Atac, un sondaggio in-credibile. Dal rilievo dell’Acos arriva la sufficienza eppure il servizio è peggiorato su tutti i fronti

Bus, metro e soprattutto tram sempre meno efficienti. I dati dal 2017 ad oggi. Campione e metodo usati da Acos sono sbagliati ma una soluzione per avere dati veri c'è

 

L’Agenzia per il Controllo della Qualità dei servizi (ACOS) ha recentemente pubblicato la sua Relazione Annuale, con i voti sulla qualità dei servizi pubblici. A grandissima sorpresa, il trasporto pubblico locale viene promosso con la piena sufficienza, dopo tanti anni di bocciature.

Prendiamo i dati ufficiali di ATAC sul servizio totale erogato (bus, tram, filobus, metro ferro, servizi aggiuntivi, e servizi sub affidati).

 

 

La media percentuale del servizio complessivo erogato, rispetto agli obiettivi finali del Concordato, è stata:

2017: 86,0%

2018: 88,1%

2019: 89,4%

2020: 88,5% (lockdown)

2021: 92,7% (incluso un +3,2% sub affidato a privati)

2022: 87,2% (1° semestre, incluso un +3,9% sub affidato a privati)

Nel 2022 c’è stato un crollo del servizio del -5,5% rispetto al 2021, una percentuale enorme. ATAC, togliendo i sub affidi, ha erogato solo l’ 83,3% di servizio, il dato peggiore di tutta la storia della Società.

Passando al servizio svolto nelle periferie dal privato RomaTPL con gli autobus “camuffati” da ATAC (per disposizione del Comune), i dati confermano un servizio costantemente scarso e totalmente inadeguato.

 

Passiamo ad analizzare ogni singolo servizio, partendo dalla MetroA, che va mediamente abbastanza bene. Nel 2022 c’è stato un leggero peggioramento, che sarà destinato ad aggravarsi nel 2023 per l’inizio delle revisioni dei treni, in fortissimo ritardo.

 

Il servizio MetroB risulta molto aleatorio, a volte va bene. Nel 2022 c’è stato un repentino e spaventoso crollo.

 

Anche il servizio MetroC risulta molto variabile, è generalmente migliorato nel tempo, ma con un pesantissimo crollo nel 2022 a causa del ritardo nella manutenzione dei treni.

 

 

Il servizio della Roma-Lido, che già al 100% sarebbe insufficiente, non si è più ripreso dopo il lockdown, e nel 2022 è quasi scomparso, a causa dei catastrofici ritardi burocratici nell’acquisto dei nuovi treni e nell’avvio delle revisioni da parte di Comune e Regione Lazio.

 

Anche il servizio sulla Roma-Viterbo, da sempre insufficiente, da luglio 2019 non si è più ripreso, e nel 2022 ha continuato ad andare molto male ed in maniera altalenante.

 

 

Il servizio tram è andato scomparendo nel tempo, a causa della mancata manutenzione dei binari e della progressiva diminuzione dei mezzi disponibili. Molto probabilmente il 2022 sarà l’anno peggiore dal 1900, senza voler esagerare.

 

 

Infine il servizio bus, quello che vale 2/3 degli spostamenti. Da molti anni va molto male. Solo grazie al supporto dei privati (pagati con fondi Regione Lazio) da dicembre 2020 è migliorato. Nel 2022 è comunque peggiorato rispetto l’anno precedente.

 

 

Il sondaggio di ACOS è dunque “farlocco”? Assolutamente no. È il campione e la metodologia che ne determinano l’esito. Preso ad esempio il 2017, pensate che risultati differenti potrebbe dare un sondaggio fatto ad aprile (servizio al 91%) oppure ad agosto (78%).

Una soluzione c’è. Gli abbonati annuali pre-pandemia erano circa 340mila. Il Comune li potrebbe abilitare ad esprimere 1 voto/anno, ad esempio durante l’ultimo mese di validità dell’abbonamento. Con un sondaggio strutturato su 340mila utenti, l’esito potrebbe riflettere maggiormente il sentimento comune.

 

 

 

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