ATAC e l’inganno del privato: costretti a fare un esposto

Venerdì 12 Aprile a Roma c’è stato uno sciopero del trasporto pubblico. Scioperava il privato RomaTPL.

Una cosa molto grave è che la maggior parte dei cittadini a Roma non sappia chi è il privato RomaTPL, e questo non per colpa dei cittadini, ma del Comune che fa di tutto per nasconderlo. È importante sapere chi è RomaTPL perché gestisce 1/3 del trasporto pubblico su gomma e non prende un solo centesimo dai biglietti, ma viene pagato oltre 100 Milioni€/anno con i soldi delle nostre tasse.

 

 

Questo autobus NON è di ATAC, ma è del privato RomaTPL. L’ha scoperto con grande stupore un Signore che lo usava da anni. Non voleva crederci: “Ma c’è scritto ATAC!”, ”Ma allora è un subappalto di ATAC!”, ”Ma allora gli autobus li ha comprati da ATAC!”.

No, no e no, niente di tutto questo. Gli autobus sono tutti di proprietà di RomaTPL che li ha comprati nuovi. RomaTPL ha un contratto direttamente con il Comune di Roma e gestisce 102 linee che normalmente svolgono il servizio in zone meno centrali e soprattutto periferiche.

 

 

Altra fermata, zona Battistini, una Signora anziana deve andare all’Ospedale Gemelli, ma il 146 non passa (è una linea RomaTPL). Le viene detto che c’è sciopero, e Lei: “ma quale sciopero, io nun so’ niente, ma poi non lo vedi che l’auti passano?”. Le viene detto che non sono tutti a scioperare, ma solo RomaTPL, mentre ATAC fa il servizio consueto, e Lei: “E che me frega de Roma-come-se-chiama, io devo pijà il 146”. Le viene spiegato di nuovo che il 146 non è ATAC, al ché Lei stizzita: “aò ma che me stai a pijà in giro? So’ anni che lo pijo, c’ha scritto ATAC, è ATAC!”. Un’altra persona, confusa dal discorso chiede: “Ma la Metro funziona?”. Sipario.

Gli autobus del privato RomaTPL hanno tutti la livrea identica a quella degli autobus ATAC e stesso identico logo “ATAC”. Sono riconoscibili solo grazie ad un piccolo logo blu davanti e dietro.

 

 

Sulle paline delle fermate invece nessun logo, nemmeno un’iconcina. Prendete adesso un biglietto ATAC, i BIT o METREBUS. È un biglietto integrato valido su tutti i trasporti pubblici dentro i confini del Comune di Roma. Sopra c’è scritto ATAC, Cotral, Trenitalia, RomaLido, RomaViterbo, RomaGiardinetti. Ma RomaTPL assolutamente NON compare.

 

 

Nel nuovo bando che affiderà le 102 linee bus periferiche dal 2020, la Giunta della trasparenza voleva perpetrare questo “segreto”. Abbiamo fatto un esposto all’Antitrust, chiedendo di far modificare il bando in modo che gli autobus, almeno per il futuro, riportino il logo del gestore reale. Il Garante, che ringraziamo, ha esaminato con grande attenzione la nostra richiesta, ma si è dovuto fermare a seguito della sospensione del bando, bocciato dal TAR. Vedremo se il Comune accoglierà bonariamente la nostra richiesta nel prossimo bando.

 

Perché tenere nascosto il gestore privato? Come può un utente giudicare se è meglio un gestore rispetto ad un altro, se non sa nemmeno chi sta gestendo il servizio? Non è un modo di ingannare gli utenti?

 

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5 risposte

  1. E l’inganno massimo consumato in occasione del referendum, quando la popolazione ha votato no contro una inesistente privatizzazione del servizio, mentre ignora che da più di dieci anni parte del servizio è svolto (male) dal privato TPL?
    Il tutto ovviamente ad opera della giunta della trasparenza (quando gli pare)

    1. Forse non succede a Roma, però succede. Un gestore che appalta il servizio urbano di trasporto pubblico non paga regolarmente i suoi dipendenti. Lo fa da anni. Quei lavoratori, per avere il pagamento del loro lavoro effettuato, sono costretti a scioperare. L’Amministrazione di quel Comune, appaltante, o sta in silenzio o sostiene che ha pagato il gestore. Questa storia, l’ho già detto, dura da anni. I cittadini non capiscono più dove è la verità. Il Garante del diritto di sciopero, quando interviene, escogita varianti per rendere difficoltoso ai lavoratori senza stipendio l’uso dello strumento costituzionale chiamato “sciopero”. Mi sembra che il Garante non sia intervenuto mai presso il gestore o l’appaltante.

  2. Grazie per l’informazione, non ho mai preso un bus a Roma (sono di Milano) e non sapevo di RomaTPL. Il loghino in effetti me l’aspetterei sul lato, vicino agli ingressi: è così che fanno a Helsinki.

    A Helsinki ci sono svariati operatori privati (come Savonlinja) e pseudo-privati (come Pohjolan Liikenne, che è statale) che si contendono le varie linee e operano in modo indistinguibile ma trasparente.

  3. La realtà è molto più semplice anche se non “dignitosa”. Il bando di gara vinto da Roma Tpl è precedente alla riorganizzazione delle partecipate, quando Atac era anche “agenzia” e soprattutto proprietaria dei mezzi e degli impianti. e nel bando i nuovi bus dovevano riportare il logo Atac in quanto ente terzo rispetto ai gestori (allora anche MetRo e Trambus), Ma l’aggiudicazione è avvenuta dopo la creazione di Roma Servizi per la Mobilità e nuova Atac (MetRo+Trambus+sosta tariffata e di scambio etc.) poco dopo “patrimonalizzata” con depositi, stazioni metro, treni, bus, tram e via dicendo. Il bando però imponeva l’applicazione del logo Atac, soggetto terzo in rappresentanza del Comune. In sintesi un incrocio tra mancata comunicazione tra soggetti competenti, assenza di strategia (visto che la fusione era ormai certa), e lassismo (incapacità o superficialità) da parte dei soggetti apicali delle strutture dirigenziali coinvolte. Uno spunto per riflettere sul fatto che forse, con tale approccio, sia il logo Atac sui bus di Roma Tpl un problema serio del Tpl romano o se ci sia molto altro ben più grave prodotto da chi dovrebbe gestire il settore nell’interesse dei cittadini

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