che puntano alla qualità, che non verranno mai rappresentati alle sedute della commissione commercio ma che meriterebbero un’attenzione particolare, ben maggiore di quella che invece il presidente appare dedicare al commercio più deteriore della città;

– consideri infine il presidente Coia che ogni seduta della sua commissione ha un costo e che vi è già il precedente delle 9 o 10 sedute che la sua commissione ha dedicato alla festa della Befana di piazza Navona che sono state perfettamente inutili, come peraltro era facilmente prevedibile fin dall’inizio; è forse il caso allora che ci pensi due volte prima di convocare una riunione, assicurandosi in anticipo che gli attori indispensabili alla discussione si rendano disponibili.

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