Come funzionano le emettitrici di biglietti Atac? Le strane differenze di dati

Secondo l'Agenzia per la Mobilità, nel 2018 le macchinette erano efficienti al 98%. Ma i cittadini avevano inondato l'azienda di segnalazioni

A dicembre 2018, (solo) grazie alla segnalazione di un vigilante onesto, vengono smascherati 11 suoi colleghi che depredavano le Macchine Emettitrici di Biglietti (MEB) nelle stazioni delle Metro di Roma. Si parla di cifre da capogiro: rubate fino a 500€ al giorno a testa, da chissà quanto tempo. In ATAC ovviamente nessuno aveva mai pensato di controllare un’operazione così critica dove persone di ditte esterne maneggiano tanti soldi contanti.

 

Nello stesso 2018, come risulta dai dati pubblicati da ATAC nella “Carta dei Servizi”, c’è stato un forte picco di segnalazioni da parte dei cittadini per il “furto” dei soldi da parte delle MEB, e la relativa voce è quella con più reclami in assoluto, con oltre 5.300 richieste di rimborso. E chissà quanti mancano al conteggio, perché hanno rinunciato a fare reclamo.

 

Sempre nello stesso 2018, dai rilevamenti di Agenzia per la Mobilità fatti su mandato del Comune, le MEB hanno registrato un incredibile picco positivo di efficienza del 98% (mentre 2 anni prima era solo il 76%), giudizio poi curiosamente peggiorato nel 2019 quando invece i reclami dei cittadini sono crollati a poco più di 3mila.

 

Ancora una volta si evidenzia un’enorme differenza tra cosa accade nella realtà dei cittadini (che non contano nulla), ed il voto assegnato da Agenzia per la Mobilità ad ATAC, secondo i parametri del contratto. Voto che determina, qualora insufficiente, l’applicazione di penali. Penali che, rispetto al 2016, sono state in generale sensibilmente ridotte nel 2019 (-38%), e quasi azzerate nel 2020 (-80,6%, grazie allo scudo dell’emergenza COVID).

 

 

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