Comunicato Stampa: che fine ha fatto la riforma dei cartelloni?

Cartelloni pubblicitari

 

La riforma dei cartelloni pubblicitari sembra essersi impantanata. E nessuno in Campidoglio si dà cura di farle riprendere il cammino. Un processo durato anni – che potrebbe portare a Roma maggiori incassi (dai 20 ai 25 milioni l’anno), servizi per i cittadini (bike sharing, toilettes) e maggior decoro – è stato dimenticato.

Sebbene l’assessore Meloni dichiari che la volontà della giunta sia portare a completamento il Prip, finora non si sono visti gesti concreti in questa direzione. Anzi, la commissione commercio presieduta da Andrea Coia, ha convocato diverse riunioni per rallentarlo.

Dodici, tra associazioni e blog, hanno deciso di sottoscrivere un Comunicato Stampa, che in queste ore viene inviato a tutte le redazioni, intitolato “Che fine ha fatto la riforma dei cartelloni pubblicitari a Roma?”

Nel comunicato si spiega a che punto siamo arrivati, quali sono i passi ancora da compiere e soprattutto in capo a chi è la responsabilità di questo ingiustificato ritardo. La riforma fu approvata nel 2014 con il voto decisivo di Raggi, Stefàno, Frongia e De Vito all’epoca consiglieri di opposizione. Sebbene oggi siano ai vertici dell’amministrazione a 5stelle, non hanno dedicato alcun impegno alla vicenda.

Carteinregola, bastacartelloni, Ottavo Colle, Cittadinanzattiva Lazio, Residenti Città Storica, Cartellopoli, Comitato Porta Asinaria, Italia Nostra Roma, Romafaschifo, Roma Pulita! e Vas (Verdi, Ambiente e Società), chiedono tempi certi per il completamento della riforma.

 

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Il comunicato si può scaricare anche in versione pdf cliccando qui

 

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C’è a Roma qualcuno che guardi alla mobilità cittadina con il punto di vista degli utenti del TPL?

C’è @TUTraP_APS ed ha appena pubblicato un’analisi di com’è andato il 2025 (spoiler: malino, ad essere buoni, e il 2026 non si prospetta meglio).

https://www.tutrap.it/un-piccolo-bilancio-sul-servizio-atac-2025/

@gianni_botta Si vive in dignità. Confermo.
In splendida dignità, nelle città ricche del Nord, tipo Bologna, Milano, Torino e Firenze.
Con più fatica nelle città del sud, dove i cittadini non hanno l’abitudine di usare il taxi che lavorano, quindi solo coi turisti

Nel bilancio triennale del Campidoglio, neanche un euro contro scritte e cartelli abusivi. Nessuno vuole inimicarsi la “lobby politica” del degrado.

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