Continua il gran caos dell’amm.ne Raggi sul commercio ambulante

Volano gli stracci nel M5S in Assemblea Capitolina e l'assessore Coia cambia diametralmente parere. Peccato che la sindaca non si sia tenuta l'assessore Meloni, che ai bandi ci stava lavorando già nel 2016

Lo scorso 12 marzo in Assemblea Capitolina c’è stata una nuova puntata della “telenovela Bolkestein” allestita dalla ditta Raggi & Co.

Come abbiamo spiegato con dovizia di dettagli a fine febbraio, dopo quasi cinque anni passati a boicottare in ogni modo la normativa europea che richiedeva di mettere a bando le licenze ambulanti, improvvisamente Virginia Raggi è divenuta la paladina di tale normativa, impartendo ad ogni pie’ sospinto lezioni sulla necessità di smontare i monopoli delle bancarelle romane.

 

Quello che è successo venerdì in aula Giulio Cesare ha messo di nuovo il luce le due facce opposte del M5S sulla Bolkestein. Come preannunciato infatti il giorno prima sulla sua pagina facebook, il presidente dell’Assemblea Capitolina, Marcello De Vito, ha presentato e messo in votazione una mozione per impegnare la sindaca Raggi a prorogare le licenze ambulanti fino al 2032, come previsto dalla normativa vigente.

La mozione è stata votata quando i consiglieri di maggioranza non erano in aula e quindi approvata con i voti di tutte le opposizioni.

 

Si è trattato senz’altro di un colpo di mano del presidente De Vito, ma c’è il sospetto che l’assenza dei consiglieri di maggioranza non sia dovuto solo a disattenzione.

Il capogruppo M5S in Assemblea Capitolina, Giuliano Pacetti, ha parlato di un sotterfugio del presidente De Vito, ma che signifivca “di fatto la seduta era finita“?

 

 

Scrive inoltre il Pacetti che “De Vito si è fatto approvare una mozione che va contro la linea del M5S e della sindaca“, ma la verità è che De Vito è rimasto fedele alla tradizionale linea del M5S sulla Bolkestein, mentre la Raggi, Pacetti e l’assessore Coia hanno modificato la loro linea di 180° senza sentirsi di fornire la minima spiegazione.

E Pacetti l’ha presa proprio male l’iniziativa di De Vito, tanto da apostrofarlo più volte in aula con una serie di “ma nun te fai schifo da solo?“.

 

Incredibile in particolare la conversione dell’assessore Coia, da testimonial no-Bolkestein con tanto di maglietta, a convinto sostenitore della necessità di fare i bandi, anche quando la normativa nazionale non li consente.

 

 

 

In realtà l’assessore Coia una spiegazione ha provato a darla, affermando in un’intervista che sulla Bolkestein “… ho cambiato parere e penso sia mio diritto farlo. Ho rivisto le mie scelte di allora perchè ho compreso da fonti giuridiche che si è andati in contrasto con una direttiva che è esecutiva. Per questo oggi sono convinto che sia giusto fare i bandi in modo da poter aiutare, tra l’altro, i non ‘soliti noti’ ad ottenere le licenze“.

 

Ha “compreso da fonti giuridiche” l’assessore Coia; peccato che ci abbia messo cinque anni a capire quali fossero le cose giuste da fare, mentre in tutto questo tempo ha fatto esattamente il contrario, condannando Roma a soccombere sotto un commercio ambulante in troppi casi esorbitante.

 

La cosa incredibile è che il Coia che nel 2021 si è ravveduto sulla necessità di applicare la Bolkestein, è lo stesso che nella prima parte della consiliatura Raggi ha boicottato in tutti i modi l’assessore Meloni, colui che aveva impostato un piano per riqualificare il commercio ambulante a Roma approfittando proprio della normativa Bolkestein.

Purtroppo tra i due la sindaca Raggi ha scelto di dare il benservito ad Adriano Meloni, tenendosi il Coia e condannando così il pur avanzato lavoro di risistemazione delle bancarelle a finire nel congelatore.

 

Ormai il tempo a disposizione di Raggi & Co. è praticamente finito e si può tranquillamente dire che anche nel campo del commercio ambulante l’amministrazione M5S non solo non ha migliorate in nulla le cose, ma le sta addirittura peggiorando con l’ultima pretesa di dar retta ad un parere dell’AGCM che va in violazione della normativa nazionale.

Siamo sicuri che se fosse rimasto in carica l’assessore Meloni la risistemazione del commercio ambulante a Roma si sarebbe fatta, tutelando gli operatori mercatali e ridimensionando drasticamente i troppi oligopolisti che fanno collezione di licenze.

 

Chissà se si è resa conto Virginia Raggi del drammatico errore che ha commesso tenendosi un inutile e controproducente Andrea Coia e mandando via Adriano Meloni.

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