E se lo stadio della Roma si facesse a Fiumicino?

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C’è una voce che circola da tempo tra i tifosi della Roma e alcuni dirigenti della società di Pallotta: inutile insistere con Tor di Valle, ormai compromessa dalle inchieste e dalla inerzia della giunta Raggi. Lo Stadio si potrebbe spostare a Fiumicino, accanto al centro commerciale Da Vinci. Il Sindaco della cittadina, Esterino Montino, farebbe ponti d’oro a questo investimento e ha anche elencato i vantaggi della nuova opera: viabilità esistente (l’autostrada Roma – Fiumicino), trasporto su ferro a pochi metri (la linea che conduce all’aeroporto) e poche autorizzazioni necessarie (la Via, Valutazione di Impatto Ambientale, ma non la Vas più complessa da ottenere).

Montino ha incontrato due volte i dirigenti della Roma e ha consegnato le carte sui terreni e le indagini che ha già fatto svolgere dai tecnici comunali. Una soluzione semplice – ha spiegato  – perché c’è una legge regionale che consente di effettuare varianti su quel tipo di aree senza lunghe attese. Tanto che i lavori potrebbero partire entro i prossimi 18 mesi.

L’area di Fiumicino dove potrebbe essere realizzato lo stadio (da il Romanista)

 

Una tentazione per Pallotta e i suoi che sembrano molto demoralizzati dalle lungaggini e le difficoltà incontrate per Tor di Valle. L’ipotesi Fiumicino, invece, è vista con terrore dagli attuali amministratori di Eurnova, la società del gruppo Parnasi che ha puntato tutto sull’operazione Tor di Valle. Da quando Luca Parnasi è sotto inchiesta, i nuovi dirigenti dell’azienda hanno continuato a lavorare per portare a dama lo Stadio e soprattutto le cubature aggiuntive. Ma le resistenze della Raggi stanno provocando diversi malumori.

Per chi non ricordasse la storia, occorre precisare che il progetto stadio era stato lanciato dalla giunta Marino con un corollario di opere pubbliche molto importanti. Trasporto su ferro, nuove strade, nuovi ponti che avrebbero reso la zona moderna e facilmente raggiungibile. Quel progetto, poi, prevedeva la costruzione di due bellissime torri grattacielo frutto della penna di Daniel Libeskind, archistar di fama mondiale. L’arrivo della giunta 5Stelle in Campidoglio cambiò tutto: con il pretesto di ridurre le cubature che avrebbero costituito una speculazione (non si sa ai danni di chi!), furono eliminate le torri e parte dei metri cubi, ma in cambio le opere pubbliche a carico del privato non si sarebbero più realizzate.

Insomma quella scelta fu scellerata perché scaricò sul pubblico il costo di quasi tutte le opere accessorie. Seguirono gli arresti e l’inchiesta che vide coinvolto tra gli altri l’ex presidente Acea, Lanzalone, uomo di fiducia della Raggi. Da allora la Sindaca di fatto non ha più mosso foglia. La paura provocata dal terremoto giudiziario e lo scetticismo degli uffici sull’area ha bloccato tutto. Una volta costruito lo Stadio in quel terreno – senza ponti, strade e treni – il quartiere sarebbe diventato un budello. Una sorta di ingorgo perenne. Pure il Politecnico di Torino, al quale la Sindaca si era rivolta, prescrisse la costruzione di un nuovo ponte.

Mercoledì scorso, per la prima volta dopo mesi, i funzionari di Eurnova e i tecnici del Comune si sono rivisti. Al tavolo c’erano tutti: il nuovo manager di Eurnova, Giovanni Sparvoli, il vice presidente della Roma Mauro Baldissoni e una ricca delegazione del Campidoglio e della Regione. Gli esperti capitolini sono tornati sul punto: fino a che le opere di trasporto e per il deflusso delle auto non saranno pronte, lì partite non se ne giocheranno. In sostanza deve esserci contestualità tra l’inaugurazione dello Stadio e tutto quello che riguarda la mobilità. In dettaglio si parla della nuova fermata Tor di Valle della ferrovia Roma – Lido (che dovrebbe essere ristrutturata nella sua totalità), un collegamento tra la via del Mare e la via Ostiense all’altezza dell’università Roma tre, un ponte ciclopedonale che colleghi la fermata Tor di Valle con lo Stadio, un altro ponte che lo colleghi con la stazione Magliana della ferrovia FL1.

Tutte opere che nel vecchio progetto sarebbero state realizzate dai privati, assieme al Ponte di Traiano, considerato indispensabile per superare il Tevere. Ora, dopo il pessimo intervento della giunta Raggi, è tutto più nebuloso. E il Ponte di Traiano forse non si farà proprio.  Ecco perché la tentazione di abbandonare Tor di Valle e spostarsi su Fiumicino è sempre più forte. Ma sarebbe una grande sconfitta per Eurnova e per la Raggi.

La partita resta aperta ed è molto più difficile prevedere come andrà a finire.

 

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2 Commenti

  1. Maria

    Il nuovo progetto ha penalizzato soprattutto i cittadini che ogni giorno si trovano a percorrere la via del Mare o a utilizzare la Roma-Ostia Lido; con il vecchio progetto i lavori sarebbero già iniziati e avrebbero migliorato la viabilità per tutti i cittadini. Raggi e 5stelle schiavi di un’ideologia che non porta a nulla.

  2. mario

    Esterino, il cementificatore di Fiumicino….. Ricordate che in quell’area c’è pure il progetto di ampliamento dell’aeroporto!!! Se ci si fa pure lo stadio (e annessi parcheggi), quanto suolo si consuma????? Ricordiamoci sempre che i terreni inerbiti e quelli boscati sono la principale “spugna” che impedisce all’acqua piovana di ingrossare direttamente i corsi d’acqua e provocare inondazioni. Boh……

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