E nel parco tornò il cartellone illegale

Cartellone abusivo via Montiglio

Cartellone abusivo via Montiglio2

Cartellone abusivo via Montiglio3

 

Le foto che vedete qui sopra ci sono state inviate da Franco Q., attivo sia nell’associazione bastacartelloni che nel gruppo Volontari Decoro XIII. Franco conosce bene il suo territorio e anche le normative sull’impiantistica pubblicitaria.

In via Montiglio, una strada che passa nel cuore del parco del Pineto e che sbuca in via Damiano Chiesa, è vietata l’installazione di cartelloni pubblicitari. Lo prevede l’attuale Piano Regolatore e lo stabilivano pure le precedenti norme, proprio perchè si tratta di area confinante con un parco pubblico. In passato, nello stesso punto, era presente un impianto che fu rimosso come si vede dall’ultima foto nella quale si nota un foro che in precedenza ospitava il sostegno di un cartellone.

Circa un mese fa è ricomparso un impianto che è rimasto senza inserzionista per lunghi giorni, poi vi è stato affisso un manifesto che pubblicizza la candidatura di Alfio Marchini e da poche ore è di nuovo senza sponsor.

Dalla targhetta Nbd si risale facilmente alla ditta proprietaria dell’impianto: la Screen City Advertising, una società nota per aver commesso molte “leggerezze” nella installazione dei propri impianti. Tanto che la delibera 425 del 2013 ne stabilì la cessazione parziale dalle attività sul territorio romano, decretando la scadenza della gran parte dei suoi cartelloni il 31/12/2014. E tra i cartelloni scaduti (quindi senza diritto di permanenza sulle strade romane) vi è anche questo con il codice BE217/P.

Insomma si tratta di un cartello doppiamente illegale: in primo luogo perché non ha più le autorizzazioni e in secondo luogo perché è stato installato in una strada di confine con un parco pubblico.

Si tratta di un solo cartello, mentre Roma fino a pochi anni fa era disseminata di impianti del genere. Ma è pur sempre un segnale, un gesto di sfida da parte della ditta che mostra chiaramente di infischiarsene delle norme. Consapevole di essere ormai fuori gioco non appena la riforma entrerà a regime, la ditta tenta di sparare le ultime cartucce.

Motivo in più per non rimandare ancora l’entrata in vigore della riforma e per sperare che il nuovo sindaco, chiunque esso sia, comprenda l’importanza e la delicatezza della questione.

 

 

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2 risposte

  1. Quando gli aspiranti sindaci, cioè coloro che dovrebbero risolvere il problema una volta eletti, sono i primi ad trattare la questione con con leggerezza utilizzando addirittura impianti del genere, la cosa non fa sperare in nulla di buono.

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