Che fine ha fatto l’atteso nuovo regolamento OSP?

I dehors dei locali continuano ad essere fuori controllo e si sono perse le tracce dell'attesa nuova normativa anticipata dal sindaco 3 mesi fa. Urge ormai un'ordinanza che ponga un freno al dilagante abusivismo

Era il 15 novembre u.s. quando il sindaco Gualtieri e l’assessore al commercio Monica Lucarelli presentavano la bozza del nuovo regolamento sulle occupazioni di suolo pubblico (OSP) che avrebbe poi dovuto passare il vaglio e l’approvazione dell’Assemblea Capitolina.

Nella conferenza stampa di presentazione il sindaco aveva sottolineato l’importanza della nuova disciplina:

È un regolamento di particolare importanza per la città di Roma che viene da regole vecchie e da una lunga fase di deroga dovuta al covid.

E inoltre, ricordando la sua contrarietà all’ulteriore proroga fino al 31 dicembre 2024 del regime “Covid”, stabilita dalla maggioranza parlamentare, il sindaco affermava:

Abbiamo comunque il dovere di dotare Roma Capitale di una disciplina più moderna ed adeguata …”.

 

Purtroppo però da quella presentazione sono passati oltre tre mesi e del nuovo regolamento non se n’è saputo più nulla.

Non si hanno infatti notizie di una sua elaborazione nell’ambito dell’Assemblea Capitolina e l’impressione è che il testo, che aveva ricevuto non poche critiche sia da parte di ambienti del PD capitolino che delle diverse parti sociali, sia stato messo nel congelatore in attesa che la maggioranza si metta d’accordo al suo interno sulla nuova normativa.

 

Eppure ci sarebbe una grande urgenza di avere il nuovo regolamento vigente; perché se è vero che la proroga del regime Covid non consente praticamente di intervenire sulle OSP “regolari” esistenti almeno fino a fine anno, l’aggiornato regime sanzionatorio del nuovo regolamento dovrebbe consentire di cominciare a reprimere con una certa efficacia l’enorme abusivismo in materia di OSP che da sempre caratterizza il panorama romano e che la normativa emergenziale Covid ha fatto ulteriormente aumentare.

Il problema principale delle OSP a Roma è infatti da sempre una normativa che sostanzialmente incentiva gli abusi, prevedendo sanzioni irrisorie e difficili da applicare, soprattutto considerando la cronica scarsità di risorse e personale degli uffici municipali e della Polizia Locale, responsabili del controllo del territorio.

A Roma non è esagerato parlare di un abusivismo di almeno il 50% delle OSP esistenti, considerando OSP totalmente abusive o eccedenti lo spazio concesso, e questo viene confermato dai tanti verbali elevati ogni volta che la Polizia Locale effettua controlli su strade e piazze di Roma.

 

Da notare poi che la proroga del regime emergenziale Covid è stata proposta dal senatore De Priamo, di Fratelli d’Italia ed ex consigliere capitolino, con la motivazione che Roma non aveva ancora approvato il nuovo regolemento OSP e quindi bisognava dare più tempo all’amministrazione capitolina, consentendo nel contempo agli esercenti di continuare a beneficiare delle OSP “espanse”.

Cosa aspetta allora l’amministrazione capitolina a partorire il nuovo regolamento?

Non sarà forse che l’eventuale più efficace meccanismo sanzionatorio spaventi più d’uno sia in Campidoglio che tra le rappresentanze degli esercenti e quindi si preferisca lasciare il selvaggio status quo attuale?

Come si dice, a pensar male …

 

Comunque stiano le cose, considerando che ormai il nuovo regolamento non vedrà l’approvazione prima della seconda metà dell’anno e visto che la bella stagione è alle porte, con la consueta ulteriore esplosione delle OSP più o meno abusive, il sindaco Gualtieri dovrebbe emanare al più presto un’ordinanza che renda minimamente efficace il contrasto all’abusivismo imperante.

Che ancora non si sia provveduto in tal senso dimostra o che l’amministrazione non ha la minima idea della situazione sul campo, oppure che sia consapevole degli innumerevoli illeciti esistenti ma non voglia disturbare un pezzo rilevante dell’economia romana. E non sapremmo dire quale delle due ipotesi sia più grave.

 

La necessità di una tale iniziativa è anche dimostrata dal fatto che a suo tempo, con sostanzialmente la stessa disciplina attuale, un’ordinanza simile fu emanata dal sindaco Alemanno, che senz’altro non poteva essere considerato ostile alla categoria degli esercenti.

 

La materia delle OSP ancora fuori controllo è l’ennesimo esempio di come continui a mancare una visione ed una guida che governi il commercio romano, agevolando e magari incentivando gli esempi vistuosi e contrastando gli illeciti che rappresentano anche concorrenza sleale. Passati oltre due anni dall’inizio dell’attuale consiliatura sembra che la casella dell’assessore al commercio sia ancora vacante, tanto evanescente, se non inesistente, appare l’attuale inquilina.

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