Atac: il bilancio 2020 ancora lacrime e fuoco

I 10 fatti più gravi che hanno caratterizzato il trasporto pubblico romano nell'anno appena finito. Dai filobus bloccati alle stazioni metro chiuse

Si conclude il 2020, tanti annunci, tanto fumo e tanti bus “arrosto”. Per il 3° anno consecutivo, anche sommando la copiosa pioggia di “bonus-covid”, ATAC non raggiungerà gli obiettivi del Concordato fissati per autobus e tram. Ripercorriamo in una classifica i 10 punti che riassumono quest’anno.

 

10° posto: flop dei minibus elettrici. Ad Ottobre 2020 è arrivato il 25°, poi più nulla. Dovevano essere 60

 

 

9° posto: “corridoio della mobilità” su Via Laurentina con i 45 filobus Breda recuperati dai depositi, aperto in pompa magna a luglio 2019, e chiuso dopo nemmeno 10 mesi ad inizio maggio 2020, perché scadeva il contratto di manutenzione, fatto da Roma Metropolitane poi messa in liquidazione. I filobus sono tornati a marcire in deposito. Mistero sul fatto che il Comune già nel 2019 aveva previsto il crollo del servizio nel 2020 proprio a partire da Maggio ed almeno fino ad Ottobre (ultimi dati al momento disponibili)

 

8° posto:. nel 2020 parte il nuovo server di Agenzia per la Mobilità, che usa lo standard internazionale GTFS per diffondere i dati sui bus circolanti, quelli grazie ai quali sapete i tempi di attesa alle fermate. Ma ha numerosi periodi di indisponibilità, e troppi autobus non risultano monitorati, specialmente in periferia (Roma TPL). Anche gli errori di previsione sono numerosi ogni giorno

 

7° posto: sono stati definiti “scioperi bianchi” perché causati dall’assenza del personale:

  • la chiusura totale della linea Termini-Centocelle il 4 Febbraio, e
  • la chiusura totale della Metro C il 23 Novembre, con conseguenti ammassamenti sulle navette sostitutive.

 


6° posto:
a supporto di ATAC e del trasporto pubblico, da metà maggio il Comune ha affidato (senza alcun tipo di gara) al privato RomaTPL nr. 6 linee “S”-Speciali, esercitate con circa 70 pullman Gran Turismo. La grande pensata del Comune è di far svolgere queste linee in parallelo ai percorsi delle Metropolitane. Peccato che su strada ci voglia il triplo se non il quadruplo del tempo della Metro, ed infatti non le usa nessuno. Verranno via via cancellate per scarso utilizzo. Costo per i cittadini romani: 2,8 Milioni€. Alcune Aziende di trasporto hanno presentato un esposto in Tribunale per questa storia.

 

 

5° posto: i flambus continuano anche nel 2020, almeno 18 bus in fiamme, di cui 12 irrecuperabili. A Novembre un bus diventato una palla di fuoco va giù in discesa senza controllo, seminando panico e distruzione in una via solitamente molto affollata. Solo per miracolo nessuno si fa male (a parte un’anziana intossicata), perché avvenuto alle 3 di notte.

 

 

4° posto: sotto le Metropolitane nel 2020 si è registrata la media di 1 evento al giorno tra chiusure di stazioni, interruzioni del servizio (in tutto o in una tratta), rallentamenti. Dopo 2 anni non si è ancora risolto il pesante problema delle scale mobili e ascensori fermi in decine di stazioni. Ad inizio anno Cornelia sulla Metro A è rimasta chiusa per ben 5 mesi per revisione degli impianti, attualmente per analogo motivo (sostituzione impianti) sono chiuse 2 stazioni della Metro B, tra cui l’importantissima Policlinico. Questi continui disservizi hanno creato gravi disagi e la (quasi) scomparsa dei disabili dalle Metro.

 

 

3° posto: Agenzia per il Controllo della Qualità dei Servizi pubblica la sua relazione annuale, in cui risalta la pesante bocciatura del trasporto pubblico. Nella lunga sfilza di grafici negativi, abbiamo scelto la “top ten del disagio”, in cui figurano ben 5 delle 6 linee tram di Roma (oltre a linee bus continuamente sospese per indisponibilità di mezzi causa guasto). Che siano bus, filobus, minibus, Metro o tram, a Roma non funziona bene NULLA.

2° posto: da piano acquisti dovevano arrivare 650 bus entro il 2020, ne sono arrivati 500 ma, cosa incomprensibile, nel 2019 il Comune aveva pianificato per il 2020 una pesante RIDUZIONE del servizio programmato, ben al di sotto degli obiettivi del Concordato:  -7% per i bus (e addirittura -10% per i tram). Ed infatti il servizio è rimasto sotto il 90% dell’obiettivo per tutto l’anno. Questa decisione costerà comunque cara ad ATAC: le perdite stimate per mancati incassi sfiorano i 20 Milioni€.

1° posto: ATAC denuncia una disabile per interruzione di pubblico servizio. Non può esistere un paradosso più grande di questo. Il servizio coi bus è carente e ogni giorno circolano su tutta la rete numerosi vecchi mezzi non idonei al trasporto disabili (il 12% circa), le Metro sono inutilizzabili per le continue chiusure di stazioni e gli ascensori e scale mobili guasti, il servizio tram è crollato ed il 36% dei mezzi su rotaia è inaccessibile per un disabile (si può salire solo tramite scalette).

Pensate ora se ogni disabile denunciasse ATAC per condotta discriminatoria, ogni volta che trova un impedimento avvicinandosi ad un mezzo pubblico qualsiasi.

 

 

 

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